Importante evento
internazionale in Puglia. Esperienze internazionali a confronto per
la green economy del patrimonio geologico e geoturismo. I massimi
esperti mondiali della conservazione del patrimonio geologico si
sono dati appuntamento a Bari dal 24 al 28 settembre 2012.
L'Italia ospiterà il 7°
Simposio
internazionale ProGEO, associazione europea per la conservazione
del patrimonio geologico, e il 3° Meeting regionale del gruppo di
lavoro ProGEO dell'Europa sud-occidentale. Dopo Roma, che nel 1996
ospitò il 2° Simposio internazionale, i massimi esperti mondiali
della conservazione del patrimonio geologico si sono dati
appuntamento a Bari dal 24 al 28 settembre 2012.
La Società italiana di Geologia Ambientale (Sigea)
e la European Association for the Conservation of the Geological
Heritage (ProGEO) hanno organizzato il 7° Simposio internazionale
sulla conservazione del patrimonio geologico. L'iniziativa vedrà la
partecipazione di accademici, professionisti e studenti che lavorano
nel campo della conservazione della natura, geoturismo, geoparchi,
didattica, sviluppo sostenibile, pianificazione territoriale e altre
discipline collegate ai temi propri del patrimonio geologico. Il
Simposio si terrà a Bari (Puglia) il 25 e il 26 settembre 2012,
nella sala Murat in Piazza del Ferrarese. I lavori del Simposio
saranno preceduti da due escursioni di un giorno, che si terranno
contemporaneamente il 24 settembre. Un'escursione percorrerà i
principali geositi del Salento e l'altra quelli del Gargano. Per la
chiusura è stata organizzata un'escursione di due giorni, il 27 e il
28 settembre, tra l'Appennino lucano e la Murgia con sosta serale a
Matera.
Per tutta la settimana sarà possibile visitare la
mostra fotografica sui paesaggi geologici della Puglia durante la
quale saranno esposte foto d'autore di geositi pugliesi e le più
suggestive opere candidate alle diverse edizioni del concorso
fotografico «Passeggiando tra i paesaggi geologici».
Grazie al gruppo regionale della Sigea, Bari ha
superato altre candidature di città importanti garantendo
un'articolata proposta di attività culturali sul patrimonio
geologico. La scelta di Bari è maturata anche perché essa
rappresenta una tra le maggiori città del sud dell'Italia, nel cuore
del Mediterraneo, servita dall'aeroporto internazionale «Karol
Wojtyla», e facilmente raggiungibile via treno e via mare.
Gli scopi principali del Simposio sono la
discussione di esperienze internazionali circa le tematiche
concernenti la pianificazione territoriale e i recenti sviluppi
delle metodologie di valutazione della geodiversità e
d'inventariazione dei geositi in Europa. Sarà dedicata una sessione
anche all'analisi delle normative che supportano le strategie di
geoconservazione e le politiche d'incoraggiamento alla possibile
conciliazione tra i principi della geoconservazione e geoturismo.
In Italia solo tre regioni hanno leggi regionali
sulla conservazione del patrimonio geologico: l'Emilia Romagna, la
Liguria e la Puglia. Saranno confrontate le politiche di gestione
sostenibile dei geositi all'interno dei geoparchi e le migliori
pratiche di gestione dei geoparchi e del geoturismo per lo sviluppo
locale, senza trascurare l'analisi dei metodi più efficaci per una
migliore diffusione d'informazione tra pubblico, organi decisionali
e istituzioni nel campo della geoconservazione, perché senza una
corretta politica di comunicazione spesso i buoni progetti non
trovano ricadute concrete sul territorio e nell'economia.
Un territorio con un significativo patrimonio
geologico e nel quale si praticano strategie di sviluppo sostenibile
potrebbe consentire attraverso la pianificazione d'iniziative di
green economy uno sviluppo economico efficace di un ampio
comprensorio. Gli elementi del territorio quali i geositi se
rilevanti in termini di qualità scientifica, rarità, richiamo
panoramico e valore educativo possono avere un ruolo attivo nello
sviluppo economico del territorio attraverso la valorizzazione di
un'immagine generale collegata al patrimonio geologico e allo
sviluppo del geoturismo.
L'esperienza europea e mondiale ha dimostrato
come un geoparco ha un impatto diretto sul territorio e influenza
positivamente le condizioni di vita dei suoi abitanti e
sull'ambiente che li ospita. L'obiettivo di condurre un territorio e
la sua popolazione all'interno della struttura organizzata secondo
un modello di geoparco internazionale è anche quello di consentire
ai residenti di riappropriarsi dei valori del patrimonio del
territorio e partecipare attivamente alla rivitalizzazione
culturale, sociale ed economica secondo i modelli della green
economy.
Tutte le informazioni sul Simposio e la
pre-registrazione sono
disponibili in Rete.
31° anniversario terremoto dell'Irpinia
Ordine dei Geologi della Campania
22/11/2011
Peduto: “Dopo più di
30 anni dal terremoto dell’Irpinia sono sicuri i nostri centri
storici? Ancora una volta accusiamo a livello regionale l’assenza di
pianificazioni e di strumenti legislativi al passo dei tempi e dei
progressi delle conoscenze tecnico – scientifiche”.
“Se
dovesse ripetersi negli stessi luoghi e con la stessa intensità un
sisma come quello che ha colpito la Campania e la Lucania nel 1980,
come prima o poi succederà, tenuto conto della ciclicità di quel
tipo di terremoti, cosa accadrà? Dopo più di 30 anni dal terremoto
dell’Irpinia, possiamo dire che i nostri centri storici oggi sono
realmente sicuri?”
Se lo
chiede e gira la domanda a tutti gli enti competenti, a partire
dalla Regione Campania, Francesco Peduto, Presidente
dell’Ordine dei Geologi della Campania, alla vigilia del 31°
anniversario del terremoto che il 23 Novembre 1980 cambiò la storia
della Campania, con quasi tremila vittime.
“Il
terremoto del 1980 è stata un’occasione sprecata per pianificare un
reale recupero ed una valorizzazione dei tessuti insediativi
storici, ma soprattutto in Campania, come al solito, accusiamo
ancora oggi l’assenza di atti normativi e di pianificazione al passo
dei tempi e dei progressi delle conoscenze tecnico – scientifiche e
la carenza di controlli sullo stato di salute dei nostri edifici
storici. Come per la Difesa del suolo – ha proseguito Peduto – non
si sa chi deve fare cosa e chi è responsabile di cosa. Da diversi
anni sono in vigore norme, in materia di rischio sismico che hanno
portato ad un incremento della categoria sismica per buona parte dei
centri abitati della Campania, ma nessuno si chiede, soprattutto per
quanto riguarda i centri storici, se gli edifici che, nel migliore
dei casi, sono stati sismicamente adeguati secondo quanto previsto
dalle normative in vigore negli anni ottanta e novanta, siano oggi
da considerare effettivamente sicuri.”
“In
Campania, purtroppo, – ha continuato Peduto – a livello
legislativo siamo fermi alla L.R. 9/83, uno strumento normativo
sorpassato ed obsoleto, dove gli elaborati cartografici
di base non dialogano e non sono sovrapponibili nemmeno con quelli
previsti a base della pianificazione delle Autorità di bacino.
Sarebbe necessario, quindi, rimettere gli studi geologici,
geomorfologici e di microzonazione sismica al centro della
prevenzione ed alla base di qualsiasi seria azione di pianificazione
del rischio sismico e di governo del territorio, andrebbero previsti
controlli e verifiche su tutto il territorio regionale, andrebbe
istituito il fascicolo del fabbricato, che è come il libretto medico
per le persone, da dove si evince lo stato di salute, le malattie e
le cure. Anche nel caso del rischio sismico, perciò, prima che sia
troppo tardi, prima che il malato muoia, andrebbe ricostruita una
filiera normativa che aggiorni la L.R. 9/83 e metta insieme le Nuove
Norme Tecniche per le Costruzioni, il fascicolo del fabbricato e i
Piani di Protezione Civile Comunali.”
In Italia più 9 milioni di cittadini vivono in
territori contaminati.
Ordine dei Geologi della Campania
21/11/2011
Russo: “In Italia più 9 milioni di cittadini
vivono in territori contaminati . Ben 57 sono i Siti di Interesse
Nazionale. Urge un Piano Nazionale per le bonifiche che miri a
investimenti legati ad efficienza e sostenibilità, certezza sulle
risorse finanziarie e alleggerimento degli iter procedurali degli
organi di controllo locali. Devono essere prese decisioni coraggiose
ed impopolari”
“Non
c’è regione italiana che non abbia nel suo territorio almeno un sito
contaminato. Il primato lo detiene la Lombardia, con ben 7 aree,
seguita dalla Campania con 6, da Piemonte e Toscana con 5, da Puglia
e Sicilia con 4. La Campania insieme alla Sardegna condivide,
inoltre, il primato delle regioni dove ci sono le aree contaminate
più vaste (in totale 345.000 ettari in Campania e 445.000 ettari in
Sardegna), il Molise invece, rappresenta la regione con meno
superficie contaminata (solo 4 ettari)”.
Questo
il quadro della situazione illustrata da Francesco Russo,
Vice Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, alla
vigilia dell’importante Convegno organizzato dall’Ordine Regionale
su un tema scottante: I Siti di Interesse Nazionale – la bonifica,
in programma Venerdì 25 Novembre all’Holiday Inn di Castel Volturno
. “L’evento è in programma in una città simbolo come Castel Volturno
– ha proseguito Russo – con esperti e scienziati di fama
internazionale. Lo scopo del convegno è quello, attraverso un
analisi dello stato dei luoghi, di denunciare lo stato del degrado
in cui versa il litorale domizio- flegreo e nel contempo la poca
sensibilità da parte delle istituzioni sul tema bonifiche. Avremo
dati recentissimi illustrati direttamente da coloro i quali hanno
condotto le ricerche e ci confronteremo con l’esperienza
finlandese”.
A
Castel Volturno saranno presenti geologi, ingegneri e operatori di
settore, il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania,
Francesco Peduto, Salminen Reijo della Geological Survey
of Finland, Benedetto De Vivo dell’Università Federico II di
Napoli, Marinella Vito Direttore Tecnico di ARPA Campania,
Michele Di Natale, Preside della Facoltà di Ingegneria della
Seconda Università, Fabio Pascarella dell’ISPRA, Giuseppe Gisotti,
Presidente della SIGEA, Giuseppe Comella, Direttore del
Dipartimento Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale dei Tumori
“Pascale” di Napoli.
“In
Italia ci sono 57 SIN, perimetrati dal 1998 in poi sulla base
di diverse leggi – ha dichiarato Giorgio Onofri, consigliere
dell’Ordine dei Geologi della Campania ed esperto del settore - la
cui perimetrazione ricopre circa il 3% del territorio
nazionale. I Comuni inclusi nei SIN sono oltre 300, con circa
9 milioni di abitanti. Differiscono dagli altri siti
contaminati anche perché la loro procedura di bonifica è attribuita
al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare,
che può avvalersi anche dell’ISPRA, delle ARPAT e dell'ISS ed altri
soggetti
I
contaminanti maggiormente presenti all’interno dei SIN sono:
diossine, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti,
solventi organo clorurati e policlorobifenili (PCB).
I SIN sono in generale zone industriali dismesse, aree in cui
l’attività industriale è ancora attiva, porti, ex miniere, cave,
discariche non conformi alla legislazione, discariche abusive. La
gravità della contaminazione in queste zone, con rilevanti impatti
ambientali, sanitari e socio-economici, ha fatto sì che esse
venissero prese in carico dallo Stato, con stanziamento di fondi ad
hoc per la loro messa in sicurezza e bonifica”.
Durissimo e chiaro, Francesco Russo nell’affermare che “ad
oltre dieci anni dall’adozione del DM 471/99, che fissava le
procedure per l’effettuazione delle bonifiche, i risultati sono
molto deludenti. La questione bonifiche non può prescindere dal più
ampio concetto di “danno ambientale”causato dagli inquinanti – ha
concluso Russo - localizzati nelle aree di cui è nota la
contaminazione e l’esigenza di una pronta bonifica.
L’inquinamento di acque, aria, suoli e le conseguenti ricadute
sanitarie sulle popolazioni interessate, si estende infatti ben
oltre quel 3% di territorio nazionale dichiarato inquinato.
Sicuramente devono essere prese decisioni coraggiose ed impopolari:
la fine della gestione emergenziale, un Piano Nazionale per le
bonifiche dei Sin che miri a investimenti legati ad efficienza e
sostenibilità, certezza sulle risorse finanziarie da parte del
governo e soprattutto un alleggerimento degli iter procedurali degli
organi di controllo locali, che troppo spesso rappresentano un vero
ostacolo all’avvio delle attività di bonifica”.
Intervista al
prof. Antonio Rusconi
Il territorio affoga nel caos delle leggi sulle acque
È come se ci fossero
due Italie diverse, quella che, a fatica, ha recepito la direttiva
«Acque» e la direttiva «Alluvioni», che ha istituito le Autorità di
bacino ed i piani di gestione, e quella che fa finta di ignorare
tutto ciò, che considera le Autorità di bacino una inutile casta da
abolire.
Antonello Fiore
21/11/2011
In
occasione del Forum sull'Acqua «Fino all'ultima goccia», organizzato
a Roma dal Consiglio nazionale dei Geologi, il prof. Antonio
Rusconi, dell'Università Iuav di Venezia, nella sua relazione ha
descritto le due Direttive comunitarie principali che affrontano i
due aspetti salienti legati alla gestione dell'acqua: la risorsa
idrica, e la pericolosità idraulica dei corsi d'acqua sempre più
spesso non in grado di garantire il transito delle acque nei loro
alvei causando disastrosi fenomeni alluvionali.
Il
recepimento formale delle Direttive avvenuto nel nostro Paese con
specifici decreti, la Direttiva 2000/60 «Quadro per l'azione
comunitaria in materia di acque» è stata recepita dal Testo unico
sull'ambiente (Dlgs 152/2006), mentre la Direttiva 2007/60
«Valutazione e gestione dei rischi di alluvioni» è stata recepita
dal Dlgs n.49/2010, non garantiscono il rispetto delle scadenze in
esse contenute. Il recepimento sostanziale delle indicazioni
comunitarie richiede una complessa riorganizzazione amministrativa,
al fine di definire bene la programmazione e pianificazione di ogni
azione diretta alla tutela delle risorse idrica e a garanzia della
qualità della vita umana con la preservazione dei beni e dei
servizi.
Per
approfondire e comprendere bene la situazione italiana abbiamo
rivolto alcune domande al prof. Rusconi.
Prof. Rusconi lei
dal 1989 al 1993 è stato Direttore del Servizio idrografico
nazionale e dal 1999 al 2004 è stato Segretario Generale di una
importante Autorità di bacino di rilievo nazionale, in questo
periodo ha potuto operare in applicazione della Legge 183/89. Crede
che l'impostazione della L. 183/89 sia ormai superata.
