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Le frane in Campania

Rassegna stampa

Cronache del Mezzogiorno
01.07.1998
Claudia Bonasi

Convegno a palazzo Sant'Agostino su
"Assetto idrogeologico, ambiente e pianificazione in Campania"

Spazio ai professionisti locali
Cuomo: "I nostri tecnici sono vittime dell'esclusione e della camorra"

 

"Il Governo, Napolitano, hanno escluso i tecnici locali, che sono due volte vittime degli eventi franosi del 5 maggio scorso. Vittime per l'esclusione e vittime perché in balia della camorra".

Con queste dure parole di accusa Alberto Cuomo, presidente dell'Ordine degli architetti di Salerno ha aperto i lavori del convegno "Assetto idrogeologico, ambiente e pianificazione in Campania", svoltosi ieri a Palazzo Sant'Agostino, alla presenza di numerosissimi tecnici locali - tra cui molti erano geologi - che rivendicano l'opportunità di lavorare nel territorio dell'Agro Nocerino-Sarnese sconvolto dall'alluvione.

"Devono essere i tecnici locali ad occuparsi del loro territorio", ha continuato Cuomo, accusando lo Stato di neocentralismo: "Strana vocazione per un governo di sinistra, che tende ad accantonare le forze locali. Tutto il bilancio dello Stato prevede la centralizzazione del potere escludendo la gestione delle risorse e delle potenzialità locali. Il partito dei sindaci non va letto in termini di nuovo potere, ma come necessità delle autonomie locali di gestire il loro territorio". L'assessore all'urbanistica Gianpaolo Lambiase ha assicurato che per novembre sarà pronta la prima bozza del piano territoriale di coordinamento, auspicando il coinvolgimento dei vari ordini professionali.

II professore Francesco Forte, docente di Urbanistica all'Università degli Studi di Napoli, ha avuto parole di accusa per la fragilità delle Amministrazioni: "Non sono in grado di prevenire i disastri. In un recente congresso a Perugia è emersa proprio la carenza del nostro sistema istituzionale nell'anticipare, prevenire i danni. E la soluzione sembra provenire proprio dal basso, cioè da una gestione affidata alle autonomie locali. In un Paese antropizzato come il nostro non considerare i rischi ambientali è una sfida poco intelligente. Dovremmo invece mettere al centro della questione il progetto, perché non c'è tutela senza progettualità. Dobbiamo avere un nuovo concetto di pianificazione e stabilire quali sono le priorità, cioè cosa vogliamo salvaguardare, sia per un futuro sostenibile sia per le generazioni che verranno". Forte si è ispirato anche all'opportunità di riprendere il valore della tradizione: "Dobbiamo garantire un processo di conservazione che non sia ibernazione, e di sviluppo. Acquisire una consapevolezza del disastro e prendere spunto da una "pedagogia diffusa" per la tutela del suolo. Prendiamo ad esempio i Regi lagni, che sono stati costruiti molti anni fa, proprio per evitare dei disastri come quelli che si sono verificati".

Il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro De Paola, dopo aver inquadrato i diversi problemi del nostro territorio, ha individuato una serie di strumenti per prevenire o mitigare i rischi, che si basano sulla conoscenza del problema, sulla normativa e sull'aspetto organizzativo da parte del Governo: "Occorre una pianificazione globale, uno sforzo congiunto di tutte le discipline. I geologi chiedono più spazio. È giunto il momento di spartire insieme ai geologi fatiche e responsabilità. Non mancava la presenza di rappresentanti del mondo della politica al convegno, che per diversi lati sono stati coinvolti fin dal primo momento dall'evento alluvionale. Il senatore Iuliano, sindaco di Bracigliano, ha preso la parola per ricordare che tra sabato e domenica prossima sarà pronta la relazione del gruppo scientifico universitario che sta indagando sulle cause della frana e sui possibili rischi, invitando ad un confronto sereno sulle diverse teorie che sono emerse. L'assessore regionale all'ambiente Angelo Grillo ha accusato il Governo di poca equità in relazione ai fondi erogati per la frana: "Per il terremoto in Umbria, in cui ci sono stati sette morti, il Governo ha stanziato 3800 miliardi; per l'intera area di Sarno, Siano, Bracigliano che hanno avuto ben altri lutti, sono stati stanziati 150 miliardi, ai quali poi si sono aggiunti altri 300 della Regione".

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