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Le frane in Campania

Rassegna stampa

Panorama
4 marzo 1999
Maurizio TORTORELLA

La prevenzione? Una frana
Mentre a Sarno torna la paura, il Servizio geologico denuncia una situazione insostenibile:
solamente trenta uomini per fare il lavoro di 3 mila. E i soldi sono finiti.

A Sarno piove e 40 autobus sono pronti a evacuare il paese. L'emergenza alluvione, dieci mesi dopo il disastro che è costato 159 morti, continua come se nulla fosse accaduto. Davanti alle bare allineate, nel maggio '98, politici e autorità avevano giurato: mai più impreparati, nessun disastro ci prenderà di sorpresa. Si erano promessi grandi investimenti nella prevenzione, il governo si era impegnato a utilizzare tremila geologi nel monitoraggio del territorio. "Invece non è cambiato niente" dice Ferdinando Petrone.

Petrone è da anni direttore del Servizio geologico italiano, l'ente statale che| dovrebbe redigere la carta dei rischi La mappa geologica, disegnata in scala a 50 mila e suddivisa in 652 logli, ognuno da 650 chilometri quadrati, è fondamentale per la prevenzione di frane e alluvioni su base informatica dovrebbe indicare a enti pubblici e privati le caratteristiche geologiche di ogni minima frazione di territorio. Ma anche qui il dissesto è totale: dal 1971, quando il lavoro è cominciato, il Servizio geologico ha pubblicato appena due fogli. Altri dieci stanno per essere stampati, mentre 162 sono stati solo impostati.

"Il nostro organico" lamenta Petrone "prevede 60 persone, che sarebbero già pochissime Invece siamo solo in 30 in tutta Italia". I fondi sono insufficienti: ogni foglio della carta si basa su centinaia di rilievi e scavi ed è il frutto del lavoro combinato di geologi, analisti, informatici. Petrone calcola che ogni foglio costi circa 1 miliardo. Nel 1988 il lavoro aveva subito un’accelerazione, grazie ai primi stanziamenti: 100 miliardi, cui si erano aggiunti altri 10 miliardi nel 1.996. "Ma oggi i soldi sono finiti".

Per completare l'opera, con i 500 fogli mancanti più gli studi geologici tematici sulle zone più a rischio, Petrone calcola che servirebbero mille miliardi.

"È tanto. Ma è un lavoro necessario: nessuna prevenzione ha senso se non c'è la mappa geologica". Perfino l’Algeria ha la sua carta. In Francia la mappa geologica viene aggiornata ogni tre anni, negli Stati Uniti ogni sei mesi.

Questi ritardi provocano, ogni anno, danni per 7 mila miliardi. In Italia di frane e alluvioni muoiono sette persone al mese. E ogni anno perduto fa lievitare il prezzo della prevenzione. "Negli anni Settanta" ricorda Pietro De Paola, presidente del Consiglio nazionale dei geologi "si calcolava servissero 10 mila miliardi". Oggi, con l'accelerazione del dissesto, non ne basterebbero 100 mila" Invece la Finanziaria 1999 prevede, per la prevenzione, 2 mila miliardi.

De Paola ricorda la promessa del governo dopo Sarno: "Tremila geologi a guardia del territorio negli 8 mila comuni italiani, non sarebbero costati molto. Invece non se ne è tatto nulla" Intanto i soldi vengono sprecati in mille rivoli. "In Campania esistono 23 istituti di ricerca e 7 centri attivi nel settore ambientale" dice Costantino Severino, segretario dell'Ordine dei geologi campani. "Ma ogni disastro avviene senza preavviso. È venuto il momento di sapere che fine fanno i soldi che vengono stanziati". Solo a Sarno, dopo la pioggia cadranno 850 miliardi. Serviranno davvero a rendere meno pericolosa la montagna.

(ha collaborato Antonio Gentile)

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