La legge 183/89 ha impostato la gestione delle risorse idriche e del
rischio idrogeologico attraverso una pianificazione unitaria a scala
di bacino idrografico, con un'ottica ecologica che considera il
ciclo naturale delle acque e non i confini amministrativi di
Province, Regioni, o Stati. Il bacino idrografico viene considerato
come ecosistema, e rappresenta perciò l'elemento di riferimento,
l'unità di governo e di gestione. Le istituzioni devono adeguarsi a
questo ecosistema, e non viceversa. I principali della legge 183/89
sono ripresi dalla direttiva «quadro sulle Acque» del 2000 e dalla
direttiva «Alluvioni» del 2007 a testimonianza che la legge 183/89
si basava su principi validi per la gestione e tutela del
territorio.
La ragione principale per la quale la legge si è dimostrata di
debole efficacia è da ricercare nella sua graduale svalutazione
operata soprattutto da numerose leggi successive, poco attente alla
coerenza del suo impianto innovativo.
Lei
ha dichiarato che le due direttive concernenti l'acqua costituiscono
un unicum e si riferiscono alla gestione integrata dell'acqua,
comprendendo quindi gli aspetti inscindibili della sua protezione,
del suo utilizzo e la difesa dal rischio di alluvioni. Crede che in
Italia sia possibile arrivare rapidamente a un livello nazionale
uniforme di qualità nella gestione della risorsa idrica e della
mitigazione della pericolosità idraulica?
La direttiva «Acque» è stata recepita dal nostro Paese con il Testo
unico sull'Ambiente, il D.lgs 152/2006, con un ritardo di tre anni,
mentre la direttiva «alluvioni» è stata recepita dal D.lgs 49/2010,
un anno dopo la scadenza comunitaria. Il Testo unico del 2006
comprende la difesa del suolo, la tutela delle acque e la gestione
delle risorse idriche, sostituendosi al numeroso insieme di leggi
precedenti, tra cui la fondamentale legge 183/89 sulla difesa del
suolo, le leggi sul rischio idrogeologico, e le leggi sulla tutela
delle acque dall'inquinamento e sulle risorse idriche. Il decreto
legislativo, nel riprendere l'impostazione originaria della legge
«madre» 183/89, conferma le tre direttrici su cui si deve attivare
la Pubblica amministrazione: l'attività conoscitiva, svolta perlopiù
dalle Regioni e dall'Ispra, l'attività di pianificazione e
programmazione, attuata dalle Autorità di Bacino e la realizzazione
degli interventi, a cura delle Regioni cui spettano, dopo le riforme
degli anni 90, quasi tutte le competenze in tema di azioni, polizia
idraulica, servizio di piena, concessioni idriche, nonché il
coordinamento degli altri soggetti pubblici interessati, i Consorzi
di bonifica, le Comunità montane, le Autorità d'ambito ottimale,
nonché le Province ed i Comuni.
Quali sono le scadenze che ci impongono le due Direttive
comunitarie?
Due leggi «rattoppo» del 2009 hanno previsto che l'adozione dei
piani di gestione della direttiva «Acque» fosse effettuata dalle
«vecchie» Autorità di Bacino di rilievo nazionale e dalle Regioni
Sardegna e Sicilia entro il febbraio 2010. La scadenza è stata
rispettata e, l'anno scorso, con incredibile velocità, sono stati
adottati i piani di gestione distrettuali, ma la loro approvazione
però non è ancora avvenuta, in attesa di una possibile censura
dell'Unione europea per il non corretto svolgimento della
Valutazione ambientale strategica. Quindi, a tutt'oggi, in attesa
dell'approvazione dei piani di gestione, rimangono validi gli
strumenti di pianificazione vigenti, tra cui i Piani di Tutela delle
Acque delle Regioni, avviati fin dal 1999, ed adeguati alla
direttiva, in modo da raggiungere, entro il 2015, il buono stato
ambientale di tutti i corpi idrici. Si tenga presente però che
alcune Regioni devono ancora approvare il piano di tutela delle
Acque. Le scadenze indicate dalle due Direttive sono numerose.
Basterà ricordare che, entro il 2015, per tutti i corpi idrici dovrà
essere raggiunto un «buono stato ambientale», ma già alcune Regioni
hanno ammesso l'impossibilità di rispettare tale scadenza. Un'altra
scadenza importante è la pubblicazione entro l 2015 dei piani di
gestione del rischio di alluvioni, ma anche in questo caso va
denunciato il tentativo di considerare i piani di bacino del passato
adeguati ai requisiti comunitari.
Le
norme di recepimento sembrano aver creato squilibri di carattere
amministrativo e organizzativo. Crede che riusciremo a rispettare le
scadenze imposte dall'Unione europea?
A fronte di un unico piano di gestione delle acque, previsto dalla
Comunità europea, il nostro Paese ne ha previsto sette: il piano di
bacino distrettuale, il piano di gestione delle acque, il piano per
l'assetto idrogeologico, il piano di tutela delle acque, il piano
d'ambito, ed ancora i piani straordinari ed i piani urgenti di
emergenza. Il nuovo Testo unico del 2006 ha scatenato accese
critiche, dimostrandosi un «pasticcio» legislativo, con errori
concettuali ed ortografici, scritto in maniera frettolosa, non
funzionale, ed inapplicabile. Anziché attuare l'attesa riforma, ha
aggiunto confusione, introducendo nodi istituzionali difficilmente
superabili. Non ha risolto il problema di fondo della chiarezza di
ruoli dello Stato e delle Regioni, accentrando troppe funzioni al
Ministero, ovvero alle Regioni, a discapito dell'unità di governo
del bacino idrografico. Non ha delineato con chiarezza l'attività
conoscitiva, con un sistema informativo unico che si sovrappone al
sistema informativo nazionale ambientale. Ha definito i Distretti
idrografici con criteri incomprensibili, accorpando bacini sversanti
in mari diversi, ignorando totalmente i criteri idrologici,
climatici e morfologici. Ha soppresso le «vecchie» Autorità di
Bacino, comprese quelle regionali, provocando impugnazioni e
dichiarazioni di illegittimità.
Sono anni che le Autorità di bacino sia nazionale sia regionali
operano nella gestione della difesa del suolo, crede che sia utile
trasferire l'esperienza maturate e le professionalità acquisite
dalle segreterie tecniche nella gestione futura del ciclo integrato
dell'acqua?
Il lavoro fatto in questi anni da tutte le Autorità di Bacino è
validissimo e va valorizzato al massimo. Sarebbe un imperdonabile
delitto trascurare questo enorme bagaglio di conoscenze, di
professionalità, di indagini e di proposte. Ogni Autorità
distrettuale dovrà mettere insieme tutte le esperienze presenti, le
stesse Strutture tecniche, il personale e gli impianti delle
Autorità di Bacino della «prima generazione», anche con più uffici
articolati nel territorio distrettuale, in modo da confermare la
qualificata presenza di tali autorevoli centri di eccellenza,
assicurandone continuità nel funzionamento. Ma ovviamente, per
seguire questo percorso, ci vuole una reale volontà delle Regioni e
dello Stato.
Cosa ne pensa del fatto che la norma Italia accorpa più bacini
idrografici in Autorità di distretto?
Il complesso impianto legislativo del governo dell'acqua ha affidato
alle Autorità di Bacino Distrettuali il principale ruolo
programmatico e decisionale, coerentemente non solo con le Direttive
comunitarie, ma con il tradizionale quadro legislativo introdotto
dalla legge 183 del 1989. Ma queste Autorità di fatto non sono mai
piaciute, non solo alle Regioni, ma neanche agli Organi centrali. I
diversi Centri di riferimento, ministeriali e regionali, hanno
privilegiato scelte e decisioni autonome, non concertate nei
previsti tavoli, tecnici ed istituzionali, delle Autorità di Bacino,
con il risultato di una caotica proliferazione di decisioni non
inquadrate nell'ambito delle Direttive comunitarie e della normativa
nazionale.
Il
recepimento delle norme tiene realmente conto del complesso scenario
dei settori che dipendano fortemente dall'acqua (domestico, processi
produttivi, agricoltura, turismo, idroelettrico e acquacoltura)?
Gli esempi di politiche idriche fuori campo sono numerosi, sia a
livello statale sia regionale, senza escludere da questo «gioco»
anche gli Enti locali e gli altri soggetti. Come non ricordare ad
esempio i piani generali di bonifica, redatti da alcune Regioni, o
il piano irriguo nazionale del ministero delle Politiche Agricole,
che non menziona mai la direttiva «Acque», i distretti idrografici
ed i piani di bacino. Ed ancora, che dire del Piano di azione
nazionale per le energie rinnovabili, del ministero dello Sviluppo
Economico, del 2010, dove si parla molto di energia idroelettrica,
senza fare alcun riferimento alle questioni idriche connesse
(interrimento dei serbatoi, deflusso minimo vitale, laminazione
delle piene...). Per non dimenticare i numerosissimi piani di
Protezione Civile, riguardanti emergenze idriche ed alluvioni,
elaborati al di fuori dei tavoli tecnici ed istituzionali delle
Autorità di bacino e dei piani sulle acque da queste adottati ed
approvati. È come se ci fossero due Italia diverse, quella che, a
fatica, ha recepito la direttiva «Acque» e la direttiva «Alluvioni»,
che ha istituito le Autorità di bacino ed i piani di gestione, e
quella che fa finta di ignorare tutto ciò, che considera le Autorità
di bacino una inutile casta da abolire.
Alla luce del quadro emerso crede che sia necessaria una revisione
delle norme di recepimento delle Direttive comunitarie?
Per le ragioni sopra discusse va urgentemente definito un nuovo,
chiaro e complessivo quadro normativo, che faccia uscire il Paese
dall'attuale situazione critica, dominata da logiche frammentate ed
emergenziali del governo
Dal 28 al 30 Settembre 2011, presso il Quartiere fieristico di
Ferrara, si svolgerà la quinta edizione di “RemTech”, l'evento
nazionale più specializzato nel settore delle bonifiche dei siti
contaminati e della riqualificazione del territorio.
Ferrara Fiere Congressi
19/09/2011
Patrocinato da istituzioni di primaria importanza, quali il
Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell’Ambiente e la
Regione Emilia-Romagna, oltre che da alcune tra le principali
Associazioni nazionali di categoria (da Fise Assoambiente a
Federambiente, da Federchimica ad Assomineraria e Ance), RemTech
2011 punta a incrementare la partecipazione ai tavoli di discussione
da parte di istituzioni, industrie, operatori e associazioni, buyer,
imprese del settore immobiliare e ricercatori, attraverso una vasta
esposizione e percorsi congressuali di alto profilo.
Le principali novità di RemTech 2011 (sponsor Saipem) riguardano il
focus dedicato ai settori industriale e petrolifero, alla Pubblica
Amministrazione, all’innovazione e alla formazione, i Premi per le
migliori tesi di Laurea e di Dottorato e, per la prima volta, la
Serata delle bonifiche, riservata alla più esclusiva comunità della
remediation.
FOCUS INDUSTRIA e ROAD SHOW Preceduto dal road show nazionale
“Progetto Industria”, promosso in collaborazione con Confindustria
presso alcune delle principali Unioni Industriali del Paese, il
focus tratterà alcuni temi di particolare interesse per il settore
industriale, emersi nel corso del road show e riguardanti il
delicato equilibrio tra industria e bonifiche. In particolare, una
sessione-dibattito prevista per il 29 Settembre focalizzerà
argomenti, quali il risk management, la responsabilità e le
contaminazioni pregresse.
FOCUS SETTORE PETROLIFERO La giornata di giovedì 29 Settembre 2011
sarà, inoltre, dedicata al settore petrolifero, delle raffinerie e
della bonifica dei siti di distribuzione del carburante. Le
sessioni, organizzate in collaborazione con Unione Petrolifera,
vedranno la partecipazione di alcune tra le principali compagnie
petrolifere mondiali.
2° FORUM DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Il dibattito, coordinato da
AUDIS, verterà sul rapporto tra progetto di bonifica e piano di
riqualificazione urbanistica. Parteciperanno, tra gli altri,
esponenti della Regione Lombardia, della Provincia di Torino e di
Syndial.
PERCORSO INNOVAZIONE La sessione è interamente dedicata
all’innovazione tecnologica (“Call For Proposal for Innovation”),
con il coordinamento di Saipem. In questa occasione, alcuni dei
progetti, selezionati tra un numero elevatissimo di abstracts,
saranno presentati e dibattuti dai proponenti nazionali e
internazionali davanti a una platea altamente qualificata.
PERCORSO TECNICO E FORMATIVO (“MODEL PROBE COURSE”) I convegni
nazionali, coordinati dal Comitato Scientifico, gli eventi speciali
a cura del Comitato di Indirizzo e gli eventi paralleli declineranno
temi di natura legislativa, gestionale, tecnica, commerciale,
economica e legale, e affronteranno argomenti, quali il testo
ambientale, casi reali e utilizzo di nuove tecnologie, costi delle
bonifiche, terre da scavo e smaltimento dei prodotti, vecchie
discariche, amianto, danno ambientale, progettazione e green
economy, demolizioni e riqualificazione. I programmi completi sono
disponibili e scaricabili dal sito di RemTech.
Per il primo anno, RemTech ospita anche il corso di formazione
internazionale relativo a “Model Probe”, che prevede la
partecipazione di relatori di fama mondiale e prove pratiche sul
campo.
PREMI REMTECH ANDIS (Associazione Nazionale di Ingegneria Sanitaria
Ambientale), Unione Petrolifera, Consiglio Nazionale dei Chimici,
AGI (Associazione Geotecnica Italiana), Assoreca e Federambiente
promuovono i Premi per le migliori tesi di Laurea e di Dottorato
“RemTech 2011”. Una sintesi dei lavori migliori sarà pubblicata
sulle riviste “Ingegneria Ambientale” e “Rifiuti Solidi” (CIPA
Editore).
SERATA DELLE BONIFICHE Ferrara diventerà il “focal point” delle
bonifiche e il 29 Settembre, a partire dalle ore 20, la comunità più
esclusiva legata a questo tema si riunirà per la “Remediation
Night”, un evento serale riservato.
COAST EXPO - SEZIONE SPECIALE Per il secondo anno, la sezione
speciale riservata a coste, porti e sedimenti si traduce in un vero
proprio “evento nell’evento”. Il programma dei convegni ufficiali e
degli incontri tecnici è disponibile sul sito di Coast Expo 2011
(www.coastexpo.com). Tra gli appuntamenti previsti, il FORUM SULLE
POLITICHE REGIONALI, in cui saranno coinvolte le principali regioni
marino-costiere italiane e internazionali, in collaborazione con la
Regione Emilia-Romagna, per condividere protocolli e procedure
operative, e il FORUM TECNICO riservato alle aziende.
Il Premio di Laurea “Coast Expo 2011” è sponsorizzato dalla società
Arenaria S.p.A.
VISITATORI La partecipazione al Salone come visitatori è gratuita,
ma riservata a operatori del settore. L’iscrizione può avvenire
on-line, dal sito di RemTech, alla pagina “Informazioni/Iscrizioni
OnLine” (www.remtechexpo.com).
Parte il Cantiere Didattico a Conza della Campania
Aperte le iscrizioni anche agli Irpini fuori Regione.
05/09/2011
Prende il via lunedì 19 settembre 2011, sino al 23 settembre, presso
l’Oasi WWF di Conza della Campania la XIV edizione del Campus
“Interventi di Ingegneria Naturalistica e gestione sostenibile:
valutazione delle componenti idrauliche, paesaggistiche, ecologiche
ed ambientali”, che per la sesta volta sarà organizzato in provincia
di Avellino.
