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Le frane in Campania

Rassegna stampa

Adnkronos
6 maggio 1998

Campania: F. Petrone. La Carta Geologica? Quasi pronti 157 Fogli su 652

Roma (Adnkronos) - Ferdinando Petrone, Vice Direttore del Servizio Geologico dl Stato (reggente del Servizio, il Presidente Todisco è ora alla Protezione Civile) insiste per '"restare con piedi per terra ". " La storia, o meglio l'avventura del servizio geologico - dichiara alla Adnkronos - si riassume tutta nella situazione della Carta Geologica d'Italia, lo strumento fondamentale per un controllo del territorio''.

"Della carta Geologica sono stati sino ad oggi programmati 157 del 652 fogli (a scala 1:50.000) e questi 157 fogli sono In fase di realizzazione, attraverso convenzioni ed accordi di programma con le regioni, i dipartimenti scientifici delle Università ad il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Tra mancati finanziamenti e iter burocratici estenuanti la 'carta' va avanti con gravi ritardi".

" Finalmente - precisa il Vice Direttore del Servizio Geologico dl Stato - sono stati impegnati 110 miliardi e nell'arco di 4-5 anni saranno disponibili 30 del 157 fogli della Carta Geologica. Mancano i finanziamenti per gli altri 500 fogli. Il fatto nuovo a positivo è anche rappresentato dalla stretta collaborazione del nostro Servizio da parte di molte regioni, dai dipartimenti universitari e dal CNR." Insomma sembra che il "problema delle culture separate" - problema nazionale - sia superato, almeno In questo settore.

"Occorre però una legge organica - precisa Ferdinando Petrone - che risolva fra l'altro, tutte le problematiche relative al rilevamenti idrogeologici da realizzare con una medesima tecnologia e secondo criteri e codici di lettura identici, che tecnici ed amministratori possano leggere sempre agevolmente. Non tutti hanno infatti compreso che la 'carta' disegnata dai geologi è fatta per gli amministratori (non per la "Biblioteca del Faraone" ) In particolare per programmatori, assessori al territorio, all ' urbanistica e alle opere pubbliche affinché non consentano a nessuno di edificare su delle vere 'bombe ambientali."

Invece si costruisce ancora nell'antico letto dei fiumi - per non parlare delle coperture dei corsi d'acqua, magari ad andamento torrentizio, occultati da strade e persino palazzi, ma pronti ad 'esplodere' ad ogni precipitazione eccezionale - non si applicano le conoscenze scientifiche, non si creano centri di prevenzione che potrebbero occupare giovani formati alle scienze della terra e dell'ambiente. Nel frattempo sono stati da tempo dimenticati i metodi empirici del nostri nonni.

"Il Servizio geologico di Stato va potenziato per assistere quelle regioni ~ prive -di istituti e mezzi idonei per fronteggiare l'emisfero idrogeologico italiano. Sia chiaro - precisa Petrone - non intendo oppormi alla linea politica emergente che è quella di una delega sistematica alle Regioni, anche dei Servizi tecnici, ma attenti: non si tratta di spostare un pacco di documenti da un ufficio all'altro. Occorre infatti dare assistenza concreta, diretta, a quelle regioni che non sono in grado di realizzare un servizio geologico efficiente. Quindi il nostro Servizio - se non si vogliono piangere nuove lacrime da coccodrillo - deve essere potenziato. E al più presto ".

"Ho messo a disposizione della Protezione civile 7 geologi. Era doveroso, dopo quello che è successo in Campania, ma se, malauguratamente, si aprisse un altro fiume di fango, in un'altra parte della penisola? Chi invio? Siamo ridotti a 30 unità … per tutto il territorio nazionale. Rispetto agli anni '60 - quando una simile realtà finiva sulla prima pagina di qualche quotidiano illuminato - non è cambiato molto. Non si riesce nemmeno a far svolgere i concorsi per ampliare l'organico del Servizio. I nostri geologi sono sempre più tentati dalla carriera di dirigenti presso altri enti. Non abbiamo allevato missionari ".

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