Novità di quest’anno sarà la possibilità della partecipazione, fino
ad un numero massimo di 5 unità, di studenti che, residenti nella
provincia di Avellino, siano iscritti a Facoltà di Ingegneria,
Scienze Ambientali, Scienze MM.FF. e Naturali (Scienze Naturali,
Biologiche o Geologiche), anche in Atenei fuori dal territorio
regionale della Campania
Per questi ultimi sarà possibile inviare la richiesta di
partecipazione entro mercoledì 14 settembre prossimo, allegando un
proprio sintetico Curriculum Vitae, al Servizio Acque e Difesa Suolo
del Settore Ambiente della Provincia di Avellino, via mail
all’indirizzo: gtenore@provincia.avellino.it o via fax al numero
0825790448.
Prenderanno inoltre parte al Campus 50 studenti
neolaureati/laureandi in campo ingegneristico e naturalistico
iscritti ad università campane.
L’iniziativa del Cantiere Didattico è resa possibile dalla
collaborazione tra l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di
Avellino, quale ente finanziatore, l’AIPIN (Associazione Italiana
per l’Ingegneria Naturalistica) – sezione Campania, che si occuperà
della parte formativa e la Comunità Montana Alta Irpinia, che
fornirà i mezzi e gli operai per le attività pratiche.
Il programma prevede 5 giorni di attività sul campo, consistenti in
visite guidate della diga di Conza, dell’impianto di
potabilizzazione dell’Acquedotto Pugliese in Conza della Campania e
delle Sorgenti adduttrici dell’Acquedotto Pugliese in località
Caposele, in piccole opere di sistemazione idraulica con tecniche di
ingegneria naturalistica lungo le sponde del Lago di Conza ad opera
dei partecipanti e nell’illustrazione pratica del prelevamento di
materiale da analizzare; i pomeriggi saranno invece dedicati
principalmente ad approfondimenti teorici in aula, riguardanti la
normativa, le metodologie e le tecniche attinenti all’ingegneria
naturalistica.
Precedentemente all’avvio del Cantiere Didattico, è previsto anche
un workshop tematico il giorno 15 settembre presso il Carcere
Borbonico Avellino, nonché una visita tecnica il 29 settembre,
riguardante interventi di Ingegneria Naturalistica in vari siti in
provincia di Avellino.
Il Campus terminerà il 4 ottobre presso l’Università degli Studi
Federico II di Napoli, quando, in occasione del convegno conclusivo,
saranno rilasciati gli attestati a chi avrà raggiunto almeno l’80%
delle presenze, su un monte orario complessivo di 60 ore.
Per ulteriori informazioni contattare Servizio Acque e Difesa Suolo
del Settore Ambiente della Provincia di Avellino al numero di
telefono 0825790448 - orari: lun, merc, ven. 8.00-14.00 - mart. e
giov 8.00-14.00 e 15.00-18.00..
86° Congresso Nazionale della Società Geologica Italiana
22/06/2011
L’86° Congresso Nazionale
della Società Geologica Italiana si terrà dal 18 al 20 Settembre
2012, presso L’Aula Magna dell’Università della Calabria, Arcavacata
di Rende (CS).
Il tema
del congresso è IL MEDITERRANEO: UN ARCHIVIO GEOLOGICO TRA PASSATO E PRESENTE
Durante
il congresso, e nei giorni immediatamente precedenti o successivi,
sono previsti workshop e corsi brevi. Vi saranno escursioni pre e
post-congresso.
Dal 21
al 22 settembre: Una Traversa geologica Tirreno-Ionio, da Amantea
a Crotone.
A nome
del Comitato Scientifico invitiamo tutti gli interessati a
partecipare alla preparazione del programma del congresso inviando
proposte di sessioni, workshop, corsi brevi e field trips.
Le
proposte dovranno essere inviate entro il 30/10/2011
all’indirizzo e-mail
sgi2012@unical.it utilizzando il modulo in allegato. L’eventuale
accettazione sarà notificata entro il 30/11/2011.
Le
sessioni tematiche privilegeranno argomenti inerenti al tema del
congresso, ma sono benvenute anche altre tematiche delle geoscienze.
Le
proposte di sessione saranno valutate dal Comitato Scientifico e il
programma sarà reso noto entro il 30/12/2011.
Tra il
15/01/2012 e il 28/02/2012 è prevista la sottomissione dei
riassunti.
Vi
preghiamo di diffondere il presente comunicato anche a tutte le
persone che riteniate potenzialmente interessate.
IATT -
Italian Association for Trenchless Technology
20/06/2011
Il tema
del catasto delle infrastrutture del sottosuolo ha destato nel corso
di questi ultimi anni un crescente interesse da parte sia delle
istituzioni che degli operatori a rete.
Il
primo intervento da parte del legislatore su questa tematica si è
avuto con la Direttiva del 3 marzo 1999 “Razionale sistemazione nel
sottosuolo degli impianti tecnologici”, recepita ed applicata ad
oggi, in maniera sistematica, solo da pochi comuni e in modo
estensivo dalla Regione Lombardia, alla quale seguirà il D.Lgs.
259/2003 con la definizione di un Codice delle Comunicazioni
Elettroniche.
Il 15 maggio 2007 viene emanata dall’Unione Europea la Direttiva
INSPIRE (acronimo di INfrastructure for SPatial InfoRmation in
Europe) che istituisce l’infrastruttura per l’informazione
territoriale della UE, e che contiene nel dettaglio la trattazione
delle infrastrutture del sottosuolo.
Tali
Provvedimenti legislativi indicano delle direzioni, ma
operativamente l’approntamento di un catasto delle infrastrutture
del sottosuolo si confronta con l’ assenza di una normativa organica
che dia indicazioni univoche, rendendo questa tematica strategica
difficile da realizzarsi.
Ciò
nonostante, va dato atto alla Regione Lombardia di avere
riconosciuto come una gestione dei sottoservizi ottimale da parte
degli Enti locali demandati alla sua governance, non può prescindere
dalla conoscenza di quello che c’è nel sottosuolo.
Una
conoscenza puntuale della presenza delle reti dei sottoservizi,
rappresenta un’asset importante anche per i gestori delle reti dei
servizi, per pianificare gli sviluppi delle proprie reti, valutare
le soluzioni economicamente più convenienti potendo ridurre al
minimo i disagi rappresentati dalle interferenze degli altri
operatori, individuando in modo sistematico quale soluzione
tecnologica di posa o di risanamento sia più conveniente.
Inoltre
la conoscenza di ciò che passa sotto i nostri piedi consentirà di
ridurre i tempi di rilascio dei permessi di posa, consentendo di
pianificare gli interventi sul territorio in modo ottimale.
E così,
mentre molti parlano di catasto e si teorizza su questo tema, la
IATT, sulla base delle molteplici esperienze dei suoi associati, a
livello nazionale ed internazionale, e sulle specifiche competenze
tecniche necessarie alla realizzazione di un simile progetto
(indagini del sottosuolo con tecnologie georadar, di video
ispezione, di gestione infrastrutture dati su reti del sottosuolo),
ha attivato nel 2010 una collaborazione con la Regione Lombardia
(Laboratorio Sottosuolo), e con ANCI Lombardia per la definizione
delle procedure alla base della costituzione di un catasto di tutte
le reti dei sottoservizi.
Tale
collaborazione si materializza attraverso un progetto pilota “Progettazione
Partecipata dei Sottoservizi nei Territori dei Comuni di Milano,
Rho, Pero a Arese” nell’asse metropolitano dell’area Expo 2015,
che vede coinvolti i comuni di Rho, Pero, Arese, e i quartieri nord
del comune di Milano.
Il
progetto, con il suo carattere “operativo” è stato il punto di
partenza di una collaborazione con il Ministero dello Sviluppo
Economico con il quale la IATT insieme alla Regione Lombardia, ANCI
Lombardia, ANCI Nazionale, e Federutility, diventa uno degli attori
principali nel tema del catasto delle infrastrutture del sottosuolo,
presso il sito
www.catastoexpo2015.it è possibile seguire lo sviluppo del
progetto, che troverà la conclusione entro il 2012 e i cui risultati
costituiranno una best practies che sarà presentata in occasione
dell’ Expo 2015.
Convegno “Dissesto idrogeologico. Il pericolo geoidrologico e la
gestione del territorio in Italia”
SIGEA Società Italiana
di Geologia Ambientale
Nella
giornata di venerdì 10 giugno 2011 si è tenuto a Roma presso l’Aula
Convegni del CNR il Convegno Nazionale: “Dissesto idrogeologico. Il
pericolo geoidrologico e la gestione del territorio in Italia”,
organizzato dalla SIGEA (Società Italiana di Geologia Ambientale),
dal CNR-IRPI (Consiglio Nazionale delle Ricerche- Istituto di
Ricerca per la Protezione Idrogeologica), e dall’AII (Associazione
Idrotecnica Italiana).
Pur svolgendosi in una sola giornata, il convegno ha ottenuto un
notevole successo di partecipazione: circa 300 iscritti, 3 relazioni
a invito, 24 presentazioni orali, e 26 presentazioni tramite poster.
Le
relazioni sono state organizzate in 4 sezioni tematiche:
Lo stato delle competenze in materia di difesa del suolo alla
luce dell’attuale normativa: attività progetti, problematiche.
Le cause del dissesto idrogeologico in Italia - casi di studio.
Mitigazione del rischio idrogeologico - interventi strutturali.
Prevenzione del rischio idrogeologico - pianificazione
territoriale.
Dalle
problematiche presentate nel corso del convegno è emerso come a
fronte di piogge intense e /o prolungate, il territorio del nostro
paese continui a manifestare fenomeni di dissesto (frane,
inondazioni, sprofondamenti, allagamenti…) che interessano centri
abitati e infrastrutture quali vie di comunicazione e insediamenti
industriali. Numerosi interventi hanno evidenziato la necessità che
le istituzioni nazionali e locali producano ulteriori sforzi e
investano nuove risorse nella prevenzione del dissesto
idrogeologico. Particolare attenzione dovrà darsi alla corretta
pianificazione territoriale; questa, a lungo termine, porterà ad un
risparmio in termini economici e soprattutto di vite umane. La
necessità di un’accurata manutenzione delle opere realizzate,
unitamente ad un appropriato monitoraggio dei fenomeni idrologici,
costituiscono un ulteriore punto di richiamo emerso nel corso delle
interessanti e qualificate presentazioni che hanno caratterizzato
l’incontro.
Gli
Atti del Convegno saranno pubblicati quanto prima sulla rivista
della Sigea “Geologia dell’Ambiente”. Gli interessati potranno
chiedere notizie al riguardo scrivendo a “info@sigeaweb.it”
o avere informazioni sul sito “www.sigeaweb.it”.
Scuola Nazionale di Studi sul Volume geologico e geomorfologico
E stata
organizzata, la prima “Scuola Nazionale di Studi sul Volume
geologico e geomorfologico”.
L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare e approfondire le
conoscenze e metodologie necessarie al fine di valutare il “volume
geologico significativo” di un progetto attraverso le analisi
geologiche e geomorfologiche, dando la possibilità al geologo di
contribuire in maniera determinate negli studi dei “volumi
geotecnici”, secondo la recente normativa NTC 2008.
Alla
scuola è stato dato il patrocinio del Consiglio Nazionale dei
Geologi e sono stati richiesti quelli dell'ISPRA, della Regione
Abruzzo e di società.
La
scuola verrà effettuata a Barrea dal 25 al 28 maggio; le lezioni,
(comprensive di esercitazioni ed escursione applicativa
interdisciplinare) saranno tenute da docenti universitari, da
ricercatori di Enti pubblici e privati e da Professionisti del
settore ed è rivolta a laureandi, neolaureati, dottorandi,
assegnisti di ricerca in Scienze Geologiche e giovani
professionisti.
Codevintec, successo per il workshop in laguna
Precisione senza precedenti grazie a Laser Scanner e Multibeam
Milano,
31 marzo 2011
Con la
collaborazione del CNR ISMAR di Venezia, Codevintec ha tenuto un
workshop lo scorso 16 marzo per illustrare gli impieghi e le
straordinarie potenzialità di alcune tra le tecnologie di rilievo 3D
più promettenti degli ultimi tempi.
Nonostante
la pioggia incessante, i partecipanti hanno potuto conoscere da
vicino le straordinarie potenzialità delle strumentazioni, capaci di
prestazioni fino a questo momento inimmaginabili.
Grazie
all’altissima velocità e precisione di questi sistemi, è stato
possibile vedere nel dettaglio tutto ciò che è immerso sott’acqua e
contemporaneamente quanto affiora.
La
difficoltà del rilevamento dei fondali di Venezia è rappresentata
dalla tipologia di sedimento della laguna (sottile e soffice) e
dall’inaspettata velocità delle correnti e variazioni di maree.
L’intervento è stato possibile grazie all’uso integrato di tre
sistemi:
-
Multibeam SeaBat 7125 Reson in grado di leggere sott’acqua con una
specificità senza precedenti. Il suo angolo di apertura a 165° è il
più ampio sul mercato dei multibeam beamformer. Dai dati acquisiti
durante la dimostrazione, si è verificato che lo strumento a 5 metri
di profondità copre un’area pari a circa 10 volte l’altezza della
colonna d’acqua, con 512 punti, con una risoluzione verticale di 6
mm e una orizzontale nell’ordine del centimetro. In questi giorni è
stato scelto dal Ministero dell’Interno per i Nuclei Sommozzatori
dei Vigili del Fuoco di Milano, Roma e Reggio Calabria.
- Laser
Scanner ILRIS-3D MC (Motion Compensated) Optech per il rilevamento
dei dati subaerei. Il modello usato è specificatamente studiato per
effettuare survey indagini con un raggio d’azione fino a 1500 m.
Grazie a questo strumento è stato possibile rilevare aeree poco
sopraelevate come le barene (isolotti argillo-sabbiosi
periodicamente sommersi dalle maree) e studiare l’azione erosiva
delle correnti lungo la fascia intertidale.
-
Sistema INS POS MV 320 Applanix: sistema di posizionamento
intergrato GPS e IMU, indispensabile per la georeferenziazione e la
compensazione dell’assetto e del movimento della barca.
I
partecipanti hanno potuto vedere i dati raccolti direttamente sulla
barca grazie al Software PDS 2000 Reson, che gestisce i dati
provenienti da tutti i sensori, permettendone la visualizzazione in
tempo reale. Tra i presenti, le Università di Venezia e Trieste, la
Regione Friuli Venezia Giulia, l’Ordine dei Geologi del Lazio,
l’Arpa di Bologna, i Vigili del Fuoco di Venezia.
Per ulteriori informazioni: PR OFFICE
ELISA DAL BOSCO MNGM
info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it
SESSIONE U1
GEOETICA E CULTURA GEOLOGICA:
il contributo delle Scienze della Terra ad un rinnovamento culturale
della società.
28 marzo 2011
La
Geoetica tratta temi riguardanti le implicazioni etiche,
sociologiche e culturali delle Scienze della Terra, evidenziando il
ruolo e la responsabilità sociale del geologo nel promuovere la
valorizzazione e la salvaguardia della Geosfera, la corretta
informazione sui rischi, il coinvolgimento della società nell’idea
di un “patrimonio geologico” comune e condiviso.
La
sessione si propone di stimolare il dibattito sui seguenti temi:
il
confronto con i problemi geologici globali;
l’uso razionale e sostenibile delle geo-risorse;
la
corretta divulgazione dei risultati degli studi scientifici e la
responsabile informazione sui rischi;
il
contributo ad una efficiente gestione dell'emergenza;
il
miglioramento dei rapporti tra comunità scientifica, mass media
e opinione pubblica;
il
rispetto delle normative ed il supporto alle decisioni
politiche;
l’organizzazione di strumenti didattici per sviluppare valori e
comportamenti in un'ottica di informazione e formazione;
il
trasferimento di consapevolezza del valore culturale del
territorio a coloro che lo abitano;
la
promozione di gruppi di lavoro all’interno delle Università e
degli Ordini professionali, che sviluppino i temi sopraelencati,
anche in una prospettiva, flessibile e prudente, di
ridimensionamento delle certezze e di una seria riflessione
sulla non immutabilità delle conoscenze e dei ruoli.
Si
invitano tutti a mettere in comune le proprie esperienze,
sottoponendo contributi, siano essi considerazioni generali o
presentazioni di casi specifici, anche con la prospettiva del
dibattito internazionale previsto nel Simposio di Geoetica del 34°
International Geological Congress (Brisbane, Australia – Agosto
2012), dove per la prima volta l’Italia sarà rappresentata tra i
Convener.
Silvia Peppoloni
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Roma; tel. 06
855082017;
silvia.peppoloni@ingv.it
sito del convegno:
www.geoitalia.org
scadenza per la sottomissione dell'abstract:
16 maggio 2011
Primavera delle Scienze dalla Terra
26 marzo 2011
Il
progetto “Il Paesaggio Geologico della Provincia di Cosenza”
nasce da un accordo di collaborazione tecnico-scientifica tra
l’Assessorato Urbanistica e Governo del Territorio della Provincia
di Cosenza e l’Associazione Territorio e Ambiente 360; si tratta di
un progetto partecipato per la valorizzazione del patrimonio
geologico della Provincia di Cosenza.
La
Primavera delle Scienze della Terra viene pensato come un momento di
approfondimento di alcune tematica connesse ai concetti di
georisorse e geodiversità, che raccoglie i contributi provenienti da
professionisti, esperti dell’accademia e delle PA, appassionati
degli assetti fisici del poliedro ambientale, incontrati nel
percorso costitutivo del Tavolo Tecnico.
Questo
ciclo di iniziative rappresenta un’occasione per consolidare
l’ipotesi di lavoro collettivo messo in campo, verificando
progressivamente i materiali condivisi, le difficoltà percepite, le
buone pratiche messe in atto.
Sono
previsti tre tipi di attività: (i) ciclo di seminari con specifici
approfondimenti tematici; (ii) escursioni volte alla definizione di
standard di rilevamento comuni; (iii) weekend culturali
specificatamente dedicati alle aree parco.
Nutriamo una qualche dose di speranza che la Primavera delle Scienze
della Terra risulterà giovevole, magari affascinante, e comunque
sicuramente stimolante nell’ottica di promuovere future iniziative
volte alla valorizzazione del patrimonio geologico.
Programma Seminari
DATE
EVENTO
12 Aprile
Le georisorse
nella pianificazione territoriale: l’individuazione dei
geositi nelle esperienze dei PSC
5 Maggio
I concetti di
Geosito e Geodiversità: approfondimenti scientifici
6 Maggio
La
perimetrazione dei geositi: workshop cartografico
4 Giugno
Le esperienze
di altri censimenti regionali e provinciali
7 Giugno
Architettura
e Paesaggio: temi, metodi e progetti per la messa in valore
del patrimonio antropico e naturale in Calabria
Programma Escursioni
DATE
EVENTO
7 Maggio
Escursione
“Rilevamento e catalogazione dei geositi presenti nella
fascia costiera dell’Alto Jonio”
8 Maggio
Escursione
“Rilevamento e catalogazione dei geositi presenti nella
fascia costiera dell’Alto Tirreno”
22 Maggio
Escursione
storico-naturalistica “camminata del Diavolo” dalla Mater
Chiesa alle Gole del Raganello
19 Giugno
Escursione
storico-naturalistica sul sentiero dei briganti "Pietrae
ra gnà Zzita"
Programma Week-end Culturali
DATE
EVENTO
21/22 Maggio
Il Paesaggio Geologico del
Pollino Il Geosito di Civita
“Le Gole del Raganello e il canto delle Vallje”
18/19 Giugno
Il Paesaggio Geologico della
Sila Il Geosito di Longobucco
“Petrae ra gnà Zzita il sentiero dei Briganti”
“Una, nessuna, centomila”. Le frane della Toscana: un nuovo
strumento della Regione per la conoscenza e la prevenzione del
dissesto idrogeologico.
23 marzo 2011
Arriva la Banca dati delle frane della Regione Toscana, il Centro di
Geotecnologie dell’Università di Siena in prima linea
La Toscana, infatti, rientra a pieno titolo tra le regioni italiane
dove il dissesto idrogeologico ha una incidenza sociale ed economica
molto elevata. Il bilancio dei danni materiali e delle perdite è un
bollettino di guerra che si ripete di anno in anno. Ma quante sono
davvero le frane in Toscana? e con quali caratteristiche si
presentano? La conoscenza dei movimenti franosi in atto o avvenuti
nel recente passato e la consapevolezza della possibile
riattivazione di questi, è un passo fondamentale nella lotta alle
calamità naturali di natura geomorfologica.
A tale scopo la Regione Toscana ha attivato un programma di ricerca
per l’identificazione delle aree in frana distribuite sul territorio
regionale ed il confronto per l’implementazione dei dati sullo stato
del dissesto idrogeologico in tutto il territorio regionale dei
diversi strumenti di pianificazione territoriale per evidenziare le
aree maggiormente esposte a condizioni di pericolo.
La banca dati delle frane della Toscana è quindi un grande archivio
digitale, uno strumento informativo che individua le frane presenti
e le classifica in base allo stato di attività, al tipo di materiale
coinvolto, al tipo di movimento, alla frequenza con cui si possono
attivare ed alla velocità presunta con cui si spostano durante le
fasi di attività.
Il CGT dell’Università di Siena è impegnato nell’implementazione dei
dati conoscitivi sulle frane all’interno del grande contenitore di
informazioni che è la banca dati frane. Ad oggi sono censite 85.448
frane di cui oltre 11.000 in movimento e soltanto 1.900 in
condizioni di stabilità. Oltre l’8% dell’intero territorio regionale
è o è stato interessato da movimenti franosi in tempi geologicamente
recentissimi. L’obiettivo dei progetti del CGT per lo studio dei
molteplici aspetti che caratterizzano il territorio è quello di
costruire un grande archivio di conoscenze geologiche,
geomorfologiche, idrogeologiche, geotecniche, pedologiche, storiche
e di altra natura che permetta infine di eseguire analisi di
suscettibilità, pericolosità e rischio fondate su un serio
costrutto. Solo attraverso queste conoscenze saremo in grado di
conoscere quali aree sono più vulnerabili e dove è più urgente
l’intervento dell’uomo.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Geoecolab: manifestazioni ed eventi di divulgazione scientifica, sul
rapporto tra i cambiamenti climatici e l’energia
17 marzo 2011
A
partire dal 22 marzo fino alla fine di maggio il Geolab – Museo
laboratorio di Scienze della Terra di San Gemini (TR) in
collaborazione con due tra i più prestigiosi enti di ricerca
italiani, l’INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e
il CEMCC – Centro Euro Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici
organizza una serie di manifestazioni ed eventi di divulgazione
scientifica, sul rapporto tra i cambiamenti climatici e l’energia.
Il
tema dell’energia, ed in particolare delle sue fonti, è oggi
estremamente attuale e pone questioni a livello globale di non
facile soluzione. Da un lato, cresce il fabbisogno mondiale e
dall’altro aumenta il rischio di un utilizzo imprevidente di questa
risorsa. Non esiste, tuttavia, una facile scorciatoia come soluzione
generale del problema, non esiste la formula magica che risolve la
questione. Per questo è importante conoscere e capire i meccanismi
che regolano i processi, per poter divenire cittadini in grado di
prendere decisioni personali e collettive, coscienti degli effetti a
breve termine e delle ricadute a lungo termine.
Sulla
base di queste considerazioni nasce l’idea di un progetto di
educazione ambientale, denominato Geoecolab, come strumento di
comprensione delle tematiche legate all’energia.
Il
calendario prevede che dal 22 al 25 marzo si svolgerà la 6A
edizione della Settimana della cultura Scientifica e Tecnologica con
i GEOECOLABORATORI per le scuole dell’Istituto Comprensivo
Statale di Acquasparta. Laboratori didattici sul clima e l’energia
che rimarranno aperti, su prenotazione, fino alla fine di maggio con
la collaborazione degli operatori museali della Soc. Sistema Museo.
Fra le conferenze e gli incontri con gli esperti, per fornire non
solo alle scuole, ma anche ad un pubblico più vasto di cittadini
attenti all’ambiente gli strumenti per una conoscenza consapevole
del territorio umbro, è in programma, per il primo aprile, alla sala
multimediale S. Maria Maddalena di San Gemini un incontro con la
popolazione sul tema: “Energia. Come risparmiare?” Consigli utili e
buone pratiche per il risparmio energetico, a cura del PER – Parco
delle Energie Rinnovabili di Frattuccia (TR). Infine, per il mese di
maggio è in programma, in collaborazione con l’Assessorato
all’Ambiente della Provincia di Terni, una tavola rotonda tra
istituzioni ed enti di ricerca sull’impatto dei cambiamenti
climatici nella regione Umbria dal titolo: "Clima. Come cambia in
Umbria?".
L’evento è realizzato con il contributo della Regione Umbria e del
Comune di San Gemini.
Per informazioni e
prenotazioni sugli eventi:
Sistema Museo call center 199.151.123*
Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00 escluso i festivi
infoline@sistemamuseo.it
www.sistemamuseo.it
Prime scoperte per il CGT nell’antica città di Adulis
10 marzo 2011
Gli
scavi archeologici nell’area dell’antica città di Adulis, in
Eritrea, hanno dato i primi risultati. La prima campagna di scavi,
appena conclusa, è stata condotta dal CeRDO dei fratelli Angelo e
Alfredo Castiglioni, dal Centro di GeoTecnologie dell’Università di
Siena e dal Museo Civico di Rovereto, in collaborazione con il Museo
Nazionale Eritreo di Asmara, Archeologia Viva e l’ASI – Agenzia
Spaziale Italiana.
Gli
archeologi del laboratorio di Geotecnologie per l’Archeologia del
Centro di GeoTecnologie, Giulio Bigliardi, Sara Cappelli ed Enzo
Cocca, hanno diretto un saggio di scavo al margine orientale
dell’antica città, riportando alla luce un edificio ancora
parzialmente coperto dal crollo di alcuni muri: “sarà molto
interessante rimuovere il crollo durante la prossima campagna di
scavo per mettere in luce i muri e iniziare lo scavo dei livelli di
abbandono e di frequentazione della struttura. Si tratta di un
contesto molto interessante, in quanto perfettamente sigillato da
oltre un metro e mezzo di depositi alluvionali che hanno garantito
una perfetta conservazione dei sottostanti depositi antropici della
città”, spiega l’archeologo Giulio Bigliardi, responsabile per il
CGT del Progetto Adulis, “speriamo che lo scavo del prossimo anno
possa gettare nuova luce sulle ultime fasi di vita e sulle cause del
declino della città, ancora poco chiare”.
Il
team del CGT ha curato, inoltre, il rilievo strumentale e
fotogrammetrico di tutti i settori di scavo ed ha avviato il
rilevamento GPS di tutte le strutture murarie visibili in superficie
sull’area del sito archeologico. “Tale rilevamento, che verrà
completato il prossimo anno, permetterà di ipotizzare i limiti della
città e di trarre preziose indicazioni sulla topografia della città”
precisa l’archeologa Sara Cappelli, “e tutta la documentazione così
raccolta verrà gestita ed elaborata attraverso una piattaforma GIS”.
Il
laboratorio si sta occupando anche dello studio di alcuni materiali
rinvenuti durante gli scavi e in particolare verranno effettuate
analisi spettrometriche di massa su alcuni campioni di ossidiana,
“questo ci permetterà di valutare la provenienza di tali manufatti e
confrontarli con quelli provenienti da altre zone del Mar Rosso”
spiega l’archeologo Enzo Cocca.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Fondazione Masaccio e CGT di San Giovanni Valdarno uniti per la
formazione
9 marzo 2011
Fondazione Masaccio e CGT di San Giovanni Valdarno, arriva il bando
di concorso, per titoli e colloquio, per il conferimento di sette
borse di studio post-Iaurea. L'importo lordo è di € 10.600,00 per
ogni borsa. Le borse sono finalizzate allo svolgimento di attività
di ricerca da svolgersi, sotto la direzione del Prof. Luigi
Carmignani, presso il Centro di Geotecnologie, e del Prof. Paolo
Conti, presso le sedi della Società CGT Spin Off, Responsabili della
ricerca sul tema "Applicazione delle Geotecnologie alle risorse
naturali e ai beni culturali e allo sviluppo della loro fruibilità
".
La
Fondazione Masaccio, infatti, nell’ottica della sua funzione
principale di svolgere attività culturali, di ricerca scientifica a
tutela dell'ambiente, si avvale dell’importante collaborazione
dell’attivissimo centro di geotecnologie dell’Università di Siena
per dare una ricca opportunità formativa post Lauream.
Il Centro di GeoTecnologie dell’Università degli Studi di Siena, la Società Spin
Off dell'Università di Siena “CGT Spin off S.r.L” si faranno carico
di seguire la formazione dei titolari delle borse di studio bandite
dalla Fondazione Masaccio in modo da assicurare a borsisti
approfondimenti in alcune discipline di competenza del Centro di
GeoTecnologie e una esperienza professionale da realizzare
attraverso attività di tirocinio da svolgere nell'ambito dei
progetti della Soc. CGT Spin off. Il Cg, regolarmene autorizzato
dagli organi accademici competenti, darà l'opportunità ai vincitori
del concorso di fare parte degli "ALLIEVI DEL CGT" e quindi, se
disponibili, mettere a loro disposizione alloggi gratuiti presso il
Collegio Universitario e la partecipazione ai progetti di ricerca e
di consulenza scientifica dei Laboratori del Centro di GeoTecnologie.
Essere Allievi del CGT comporta:
- l'alloggio gratuito presso il Collegio Universitario del CGT per
tutta la durata della borsa di studio, sempre che esista la
disponibilità di alloggio. L'assegnazione del posto alloggio avverrà
in base alla disponibilità e secondo l'ordine della graduatoria del
concorso. Per "Alloggio gratuito" s'intende l'esenzione completa dal
pagamento del canone di affitto; restano a carico del borsista, le
utenze, le spese di condominio e la metà delle spese di
registrazione del comodato di uso.
-
l'accesso alle attività dei laboratori del CGT per lo svolgimento
dell'attività di ricerca prevista dal bando indetto dalla Fondazione
Masaccio.
I
candidati dovranno essere in possesso dei requisiti richiesti entro
il termine utile delle data di scadenza per la presentazione della
domanda di ammissione. Le borse di studio avranno la durata di 12
(dodici) mesi ciascuna e, se saranno disponibili risorse economiche,
potranno essere rinnovate fino al raggiungimento degli obiettivi
prefissati dalla ricerca.
Secondo quanto previsto nella seduta del Consiglio d'Amministrazione
della Fondazione del 21/07/2010, la copertura finanziaria delle
borse di studio graverà su fondi messi a disposizione dalla
Fondazione Masaccio, che curerà anche tutta la gestione
amministrativa delle borse di studio. La borsa di studio può essere
concessa a cittadini di qualunque nazionalità.
Durante il periodo della borsa di studio i candidati non dovranno
avere un reddito riferito al periodo di fruizione della borsa di
studio superiore ad € 7.746,85= (annui). L'assegnazione della borsa
sarà effettuata mediante la valutazione dei titoli ed un colloquio
volto ad accertare la preparazione dei candidati nel campo specifico
degli studi cui la borsa è finalizzata.
Il
colloquio è pubblico. La data ora e luogo della selezione
(colloquio) verrà comunicata ai diretti interessati tramite posta
elettronica in tempo utile prima del giorno in cui essi dovranno
sostenerla.
I
candidati dovranno presentarsi muniti di idoneo documento di
riconoscimento. Dopo le prove d'esame, verrà realizzata la
graduatoria generale di merito degli idonei che verrà trasmessa al
Direttore della Fondazione Masaccio.
La
domanda d'ammissione al concorso, indirizzata al Direttore della
Fondazione Masaccio e redatta in carta semplice su modulo
predisposto, potrà essere presentata a: Fondazione Masaccio Via
Vetri Vecchi 34 San Giovanni Valdarno (AR), entro e non oltre il
07/04/2011.
Il
godimento della borsa di studio non integra un rapporto di lavoro,
essendo finalizzato alla sola formazione professionale del borsista.
La
borsa non dà luogo a trattamenti previdenziali e assistenziali, né a
valutazioni o riconoscimenti giuridici ed economici ai fini di
carriera, né a riconoscimenti automatici ai fini previdenziali.
Il
borsista ha diritto di accedere alle strutture di ricerca del Centro
di GeoTecnologie e alla sede operativa e ai laboratori della Soc.
CGT Spin Off presso la Zona Industriale di Bomba cui sono assegnati
e di usufruire di tutti i servizi a disposizione secondo la
normativa vigente nelle strutture, ed a osservare le norme
regolamentari e di sicurezza in vigore presso le strutture stesse.
Il
bando ed il modulo per la domanda di partecipazione al concorso sono
disponibili presso la Sede Operativa della Fondazione Masaccio in
Via Vetri Vecchi 34 - San Giovanni Valdarno (AR), oltre che sul sito
internet:
http://www.fondazionemasaccio.org.
Per
eventuali informazioni, richiesta di ulteriori chiarimenti, gli
interessati possono rivolgersi direttamente a Dott.ssa Marta
Bottacchi tel. 055.9119449.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Pianvallico, finanziato il progetto di bonifica, il Centro di
Geotecnologie al centro dell’operazione
9 marzo 2011
Pianvallico, il CGT di San Giovanni Valdarno, in prima linea per la
bonifica.
La
Provincia di Firenze, infatti, ha vinto il Bando ed il Centro di
Geotecnologie dell’Università di Siena, nell’ambito della sua
collaborazione con la provincia, procederà all’esecuzione di un test
pilota per il corretto dimensionamento e collocazione dell’impianto
di bonifica, che ora, con la vittoria del bando, potrà avere piena
attuazione.
La
Provincia di Firenze ha ottenuto la copertura finanziaria della
Regione Toscana per l’intervento di bonifica dell’area di
Pianvallico, zona ricadente in un’area compresa tra i Comuni di
Scarperia e San Piero a Sieve, le cui acque di falda risultano
inquinate da solventi clorurati.
La
Provincia di Firenze, grazie a questo progetto, ha vinto il bando
2010/2011 della Regione Toscana per il finanziamento di interventi
finalizzati a restituire l’uso civile e produttivo i siti inquinati
e a riconvertire le aree industriali abbandonate o degradate,
richiedendo ed ottenendo dalla Regione Toscana la copertura del
costo complessivo dell’opera, corrispondente a 484.521 Euro.
Il
percorso è partito con l’incarico da parte della Provincia al Centro
di Geotecnologie dell’Università di Siena per lo svolgimento di
un’attività di ricerca finalizzata alla caratterizzazione del sito e
allo studio sperimentale di tecnologie non tradizionali per la
decontaminazione delle acque di falda per il sito in oggetto.
Il
lavoro accurato, condotto dal CGT, ha portato all’approvazione di un
progetto operativo di bonifica comprendente come attività primaria
l’esecuzione di un test pilota per il corretto dimensionamento e la
collocazione dell’impianto di bonifica, che ora, con la vittoria del
bando, potrà avere piena attuazione.
Nel
sito di Pianvallico sono infatti insediate tuttora un alto numero di
aziende di tipo industriale, artigianale o commerciale. E’ prevista
un’espansione delle attività produttive, e, contestualmente, un
percorso per il conferimento, anche con il sostegno della Provincia
di Firenze, all’area produttiva della denominazione di APEA (Area
produttiva ecologicamente attrezzata).
Pianvallico potrà finalmente risorgere.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Il Futuro delle Geoscienze in Italia
22 febbraio 2011
Negli
anni '70-80 la geologia italiana è stata protagonista di importanti
sviluppi quali la cartografia della Nazione, il progetto
Geodinamica, il progetto CROP, oltre a un forte contributo alla
ricerca petrolifera, all'inserimento della figura del geologo nel
mondo della professione, e ad una fenomenale crescita culturale in
tutte le discipline delle scienze della Terra. Tuttavia, nel corso
degli ultimi anni, i geologi italiani hanno vissuto una graduale
perdita di senso di appartenenza e una diminuzione di progettualità.
Hanno senz'altro inciso la riduzione dei finanziamenti, la scarsa
attenzione dei politici e degli amministratori alle tematiche delle
scienze della Terra, ma anche la mancanza di coesione della nostra
comunità e le difficoltà nel comunicare e diffondere la cultura
geologica.
Tuttavia da più parti si avverte l'esigenza di indagare sulle
prospettive delle geoscienze nel nostro paese: comprendere quale
sarà il ruolo giocato dai geologi nella nostra società e quali le
possibili strategie da adottare nella risoluzione di problemi di
interesse globale come il corretto utilizzo delle risorse naturali,
la tutela e la valorizzazione dell'ambiente, la protezione dell'Uomo
dai rischi, il cambiamento climatico, ma anche l'origine della
Terra: studiarne la storia per una convivenza più consapevole.
L'iniziativa Il FUTURO delle GEOSCIENZE in ITALIA, promossa
da Società Geologica Italiana - Servizio Geologico d'Italia -
Società Italiana di Mineralogia e Petrologia - Società
Paleontologica Italiana, vuole lanciare un appello all'unità della
comunità geologica, ponendosi come obiettivo la definizione
condivisa di iniziative di interesse strategico, per contribuire
alla crescita e allo sviluppo delle geoscienze, e per garantire un
futuro migliore alla nostra società.
L'obiettivo è quello di definire idee che possano guidare in modo
condiviso le scelte nelle geoscienze, sia del mondo della ricerca,
dell'industria, che del mondo professionale, scelte che siano
strumento per avanzare proposte concrete verso politici e decisori:
Idee che sappiano coinvolgere tutti i livelli della comunità
geologica, ridandole forza.
Per
raggiungere questo obiettivo è importante il contributo di tutti i
geologi italiani, per tale motivo è stato attivato il sito web
www.futurogeoscienze.socgeol.it inteso come uno spazio
aperto, dove proporre idee ed esprimere opinioni.
I
contributi raccolti verranno sintetizzati e dibattuti in un workshop
(previsto per maggio/giugno), per essere poi utilizzati nella
stesura di un documento che descriverà gli obiettivi che la nostra
comunità si prefigge di raggiungere nel prossimo decennio, gli
investimenti e gli strumenti formativi necessariper conseguirli.
In barca con Codevintec per rilevare fondali e palazzi di Venezia in
3D
Milano,
21 febbraio 2011
Con
la collaborazione del CNR ISMAR di Venezia, Codevintec organizza per
mercoledì 16 marzo un workshop per illustrare gli impieghi e le
straordinarie potenzialità di alcune tra le tecnologie di rilievo 3D
più promettenti degli ultimi tempi.
I
partecipanti saranno invitati a salire in barca per vedere da vicino
quali sono i procedimenti attraverso i quali catturare ogni
dettaglio di fondali e palazzi, per conoscere la città sopra e sotto
l’acqua.
Protezione civile, tutela dei beni architettonici, ingeneria civile,
scienze della terra, fino alla ricostruzione di realtà in 3D per
effetti cinematografici sono solo alcuni degli ambiti nei quali è
possibile utilizzare la strumentazione come quella che sarà
presentata in laguna.
Grazie all’altissima velocità e precisione di queste strumentazioni,
è possibile scoprire tutto ciò che l’acqua nasconde e
contemporaneamente catturare ogni dettaglio di tutto quello che
dall’acqua affiora. L’intervento è possibile grazie all’uso
integrato di Laser Scanner 3D, Ecoscandagli Multibeam e Sistemi di
posizionamento integrato GPS+IMU, strumenti che proprio in Italia
sono stati utilizzati per la prima volta in modo integrato, grazie a
Codevintec e alle prime due società che ne hanno intuito le
potenzialità: Coastal Consulting & Exploration di Bari e TE.MA. di
Faenza.
l
workshop è gratuito e aperto agli operatori del settore, previa
prenotazione entro venerdì 4 marzo scrivendo all’indirizzo
WorkshopVenezia2011@Codevintec.it
Per ulteriori informazioni: PR OFFICE
ELISA DAL BOSCO MNGM
info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it
Sito web del Progetto SEE-GeoForm
18
febbraio 2011
Una
delle più importanti attività istituzionali dell’Istituto Nazionale
di Geofisica e Vulcanologia (INGV) è la realizzazione di banche dati
a scala nazionale per la valutazione della pericolosità associata ai
fenomeni di origine endogena come terremoti, vulcani e maremoti.
All’interno dell’INGV è attivo da diversi anni un gruppo di ricerca
a cui partecipano anche ricercatori dell’ISPRA-Servizio Geologico
Nazionale, che ha intrapreso la realizzazione di elaborazioni di
pericolosità locale a scala nazionale basate sulla geologia di
superficie (in scala 1:100.000 ed 1:50.000) nell’ambito del progetto
SEE-GeoForm (“Site Effects Evaluation - Geological Form”:
http://www.seegeoform.it . Queste elaborazioni sono finalizzate
al miglioramento delle carte di pericolosità sismica di base già
prodotte dall’Istituto e divenute il riferimento ufficiale per
definire i livelli di scuotimento attesi per l’intero territorio
nazionale con la pubblicazione nella G.U. n.108 del 11/05/2006
(Ordinanza PCM 3519 del 28/04/2006 “criteri generali per
l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e
l'aggiornamento degli elenchi delle medesime zone”).
Il
progetto SEE-GeoForm (http://www.seegeoform.it)
nasce con l’obiettivo di realizzare uno strumento semplice, ma
estremamente potente e completo, per la gestione di dati geologici,
geomorfologici, geotecnici e geofisici relativi all'intero
territorio italiano. Dal sito si può accedere infatti ad un WebGIS,
che, ad oggi, presenta dati relativi alla pericolosità sismica del
territorio nazionale. Questo WebGIS viene proposto come un punto di
incontro tra informazioni provenienti da database già esistenti o
che sono il frutto di elaborazioni specifiche effettuate nell’ambito
del Progetto SEE-GeoForm, permettendone una visione sinottica
tramite strati informativi georiferiti e, quando possibile,
sovrapponibili.
Il
sito web ed il WebGIS sono stati realizzati da CSK Lab (Computer
Science and knowledge Laboratory:
www.csklab.it ).
Il
progetto è stato avviato grazie ad un finanziamento dell’EUCENTRE (European
Centre for Training and Research in Earthquake Engineering:
http://www.eucentre.it) di Pavia.
Riteniamo che i dati consultabili tramite il WebGIS SEE-GeoForm (http://www.seegeoform.it)
siano di grande interesse per tutto il mondo della ricerca e della
professione.
Master di secondo livello in GeoTecnologie per l’Archeologia (GTARC)
14
febbraio 2011
Ha avuto inizio la sesta edizione del Master di secondo livello in
GeoTecnologie per l’Archeologia (GTARC). Un'opportunità formativa di
alto livello che ogni anno si arricchisce di nuove opportunità. Il
Master è istituito dal Dipartimento di Archeologia e Storia delle
Arti e Il Centro di Geotecnologie CGT dell’Università degli Studi di
Siena. Obiettivo fondamentale del GTARC è quello di fornire delle
competenze tecniche e tecnologiche a chi ha una formazione in campo
archeologico con un taglio tradizionale. Le lezioni si svolgono
nelle aule e nei laboratori del Centro di GeoTecnologie di San
Giovanni V.no, Polo Universitario distaccato dell'Ateneo Senese. Il
master ha l’intento di formare professionisti in grado di integrare
tematiche umanistiche e tecnologiche attraverso l’applicazione di
metodologie innovative di indagine ed interpretazione dei contesti
archeologici. Gli argomenti trattati (GIS, telerilevamento,
fotogrammetria, laser scanner, geofisica, modellazione 3D,
realizzazione di data base) non sono solo spiegati da un punto di
vista teorico da professionisti dei diversi settori, ma sono
affrontati anche attraverso numerose ore di applicazioni pratiche,
quali attività di campagna e/o esercitazioni al computer. Lo
studente, alla fine del master, avrà un bagaglio di competenze
tecniche applicabili nel campo dei Beni Culturali tali da renderlo
più competitivo rispetto a chi ha seguito un corso di laurea con
taglio tradizionale. Poiché questo tipo di formazione non può
prescindere dal contatto con la realtà lavorativa, il master prevede
un periodo di stage di 375 ore, da svolgere presso Enti di Ricerca
(Università, Centri), Enti di tutela (Musei, Soprintendenze) e
Società o Cooperative impegnate nella gestione dei Beni
Archeologici. Le attività svolte durante lo stage saranno oggetto
dell’elaborato finale del master, che sarà discusso in un’unica
sessione a Dicembre 2011. Lo stage è importante perché dà la
possibilità ai masteristi di entrare in contatto con Aziende,
Società ed Enti Pubblici, creandosi una rete di conoscenze che
favoriscono un inserimento professionale nel settore. Inoltre lo
stage permette di sperimentare direttamente sul campo quanto appreso
teoricamente.
Gli iscritti di quest’anno sono 14, provenienti dagli atenei del
nord, del centro e del sud Italia; c’è anche una ragazza Spagnola; i
ragazzi hanno in prevalenza una formazione con taglio archeologico
di tipo tradizionale, ma con grande interesse all’applicazione delle
tecnologie nel campo dei Beni Culturali.
Il Master è uno dei fiori all'occhiello del CGT ed è un titolo
formativo importante che apre le porte a nuove entusiasmanti
esperienze professionali.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Portale dei Geopaesaggi della Regione Toscana
4
febbraio 2011
Si è appena conclusa la prima fase di elaborazione del progetto
“Portale dei Geopaesaggi della Regione Toscana” nato dall’Accordo di
collaborazione scientifica tra Regione Toscana, Consorzio LaMMa, e
Centro di GeoTecnologie.
Sempre con maggiore attenzione si ripropone il tema della
conoscenza, della conservazione e della fruizione del patrimonio,
inteso nella sua valenza più ampia nella quale aspetti ambientali,
naturalistici e culturali rappresentano segmenti di un sistema
unitario. La Regione Toscana, con la Legge Regionale n. 56 del
6/4/2000 e in particolare con l’articolo 11, intende tutelare la
diversità di particolari forme naturali del territorio, qui definite
“geotopi”: forma naturale del territorio, di superficie o
sotterranea costituita da particolari emergenze geologiche,
geomorfologiche e pedologiche, che presenta un rilevante valore
ambientale, scientifico e didattico, la cui conservazione è
strategica nell’ambito del territorio regionale.
Obiettivo generale del progetto è la creazione di un Sistema
Informativo Territoriale, fruibile in rete e/o attraverso supporti
multimediali (Web-GIS), che contribuisca a valorizzare il patrimonio
geologico e storico/culturale della Regione Toscana, incrementando
l’offerta turistica e promuovendo lo sviluppo della conoscenza della
cultura del territorio regionale a livello locale, nazionale e
internazionale.
In questa prima fase l’impiego di più figure professionali (geologi,
naturalisti e archeologi) ha portato all’individuazione dei
principali geopaesaggi della Regione Toscana.
Le procedure operative sono state applicate ad alcune aree test dove
le caratteristiche geologiche e storico-culturali risultavano idonee
allo studio in corso: Valdarno Superiore-Pratomagno e Alta Valle
dell’Albegna e del Fiora.
Il database, implementato sul contiunuum geologico realizzato dal
Centro di GeoTecnologie in collaborazione con il Consorzio LAMMA,
verrà utilizzato come base informativa per lo sviluppo di un PORTALE
WEB interrogabile. Il sistema realizzato sarà messo a disposizione
degli utenti finali (cittadini, turisti, ricercatori) mediante la
creazione di una interfaccia web (WEBGIS), pubblicabile in rete.
Navigando l’interfaccia, l’utente potrà individuare su una base
cartografica interattiva l’ubicazione dei maggiori siti e paesaggi
di interesse geologico e di questi potrà dinamicamente conoscere
tutte le relative informazioni geologiche, archeologiche,
paesaggistiche, culturali, turistiche (agriturismi, terme ecc…) e
visualizzare schede fotografiche, viste panoramiche tridimensionali
e video.
Il sistema, inoltre, offrirà all’utente la possibilità di scegliere
e visualizzare percorsi e sentieri che meglio si adattano alle
proprie “preferenze naturalistiche”, alla propria disponibilità di
tempo e alle proprie capacità fisiche per raggiungere i vari luoghi
d’interesse. I percorsi consigliati saranno ulteriormente suddivisi
per tipologia di accesso (pedonale, ciclabile, automobilistico). Ove
necessario, su richiesta dell’ente, lungo i percorsi rappresentati
potranno essere indicati aree di sosta pubbliche, punti di ristoro e
qualsivoglia ulteriore informazione che sia dotata di una
connotazione geografica discreta.
L’estrema versatilità e interattività del sistema permetterà di
stampare in autonomia la mappa dell’area che l’utente intende
visitare e tutte le schede informative ad essa collegate.
Scopo ultimo del progetto è la fruibilità delle informazioni da
parte di Enti Locali (Comuni, comunità Montane, Province…) o di
Privati titolari di attività commerciali con legami con il turismo
del territorio (Agriturismi, Caseifici, Enoteche…) che avranno
l’opportunità di visualizzare sulla propria pagina web la
localizzazione della propria struttura in relazione con i percorsi
geologico-culturali presenti nell’area limitrofa. In questo modo
sarà evidente l’utilità del servizio geologico-turstico a livello
capillare in tutto il territorio toscano.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
HELICA Srl tiene monitorato il Monte Rotolon: altissima e’ la
tecnologia utilizzata per monitorare le Dolomiti in seguito alle
avverse condizioni meteo che hanno colpito il Veneto
Vicenza
19 gennaio 2011
Alta tecnologia per l’analisi territoriale e
strumentazioni di rilievo aereo all’avanguardia. Sono le
caratteristiche essenziali che hanno deputato l’intervento di Helica,
azienda con sede ad Amaro (Ud) impegnata nel telerilevamento, a
raggiungere con i suoi elicotteri il Monte Rotolon, a Recoaro.
Infatti, in seguito alle recenti avverse
condizioni meteo, si sono create situazioni idrogeologiche di
elevata pericolosità anche per la popolazione. Il complesso
montuoso, parte delle Piccole Dolomiti, è un sorvegliato speciale,
proprio per la sua struttura morfologica.
Helica
è recentemente intervenuta con un suo elicottero dotato di un
sistema di rilevamento Lidar e fotografico, per offrire il
dettaglio, attraverso i dati raccolti, della situazione.
L’azienda svolge servizi di monitoraggio
ambientale e raccolta, anche in situazioni di emergenza, per la
salvaguardia della popolazione e del territorio. Con una tempestiva
raccolta dei dati, Helica è in grado di fornire, con estrema
velocità e precisione, la dimensione dell’evento franoso,
determinandone così la sua pericolosità, offrendo un sicuro
monitoraggio ed una base dati necessaria a progettare le opere di
consolidamento.
A dare mandato ad Helica per il telerilevamento
del Monte Rotolon è stata la Regione Veneto – Direzione Difesa del
Suolo.
Continua anche il monitoraggio di Helica sulle
Piccole Dolomiti, un vero patrimonio naturale, per conto del
Ministero dell’Ambiente. Lo strumento utilizzato per il monitoraggio
è il LIDAR (Light Detection and Ranging) installato su elicotteri di
proprietà dell’azienda: si tratta di una tecnica di telerilevamento
che permette di generare un modello tridimensionale del territorio e
delle sue infrastrutture anche su aree molto estese. L’azienda opera
nel settore da oltre 10 anni e si posiziona tra i leader del mercato
europeo.
CGT – Università di Siena: i dati ufficiali al 10 Gennaio 2011
confermano il trionfo d’iscrizioni
Il Centro di Geotecnologie di Geotecnologie di San Giovanni V.no,
Polo Universitario Staccato dell'Università di Siena è un esempio di
eccellenza, per numero d'iscritti alla Laurea Magistrale, per la
qualità e la varietà dei percorsi formativi, per le specializzazioni
post lauream ed il futuro professionale dei laureati. Sono
finalmente arrivati i dati ufficiali dell’Università di Siena. Sono
49 gli iscritti al Corso di Laurea Magistrale in Geologia Applicata
e GeoTecnologie del Centro di GeoTecnologie di San Giovanni Valdarno
che si conferma ai primi posti in numero d’iscrizioni fra tutti i
Corsi di Laurea dell’Ateneo Senese.
Un risultato veramente importante per l’Università di Siena che con
l’attivazione di questo corso e del Campus Universitario di San
Giovanni, all’interno del Centro di Geotecnologie, ha creato un
percorso di formazione universitaria tra i più rappresentativi della
Regione.
I dati confermano che la Laurea istituita nel Polo Universitario di
San Giovanni V.no è una delle più funzionanti ed attive ed è al
primo posto tra le facoltà di Scienze dell’Università di Siena.
Più di un 1/3 di tutte le matricole di Secondo Livello della
Facolta' di Scienze di Siena, sono iscritte al Corso di Laurea di
Geologia applicata e Geotecnologie del CGT.
Gli iscritti provengono un po’ da tutta Italia (Toscana, Sicilia,
Calabria, Basilicata, Lombardia, Puglia, Lazio, Sardegna, Umbria,
Liguria, Campania e Trentino Alto Adige).
Che cosa rende questa Laurea così interessante da veder crescere in
continuazione il numero dei suoi iscritti? Il Corso di Laurea è
strutturato in modo innovativo, con un percorso didattico che guarda
al futuro, attraverso esperienze formative di alto livello
direttamente sul campo, in interazione con i laboratori di Ricerca
attivi nel Centro di Geotecnologie.
Nella cittadina di San Giovanni V.no, infatti, l’Università di Siena
ha creato un dinamico campus Universitario, fortemente interconnesso
con le attività del Centro di Geotecnologie e con il CGT Spin Off.
Gli studenti hanno da subito l’opportunità di vivere importanti
attività di tirocinio, mirate ad una specializzazione nei tanti
settori in cui opera il Centro e di crearsi contatti utili per la
carriera.
I tanti sbocchi occupazionali, in Italia e all’estero, invogliano
sempre di più i ragazzi a scegliere una Laurea Innovativa nel
settore delle Geotecnologie.
Da uno studio interno al CGT, è emerso che l’81% dei laureati ha
trovato lavoro, inerente al proprio percorso di studi, nel giro di 3
mesi ed il 41% lo ha trovato grazie al Relatore o altro referente
del Cgt.
E’ da segnalare il fatto che l’83% del campione ha dichiarato che la
prima occupazione è ancora il suo impiego, mentre l’8% ha avuto una
collaborazione da 6 mesi ad 1 anno e solo il 9% ha avuto
un’esperienza inferiore a 6 mesi.
Per quanto riguarda la tipologia dei contratti, invece, il 58% ha
avuto una borsa di studio Dottorato Post Lauream, il 20% un
contratto formazione lavoro, il 14% ha intrapreso collaborazioni
come libero professionista, il 6% comprende i lavoratori a partita
iva (3%) e gli impiegati a tempo determinato (3%) ed il 2% è assunto
a tempo indeterminato già dalla prima occupazione.
Altro dato importante è che il 77% degli intervistati ha dichiarato
di avere molto buone (55%) e abbastanza buone (22%) opportunità di
carriera nella propria Azienda.
A tutto ciò si deve aggiungere anche l’opportunità data alle
matricole di intraprendere un percorso lavorativo part time,
all’interno dei tanti laboratori e delle tante attività offerte dal
Centro di Geotecnologie, per potersi pagare gli studi.
La struttura moderna ed innovativa del Centro è un altro dei fattori
che più attirano le matricole che hanno l’opportunità di
sperimentare l’esperienza del Campus Universitario, con tanti
servizi a disposizione come: il Collegio Universitario, costituito
da 28 appartamenti arredati e dotati di utenze indipendenti, la
mensa, la sala Convegni, i laboratori e la biblioteca.
Insomma, un esperimento veramente riuscito, quello che l’Università
di Siena ha creato nella valle di San Giovanni Valdarno.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Arriva in Italia grazie a Codevintec il software GateMate per
gestire le piste da sci
Dopo il grande battesimo alle Olimpiadi di Vancouver
Milano, 21 dicembre 2010
Forte della grande esperienza
olimpica, GateMate gestisce il posizionamento e riposizionamento
delle porte di slalom e discesa libera. Anche durante lo svolgimento
delle gare.
Misurare e disporre le porte delle piste di sci ha sempre richiesto
un grosso impegno. E riposizionare le porte - soprattutto durante lo
svolgimento delle gare - significava misurare le distanze a mano o
triangolare con alberi o palizzate, senza alcuna garanzia di
precisione.
GateMate è il software Hemisphere che - unitamente ad un palmare con
GPS - misura, mappa e memorizza i tracciati delle piste. La
posizione di ogni porta viene rilevata con il GPS. I dati compongono
la mappa di tutto il percorso con distanze, altitudini e dislivelli
tra una porta e l’altra. L’esatta configurazione della pista viene
poi esportata anche in formato KLM compatibile con Google Earth.
Il software GateMate è stato fondamentale alle Olimpiadi invernali
di Vancouver, sia nella gestione immediata dello slalom - con la
possibilità di riposizionare i paletti divelti dagli sciatori - sia
nell’archiviazione successiva dei dati raccolti.
I Palmari GPS accoppiabili a GateMate sono di vario tipo (anche con
antenna esterna nello zaino per chi vuole la precisione estrema). A
questi GateMate aggiunge la praticità e la professionalità di un
utilizzo rapido da parte degli operatori che lavorano sulle piste da
sci.
Per ulteriori informazioni:
PR OFFICE ELISA DAL BOSCO MNGM
info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it
Pozzi per l’Africa “Michele Maggiore”
SIGEA Puglia
Preservare le caratteristiche dell’acqua e assicurarne la
disponibilità a favore di tutte le comunità umane è il principale
obiettivo etico dell’idrogeologia, scienza che esplora i processi
che determinano la composizione e la distribuzione dell’acqua negli
ambienti naturali del nostro pianeta.
Michele Maggiore (1945 - 2010), docente di Idrogeologia presso
l’Università degli Studi di Bari, ha trasmesso a quanti lo hanno
conosciuto la consapevolezza che “l’acqua è un bene prezioso”,
espressione che vibrava della sua generosità di insegnante e della
sua instancabile passione di studioso.
Realizzare pozzi in Africa è un’iniziativa per donare il bene
prezioso dell’acqua alle popolazioni afflitte da gravi carenze
idriche. La raccolta fondi finanzierà la realizzazione di uno o più
pozzi per l’estrazione di acqua dal sottosuolo, a vantaggio di
piccole comunità dove sono attivi i progetti idrici sviluppati da
Amref.
Per contribuire al Progetto è possibile effettuare
un versamento sul conto corrente bancario
IT19 H01030 03202 000001007932 (IBAN) o sul conto
postale 35023001, intestato ad AMREF Italia Onlus,
Via Boezio 17, 00192 – Roma, riportando la causale
Pozzi per l’Africa – “Michele Maggiore”.
Codevintec alleata delle montagne presenta il nuovo laser scanner
che rileva su ghiaccio e neve e rende possibile anche il
monitoraggio valanghe
Milano, 13 dicembre 2010
Ghiaccio e neve non
fermano più i rilievi grazie a Codevintec che per l’inverno mette a
disposizione un nuovo potente strumento di rilevamento 3D: Optech
ILRIS-LR.
Optech
ILRIS-LR è il nome del primo laser scanner che rileva anche neve e
ghiaccio con elevatissime caratteristiche di precisione, accuratezza
e velocità e fino a una distanza di 3 chilometri. Da quest’ inverno
sarà quindi possibile monitorare i ghiacciai, calcolare il volume di
accumulo di neve, valutare il rischio valanghe e stimarne la
traiettoria grazie alla particolare lunghezza d’onda di ILRIS-LR.
Questa
particolare strumentazione permette rilievi anche a fronte di
situazioni critiche (forti nevicate, slavine) nelle quali è
possibile definire il volume delle masse di neve, agevolando anche
l’organizzazione della messa in sicurezza delle popolazioni. Con le
stesse caratteristiche di precisione e rapidità di rilievo ILRIS-LR
legge anche la conformazione dei ghiacciai, rilevandone quindi non
solo dimensioni e struttura, ma dando la possibilità di studiarne
l’eventuale ritiro.
ILRIS
-LR è vicina agli amanti della montagna a 360 gradi: tra le altre
applicazioni il modelling 3D di superfici ghiacciate di fiumi e
laghi, di superfici bagnate finora non rilevabili, fino al calcolo
della pendenza delle piste da sci.
Come
gli altri laser scanner Optech, ILRIS-LR segue professionalmente la
tutela e salvaguardia del territorio: è in grado di monitorare
frane, rilevare edifici e zone disastrate, calcolare volumi
superfici e dimensioni di strutture ed infrastrutture… Per ciò si
avvicina alle esigenze di corpi quali la Protezione Civile e tutti
gli Enti interessati alla conoscenza e alla prevenzione di
situazioni ad alto pericolo, causate ad esempio dalla presenza di
grosse quantità di neve e ghiaccio.
Per ulteriori informazioni:
PR OFFICE ELISA DAL BOSCO MNGM
info@elisadalbosco.com
Tel.+393338266010
www.codevintec.it
Boom d'iscrizioni al Corso di Laurea Magistrale del CGT
10 dicembre 2010
Il
Corso di Laurea Magistrale in Geologia Applicata e Geotecnologie del
Centro di GeoTecnologie dell’Università degli Studi di Siena si
conferma ai primi posti in numero d’iscrizioni fra tutti i Corsi di
Laurea attivati dall’Ateneo Senese.
Al 3
dicembre 2010, dal rilevamento effettuato dalla banca dati
dell’Università di Siena sono giunti nuovi dati sul numero degli
iscritti all’Ateneo Senese. In attesa dei dati definitivi, previsti
per il nuovo anno, le stime parziali delle iscrizioni confermano che
il corso di Laurea Magistrale in Geologia Applicata e Geotecnologie
di San Giovanni Valdarno è una delle più rappresentative a livello
Regionale.
Dai
dati risulta che la Laurea Magistrale del CGT è al primo posto tra i
corsi di laurea magistrale di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali
dell’Università di Siena. Allargando il confronto ai corsi di Laurea
presenti in tutto l'Ateneo di Siena, il Corso di Laurea Magistrale
di San Giovanni Valdarno è al terzo posto dopo due lauree di
Economia.
Da
sottolineare è, inoltre, che più di un 1/3 di tutte le matricole di
Secondo Livello della Facolta' di Scienze di Siena, sono iscritte al
Corso di Laurea di Geologia applicata e Geotecnologie del CGT
Invece,
per quanto riguarda le matricole dei corsi di Laurea di secondo
livello del polo universitario di Arezzo, il 36 % sono nel corso di
San Giovanni.
Interessante è il dato che emerge dai dati raccolti e diffusi
dall’ufficio di statistica del MIUR-URST, che conduce annualmente
dal 1999 l'Indagine sull'Istruzione Universitaria, in merito alle
immatricolazioni ai corsi di laurea magistrale nell’anno accademico
2009/2010.
Che
cosa rende questo corso di Laurea così interessante da veder
crescere in continuazione il numero delle matricole? Perché, nella
ridente cittadina, l’Università di Siena ha creato un dinamico
campus Universitario, fortemente interconnesso con le attività del
Centro di GeoTecnologie e con il CGT Spin Off. In questo modo, hanno
subito l’opportunità, durante il loro percorso formativo, di vivere
importanti esperienze professionalizzanti. I tanti sbocchi
occupazionali, in Italia e all’estero, raggiunti grazie all’ottimo
piano di studi e ai progetti correlati del percorso di Laurea,
invogliano sempre di più gli studenti a scegliere una Laurea
Innovativa e all’Avanguardia nel settore delle Geotecnologie.
Sentendo il parere degli studenti, si evince che i punti di forza
del CGT sono:
L’ambiente giovane e dinamico, costituito, in gran parte, dai
giovani Laureati che hanno trovato nel CGT una vocazione ed un
lavoro;
L’opportunità data alle matricole di intraprendere un percorso
lavorativo part time, all’interno dei tanti laboratori e delle tante
attività offerte dal Centro di Geotecnologie, per potersi pagare gli
studi;
I
numerosi sbocchi professionali sia all’interno del CGT che nelle
tante Aziende per cui il Centro collabora o è in contatto, in tutta
Italia ed all’estero. La possibilità di poter ottenere
certificazioni per l’Accesso all’Ordine dei Geologi ed altre
importanti certificazioni di settore e non.
La
struttura moderna ed innovativa del Centro che comprende: il
Collegio Universitario, costituito da 28 appartamenti, completamente
arredati (suppellettili, televisore, frigorifero, lavastoviglie,
lavatrice, forno e microonde) e dotati di utenze (gas, luce, acqua)
indipendenti, con due o tre camere doppie, cucina, soggiorno,
servizi e veranda; La mensa; La sala Convegni; i laboratori, ecc.
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Boom di pre-iscrizioni A.A 2010-2011
02 dicembre 2010
Un vero
e proprio boom di pre – iscrizioni alla Laurea Magistrale in
Geologia Applicata e GeoTecnologie del Centro di GeoTecnologie
dell’Università degli Studi di Siena. Quasi il 14% in più rispetto
all’anno accademico precedente. In Aula, il 2 Novembre 2010, erano
presenti ben 32 studenti durante la prima lezione dell’anno
Accademico.
Il
fiore all’occhiello dell’Ateneo Senese ha ottenuto, ancora una
volta, uno splendido risultato con la sua offerta formativa e con il
suo Campus universitario. Il Centro di Geotecnologie, ospitato dalla
ridente cittadina di San Giovanni Valdarno, infatti, rappresenta la
sede dell’Università degli studi di Siena in Valdarno ed è uno dei
più innovativi ed importanti centri di ricerca e applicazione delle
moderne tecnologie alle applicazioni delle Scienze della Terra.
Un vero
e proprio Campus universitario con tanti servizi messi a
disposizione per gli studenti, come: accoglienti alloggi e mensa,
impieghi part-time per consentire ai futuri geologi di mantenersi
agli studi, collaborando attivamente con i laboratori e le
molteplici attività del Centro, finanziamenti allo studio, Borse di
studio per Stage, Assistenza sanitaria, Attività sportive, Corsi di
Lingue, master e corsi post laurea, abilitanti alla professione di
Geologo, esperienze formative sul campo, con la partecipazione a
progetti in varie parti del mondo.
Il
Corso di Laurea Magistrale è il trampolino di lancio per entrare
nella professione del geologo, attraverso un percorso formativo
composto da studio e lavoro nei laboratori del CGT, in un ambiente
giovane e dinamico. Un percorso di studi, quello offerto, che vuole
rispondere, anche attraverso tecnologie informatiche, telematiche e
di telerilevamento aereo e satellitare, alla crescente domanda di
professionisti nei settori della gestione e valorizzazione del
territorio e delle sue risorse con competenze in geoingegneria e
geotecnica, in idrogeologia, in prevenzione e mitigazione dei rischi
naturali (frane, inondazioni, terremoti, ecc.) e nella gestione e
valorizzazione delle risorse naturali. Il Corso di Laurea è
articolato in sette Indirizzi e conferisce specializzazioni in tutti
i settori della Geologia Applicata e delle Geotecnologie che
attualmente e in prospettiva mostrano maggiori opportunità
professionali: Geofisica Applicata, Geologia Ambientale, Geotecnica
e Geoingegneria, Idrogeologia Ambientale, Sistemi Informativi
Geografici (GIS), Telerilevamento e Fotogrammetria Digitale e
Geoarcheologia. Un circuito attivo che integra il percorso formativo
tradizionale con gli insegnamenti dei Master, con i numerosi corsi
della Formazione Professionale Superiore del CGT, gratis per gli
iscritti alla Laure Magistrale, e con le opportunità di tirocinio
offerte dai progetti di ricerca, di consulenza e progettazione
sviluppati nei Laboratori del Centro di Geotecnologie di Siena.
Negli ultimi anni la laurea di secondo livello di San Giovanni
Valdarno, nella sua classe, si è sempre posta nelle prime posizioni
in Italia come numero di matricole.
Sono
sempre più numerosi i giovani, anche fuori dalla Toscana, che
scelgono di studiare e conseguire la laurea in questa struttura: il
46% arriva dalle Regioni del Sud Italia, il 36% dal Nord ed il 18%
dal Regioni del Centro (i dati sono raccolti e diffusi dall’ufficio
di statistica del MIUR-URST che conduce annualmente dal 1999
l'Indagine sull'Istruzione Universitaria). Altissima anche la
percentuale di coloro che, a pochi mesi dalla Laurea, hanno trovato
un impiego nel settore, sia in Italia che all’Estero (il 50% dei
laureati ha trovato un impiego entro i 3 mesi dal conseguimento
della laurea, il 95% ha un’occupazione ad un anno dalla laurea).
Per
maggiori informazioni sul corso di Laurea Magistrale e sul CGT di
San Giovanni Valdarno, consultare il sito internet:
www.geotecnologie.unisi.it
Dott.ssa Valentina Turco – Dott.ssa Marta Ghironi
Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Resoconto Convegno Terremoto Irpinia 1980
Quando la terra
tremò: il terremoto del 23 novembre 1980
Il Convegno della SIGEA tenutosi a Calitri il
22/11/2010 in occasione del trentennale del terremoto del 23
novembre 1980
Lunedì pomeriggio 22
novembre 20010 presso la Sala Conferenze della Comunità Montana
dell’Alta Irpinia a Calitri, si è tenuto il Convegno dal titolo:
“Quando la terra tremò: il terremoto del 23 novembre 1980”.
L’iniziativa è stata organizzata dalle Sezioni regionali di Puglia,
Basilicata e Campania della SIGEA e dalla Comunità Montana dell’Alta
Irpinia ed è stato patrocinato dalla Regione Puglia, Campania e
Basilicata, dalla Provincia di Avellino, dal Comune di Calitri e dai
tre Ordine Regionali dei Geologi di Puglia, Campania e Basilicata.
... continua
SIGEA Società Italiana
di Geologia Ambientale
Ipotesi di sversamento rifiuti nei sotterranei di Napoli
Società Speleologica Italiana
25 novembre 2010
La Società
Speleologica Italiana,
associazione di protezione ambientale di riferimento per gli
speleologi italiani, membro di Union International de Spéléologie (UIS)
e European Speleological Federation (FSE), nel cui ambito operano le
Commissioni Tecniche relative alle Cavità Artificiali, alla
Salvaguardia aree di interesse speleologico e il Coordinamento di
“Puliamo il Buio”
e
la
Federazione Speleologica Campana,
organo di rappresentanza speleologica regionale
hanno appreso con
sconcerto ed assoluta preoccupazione la notizia che il Sindaco di
Napoli on. Rosa Russo Jervolino avrebbe avanzato l’ipotesi di
utilizzare le cavità del sottosuolo partenopeo quali discariche di
rifiuti. Si tratta di oltre 700 ipogei dislocati al di sotto della
città, molti dei quali di grande interesse storico ed artistico,
scavati prevalentemente nei tufi, materiali porosi e permeabili.
L'accumulo di rifiuti
in tali cavità, comporterebbe il possibile definitivo inquinamento
delle falde sotto la città e la potenziale formazione di pericolose
ed incontrollabili sacche di gas, con conseguenti rischi per a
salute pubblica. In ogni caso porterebbe al degrado e alla
distruzione di un patrimonio culturale ancora in parte sconosciuto.
Comprendiamo la
situazione di assoluta emergenza in cui si trova la città, ma il
rimedio proposto non è sicuramente adeguato e sorprende che l’on.
Jervolino, già Commissario Straordinario al Sottosuolo, possa
aver formulato una tale proposta che peraltro è in contrasto con la
Convenzione Europea del Paesaggio del 2002, con il D.L. 22 gennaio
2004 “Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” (parte prima e
artt. 142 e 143 della parte terza), al Piano Paesaggistico Regionale
della Regione Campania (L.R. n. 16 del 22/12/2004) che applica il
Codice Urbani, alle Norme sul Governo del Territorio del 06/06/2001
(art. 6 e successivi) che riferiscono del Piano Urbanistico Comunale
della Città di Napoli, approvato nel giugno 2005 in adeguamento al
Piano Paesaggistico Regionale.
Le scriventi
associazioni rilevano inoltre ulteriori problemi in ordine al
ventilato utilizzo delle cave che, sulla base del Piano regionale
delle attività estrattive, risultino abbandonate o dismesse.
L’utilizzo quale discarica di tali siti, pur nel rispetto delle
normative, se posti in aree carsiche, comporta gravissimi rischi per
le falde acquifere il cui utilizzo spesso non è limitato alla sola
regione Campania, e che costituiscono una parte considerevole delle
riserve di acqua potabile disponibili in Italia.
Ci auguriamo che per
lo stoccaggio dei rifiuti vengano prontamente individuate soluzioni
che non compromettano irreversibilmente i sistemi carsici, le
risorse idropotabili e il patrimonio storico – archeologico della
regione Campania, già duramente provato dalla perdurante emergenza.
Giampietro Marchesi
presidente della Società Speleologica Italiana
Sossio Del Prete
presidente della Federazione Speleologica Campana
23 Novembre 1980 - Terremoto dell'IRPINIA - Trenta anni di ricerca
E' un escursus
attraverso vari studi, i primi nell'ambito del Progetto finalizzato
Geodinamica (PFG) del CNR (Microzonazioni, Catalogo, Atlas), fino ai
più recenti, che vedono l'applicazione di metodologie nuove, ma
ormai ampiamente diffuse, come ad esempio la nuova scala
macrosismica ESI 2007 scale, di cui (Esposito e Porfido) sono le
coautrici unitamente a Michetti A.M. ed un WG internazionale (Michetti
et al., 2007).
Documentazione a cura di: Eliana Esposito e Sabina Porfido
CNR-IAMC-NAPOLI
Boom di pre-iscrizioni A.A 2010-2011
15 novembre 2010
Quasi il 14% in più rispetto all’A.A. 2009-2010: boom di
pre-iscrizioni alla Laurea Magistrale in Geologia Applicata e
GeoTecnologie istituita nel 2009 presso il Centro di GeoTecnologie
dell’Università degli Studio di Siena.
Il 2
Novembre 2010 si è tenuta la prima lezione presso il CGT e dal
censimento fatto in aula erano presenti 32 studenti.
Anche
grazie agli ottimi risultati che il CGT ha ottenuto dai vari
istituti di ricerca nazionali e dal ministero negli anni passati,
sono sempre più numerosi i giovani, anche fuori dalla Toscana, che
scelgono di studiare e conseguire la laurea in questa struttura: il
46% arriva dalle Regioni del Sud Italia, il 36% dal Nord ed il 18%
dal Regioni del Centro.
Dott.ssa Valentina Turco Ufficio Stampa & Marketing
Centro di GeoTecnologie - Siena University
Calamità Idrogeologiche di fine Ottobre - primi Novembre 2010
SIGEA Società Italiana di Geologia
Ambientale
Torino,
3 novembre 2010
Durante
il ponte di Ognissanti, l’intera penisola è stata attraversata da
una perturbazione atmosferica che si è spostata da nordovest a
sudest con eventi di pioggia che hanno praticamente interessato
tutto il paese. Il maltempo ha dapprima messo in ginocchio il Centro
Nord e, nelle ultime ore, ha colpito duramente anche le regioni
meridionali. In Lombardia sono esondati il Seveso e il Lambro. In
Veneto sono stati interessati delle esondazioni dei corsi d’acqua i
territori di 121 comuni, specie nel veronese, nel vicentino e nel
padovano, dove il Bacchiglione ha rotto gli argini costringendo
l'evacuazione di alcune famiglie. E' qui che si segnalano due
vittime e un disperso. In Friuli Venezia Giulia alcuni affluenti del
Tagliamento sono esondati allagando alcuni quartieri di Pordenone,
di Sacile e della Bassa pianura ai confini con il Veneto. Sono state
chiuse al traffico numerose strade e alcune famiglie sono rimaste
isolate. In Emilia Romagna ha destato preoccupazione il livello del
Po, dell'Enza e del Secchia; il Panaro è tracimato in alcuni tratti.
Alcune frane sono state segnalate nel Modenese. In Liguria sono
state segnalate frane nell’imperiese. In Toscana ci sono state tre
vittime per frana in provincia di Massa Carrara e molte persone sono
state evacuate dalle case interessate dal dissesto che ha provocato
anche la chiusura di alcune strade provinciali. In Campania si sono
avuti numerosi allagamenti nonché centinaia di alberi e cartelloni
pubblicitari abbattuti dal forte vento. In Basilicata fenomeni
franosi hanno provocato l’interruzione del traffico ferroviario e
allagamenti sono stati segnalati in provincia di Matera. In Puglia
forti nubifragi e allagamenti hanno interessato le province centro
settentrionali ed il tarantino. In Calabria allagamenti a Vibo
Valentia a Cosenza e nella Piana di Gioia Tauro. Frane sono
segnalate nella zona di Tropea dove si conta anche un disperso nei
pressi di un torrente in piena. Infine in Sicilia si sono registrati
frane e allagamenti nel messinese con interruzioni della viabilità e
isolamento di alcune famiglie.
Come
commentare questo ennesimo evento calamitoso? Dal punto di vista
scientifico, i fenomeni naturali sopra descritti rientrano nella
normalità. È normale infatti che in autunno (così come pure in
primavera, stagioni nelle quali si concentrano le precipitazioni nel
nostro Paese) si registrino piogge di tali intensità e durata. È
normale che le piogge, a un certo grado di intensità e durata,
cadendo su un territorio geologicamente giovane e strutturalmente
fragile come quello italiano, causino fenomeni pericolosi quali
inondazioni e frane in zone che i bravi geologi classificano appunto
come pericolose.
Sarebbe
normale (ma evidentemente risulta molto complicato) che in tali
zone, pericolose per instabilità di versante o perché troppo vicine
ai corsi d’acqua, l’uomo non esponesse dei beni e, come minimo, non
ci andasse ad abitare, in modo da non creare, in una zona
pericolosa, degli elementi a rischio.
A tal
fine, la nostra legislazione prevede che nei piani regolatori
comunali le aree vengano classificate a seconda del grado di
pericolosità geomorfologica per valutare l’idoneità
all’utilizzazione urbanistica.
Come
mai allora si incorre in danni alle strutture e a volte, purtroppo
come in questo ultimo evento, in perdite di vite umane? Le ragioni
devono rientrare evidentemente nell’elenco che si riportano di
seguito.
1)
Errata valutazione della pericolosità del territorio. In questo
caso, il geologo professionista (non bravo) che ha apposto la
propria firma alla relazione a supporto del piano regolatore rischia
in prima persona.
2)
Abusivismo: si costruisce cioè, in barba alla legge, nelle zone
pericolose.
3)
Utilizzo (purtroppo permesso dalla legge) di zone pericolose.
Quest’ultimo caso sembra inconcepibile ma è concreto. Infatti la
legge prevede che in alcune zone pericolose, in cui già esistano dei
beni esposti, ad esempio abitazioni, si costruiscano delle opere di
difesa (ad es. argini artificiali) per ridurre la vulnerabilità di
tali beni esposti e di conseguenza il loro rischio di essere colpiti
dall’evento calamitoso (ad es. alluvione).
Ma la
costruzione di un’opera di difesa non rende assolutamente quella
zona meno pericolosa. E questo lo si è visto in questi giorni
laddove ampi tratti di argini artificiali hanno ceduto a causa della
piena del corso d’acqua e il territorio limitrofo, occupato anche da
abitazioni, è stato inondato.
Addirittura la legge prevede che in queste tipologie di territori
(pericolosi ma protetti da opere di difesa) non solo si mantengano
le vecchie costruzioni (il che potrebbe essere ancora in qualche
modo giustificabile) ma si possano prevedere espansioni abitative.
Il cittadino che andrà ad acquistare quei nuovi alloggi per abitarci
è consapevole che quella è una zona pericolosa? Qualcuno lo
avvertirà prima?
Come si
può intuire, anche se indubbiamente sono stati compiuti passi in
avanti dal punto di vista legislativo per mitigare il rischio
idrogeologico nel nostro Paese, alcune concezioni sarebbero a nostro
avviso da rivedere. E comunque non ci si può assolutamente fermare
all’emanazione di una legge, anche per ipotesi perfetta, se questa
non viene supportata da efficaci controlli per verificarne
l’applicazione.
Infine,
un ulteriore apporto alla consapevolezza da parte del cittadino
della pericolosità della zona scelta come residenza, potrebbe essere
fornito da forme assicurative nelle quali i premi crescerebbero
naturalmente al crescere della pericolosità del sito.
Luciano Masciocco
Società Italiana di Geologia Ambientale Presidente della Sezione nordovest - Coordinatore dell’Area
Tematica “Dissesto Idrogeologico”
Dalla Geofisica al TURISMO INNOVATIVO:
le Dolomiti in 3D sbarcano nel web grazie ai laser scanner
CODEVINTEC
Milano, 21 luglio
2010
Grazie alle strumentazioni Codevintec le Tre Cime di Lavaredo
verranno ricostruite in 3D e per la prima volta potranno sbarcare
nel web, nei musei interattivi e alle mostre, dando nuovo impulso al
turismo.
Con
la loro inconfondibile forma frastagliata le Tre Cime, simbolo
stesso delle Dolomiti, potranno raggiungere viaggiatori in qualsiasi
parte del mondo, favorendo la promozione turistica di uno dei
paesaggi più belli del Paese.
A rendere possibile questo importante traguardo
sono i laser scanner Optech ILRIS-HD che Codevintec ha voluto
mettere a disposizione del progetto PEAK-3D, nato dall’intuizione di
Francesco Zucca dell’Università di Pavia e da Fabio Remondino della
Fondazione Bruno Klesser di Trento, all’interno del più ampio
Progetto Munchausen, ideato per poter rilevare tutto ciò che è
inusuale e che normalmente non può essere ripreso dalla cartografia
classica, come ad esempio la forte verticalità delle tre Cime di
Lavaredo. I due studiosi, insieme ad altri ricercatori del
Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di
Padova e del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente dell’Università
degli Studi di Milano Bicocca, hanno concluso ieri l’ultimo
intervento estivo sulle Dolomiti, che da un anno fanno parte dei
siti naturalistici protetti dall’UNESCO. Oltre alle strumentazioni
Codevintec, fondamentale è stata la tecnologia messa a disposizione
da Helica, necessaria per rilevare le parti altrimenti invisibili da
terra.
I rilevamenti fatti fino ad oggi presto si
trasformeranno in modelli digitali 3D che permetteranno la
visualizzazione su web e interattiva, rappresentazioni innovative
delle vie alpinistiche di salita e realizzazione di software
geologici 3D dell’area, insieme alla possibilità di costruire
modelli tattili per ipovedenti. Le analisi geologiche condotte
parallelamente consentono inoltre il monitoraggio della stabilità
delle pareti.
Per ulteriori informazioni:
ComunicaMi.com Communication 360°
desk@comunicami.com
pr@comunicami.com
info@comunicami.com
www.codevintec.it Sono disponibili immagini su richiesta
L’Educazione Ambientale fa Rete
Costituita l’Associazione Centri per l’Educazione Ambientale
della Sicilia
Venerdì
18 dicembre 2009 si è costituita l’associazione “Centri per
l’Educazione Ambientale della Sicilia” (in breve CEA Sicilia Onlus),
che mette in rete 14 associazioni che da anni si occupano di
educazione ambientale e sostenibilità nei loro territori di
riferimento.
“L’idea
dell’associazione – dichiara Vincenzo Liardo, presidente della nuova
associazione – è nata circa un anno fa, quando il 30 novembre 2008
le associazioni si sono incontrate per la prima volta a Niscemi,
presso i locali del Museo Didattico di Storia Naturale, per la firma
di uno specifico protocollo d’intesa. È così iniziato un percorso
partecipato di collaborazione e di confronto che, sulla base comune
dei valori di tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale e
culturale, ha portato alla costituzione di un raggruppamento di
associazioni, forte delle pluriennali e variegate esperienze delle
singole realtà territoriali nel campo dell’educazione ambientale e
della sostenibilità”.
Le
associazioni che hanno sottoscritto l’atto costitutivo, a Enna
presso il CEA "Von Humboldt", sono:
1. Associazione Il Ramarro Onlus, Caltagirone;
2. Associazione Ambientalista Marevivo, Delegazione Palermo;
3. Associazione Ambientalista Marevivo, Delegazione Agrigento;
4. Associazione naturalistica Kalura, Ragusa;
5. Associazione NeT- Natura e Turismo, Catania;
6. Associazione CIPREA, Palermo;
7. Centro Educazione Ambientale Messina Onlus;
8. Centro Educazione Ambientale Niscemi Onlus;
9. Centro Educazione Ambientale Eolie Onlus, Lipari
10. Centro di Educazione Ambientale Alexander Von Humboldt, Enna;
11. Palma Nana, Palermo;
12. Associazione Circolo Piazzambiente Onlus, Piazza Armerina;
13. Consorzio Giona/Nexus, Palermo;
14. ORSA, Palermo;
Tra le
finalità statutarie della nuova associazione si citano la
promozione, la pratica e la diffusione della cultura ambientale e,
in particolare, l’educazione alla sostenibilità, l’educazione e
l’interpretazione ambientale quali strumenti per far acquisire alle
popolazioni comportamenti rispettosi del proprio ambiente e
permettere di agire, individualmente o collettivamente, verso
politiche di sviluppo sostenibile.
L’associazione si pone anche lo scopo di aprire una ampia
riflessione sul ruolo che l'educazione ambientale e alla
sostenibilità ricopre nella formazione del cittadino e sul ruolo che
le istituzioni devono interpretare in questo contesto.
Obiettivo dell’associazione, supportata in ciò da un valido Comitato
Tecnico Scientifico, è interpretare il ruolo di interfaccia nei
confronti degli enti o istituzioni esterni per le azioni realizzate
in modo congiunto, anche attraverso la consulenza o il supporto
tecnico, scientifico e metodologico. Essa intende istituire uno
spazio di confronto permanente sui temi del territorio,
dell’ambiente e delle risorse locali e vuole costituire un luogo di
scambio di buone prassi e di elaborazione di strategie e politiche
comuni e condivise tra Enti e istituzioni di varia natura ed attori
della comunità locale.
L’assemblea dei soci fondatori ha eletto all’unanimità, come
presidente, Vincenzo Liardo del CEA Niscemi e, come vicepresidente,
Francesco Cancellieri del CEA Messina.
Compongono il Consiglio Direttivo, inoltre, Renato Carella (Il
Ramarro, Caltagirone); Paola Di Vita (Circolo Piazzambiente, Piazza
Armerina); Enzo Donato (CEA Eolie, Lipari); Violetta Francese (CEA
Net, Catania); Fabio Galluzzo (Marevivo, Agrigento); Fabrizio
Giacalone (Palma Nana, Palermo); Francesco Picciotto (Consorzio
Giona Nexus, Palermo).
Il
Collegio dei Sindaci è invece composto da Giuseppe Maria Amato
(presidente) (CEA Von Humoldt, Enna); Maria Gattuso (Marevivo,
Palermo); Paolo Pirrotta (CIPREA, Palermo); Giovanni Di Falco (Kalura,
Ragusa) (componenti).
La
segreteria è stata affidata all’ORSA di Palermo.
L’adesione alla nuova associazione resta aperta a tutte quelle
organizzazioni il cui statuto e attività risulteranno coerenti con
le finalità del CEA Sicilia.
Hanno
già manifestato interesse ad aderire all’associazione in qualità di
soci sostenitori il CRIEA dell’Università di Catania, il CEA del
Parco Fluviale dell’Alcantara e il Rocca di Cerere European and
Global Geopark di Enna.
In fase
di valutazione, quale socio in incubazione, la richiesta del CEA
Belice.
Primo
socio onorario, il Prof. Vincenzo Piccione.
Nasce AGM Italia
– Associazione Italiana di Geologia Medica
Facendo
seguito ai proponimenti esposti e discussi a Rimini lo scorso
settembre in occasione del VII Forum Italiano di Scienze della
Terra, a conclusione del Corso di Perfezionamento in Geologia Medica
che si è svolto ad Urbino dal 19 al 24 ottobre si è costituita
l'Associazione Italiana di Geologia Medica (AGMItalia) deliberando
anche l'assegnazione delle seguenti cariche sociali per il triennio
2009-2012:
Presidente (Rodolfo Coccioni, Università di Urbino)
Vicepresidente (Fabio Tateo, CNR Padova)
Segretario (Paolo Valera, Università di Cagliari).
AGMItalia intende essere un punto di riferimento, a livello
nazionale, per quanti ritengono che i materiali ed i processi
geologici hanno un ruolo chiave nei problemi della salute
degli esseri viventi e come tali non possono e non devono essere
ignorati per ricomporre un corretto rapporto tra ambiente,
società ed economia.
Per
tale motivo AGMItalia si propone di sviluppare alcuni utili
strumenti, quali ad esempio un sito web, che possa permettere al
meglio lo scambio di esperienze, dati e auspicabilmente future
collaborazioni.
E'
opportuno sottolineare che AGMItalia non prevede alcun onere
economico per i soci.
Centro di Geotecnologie
dell’Università di Siena
Dal 7 al 12 dicembre
2009 si
svolge a Marrakech, Marocco, il corso dal titolo "Formation Complémentaire
en Télédétection".
L'attività di formazione si inserisce nell’ambito del
“Protocollo di Intenti di Collaborazione Scientifica e Didattica tra
l'Università Cadi Ayyad, Marrakech, Facoltà di Scienze Semlalia (Marocco),
L’Università degli Studi di Siena Centro di Geotecnologie (Italia) e la
Regione Emilia-Romagna – Servizio Geologico, sismico e dei Suoli, Bologna –
(Italia)” con validità 5 anni e firmato tra le parti il 2 Giugno 2008.
Il Protocollo è volto alla realizzazione di un programma per il
potenziamento e la promozione della collaborazione scientifica mediante
attività di scambio di personale docente e di ricerca.
In particolare,
l'attività formativa in corso di svolgimento, si inserisce in un percorso di
formazione post-laurea, della Facoltà di Scienze dell'Università di
Marrakech, per la realizzazione di cartografia e applicazioni geo-tematiche
negli ambiti del telerilevamento applicato alla gestione ed allo
sfruttamento della risorsa geo-mineraria.
Il corso, tenuto dal Dott.
Salvatore Virdis, ha una durata di 30 ore, è svolto in lingua francese e
frequentato da venti partecipanti, tra dottorandi e docenti, della
Facoltà di Scienze.
Si sviluppa in una prima parte “teorica” di lezioni frontali ed in
una seconda parte nella quale vengono svolte esercitazioni al
calcolatore.