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L'area colpita dal dissesto interessa le frazioni di
Molunghi Superiore ed Inferiore del Comune di Calice al Cornoviglio e la
Strada Provinciale n. 27 Calice - Villagrossa - Borseda - Veppo -
Rocchetta Vara - Suvero, lungo la porzione di versante che si estende fra
le quote 460 e 340 s.l.m. e che assume una pendenza media di circa 30°.
La zona è cartografata sugli elementi 233113 M. Cornoviglio e 233154 M.
Alpicella della Carta Tecnica Regionale a scala 1:5000.
Dal punto di vista geologico la regione è dominio
dell'Unità di Canetolo ed in particolare del Complesso Inferiore
paleocenico-eocenico delle Argille e Calcari di Canetolo (aci). In
affioramento è generalmente presente l'argillite fortemente tettonizzata
(e qui imbibita), mente le intercalazioni calcaree - calcareo marnose sono
state evidenziate mediante sondaggi. Il substrato è poi ricoperto dal
materiale detritico che evidenzia uno spessore medio variabile da uno a
circa cinque metri.
Il dissesto si è prodotto in maniera macroscopica a
seguito delle intense e violente precipitazioni che si sono prolungate
durante il mese di novembre 2000. La frana, classificabile di tipo
complesso (scorrimento rotazionale, crollo e soil slip), si è manifestata
secondo due componenti: una superficiale ed una profonda.
La componente superficiale ha prodotto ampi smottamenti nell'ambito della
coltre di copertura, sia a monte che a valle della Strada Provinciale,
mentre la componente profonda ha interessato tutta la porzione di versante
compresa fra i 460 m s.l.m. del coronamento, ed i 340 m s.l.m. della base,
con notevoli risentimenti sulle infrastrutture, tanto da produrre
l'immediata emissione di un'ordinanza sindacale di sgombero totale (per la
frazione a monte della strada) e parziale (per quella a valle), nonché
l'interruzione della viabilità sia veicolare che pedonale sulla Strada
Provinciale. Tale situazione ha prodotto forti risentimenti sia
sull'economia locale (una piccola impresa ha dovuto trasferirsi a valle e
un agriturismo, coinvolto direttamente, ha dovuto essere chiuso) che sui
collegamenti fra il Capoluogo e le quattro frazioni poste a monte (circa
400 abitanti) che sono rimaste parzialmente isolate.
In fase di emergenza sono stati subito predisposti dei
sondaggi che hanno consentito di ricostruire la locale stratigrafia,
confermando la componente profonda del movimento e la forte circolazione
idrica anche all'interno del substrato, riscontrata fra 21 e 23 m dal p.
di c.. La presenza di un piano di scivolamento profondo localizzato
all'interno della radice del versante (circa 12 m dal p. di c.), è stata
confermata mediante monitoraggio inclinometrico che ha evidenziato
spostamenti dell'ordine di 3 mm giornalieri per i primi 20 giorni circa di
misura (1-20 dicembre 2000). L'area interessata dalla frana è stata di
circa 33.000 mq, con una massa in scivolamento di circa 365.000 mc di
roccia (soprattutto) e materiale di copertura.
La situazione si è fortemente aggravata alla fine dell'anno quando, dopo
un breve rallentamento, gli spostamenti sono aumentati in maniera
macroscopica fino a oltre 15 mm al giorno, producendo l'ampliamento e
l'apertura di nuove lesioni sulle strutture già precedentemente
coinvolte, prima del definitivo collasso della Strada Provinciale avvenuto
fra il 3 ed il 4 gennaio 2001. Tale situazione si è affermata in
concomitanza della ripresa delle precipitazioni atmosferiche.
Le cause del dissesto sono certamente molteplici.
Diverse evidenze morfologiche indicano che la zona è stata interessata
anche in passato da situazioni di collasso localizzate, seppure più
modeste. Più immediata è la diagnosi della causa scatenante che va
ricercata nell'intensità, nella violenza, nel perdurare e nella
concentrazione con cui sono avvenute le precipitazioni atmosferiche, su un
versante (intendendolo in questo caso nella sua interezza, e cioè esteso
ben più a monte, comprendendo anche la frazione Santa Maria) che presenta
già condizioni predisponenti al collasso, ma anche ad alcuni interventi
edilizi poco corretti:
-
l'ampliamento ed elevazione dell'edificio adibito
ad agriturismo che ha prodotto un ingente incremento di carico sul
versante;
-
il collegamento diretto fra tale l'edificio e
quelli immediatamente adiacenti, che ha amplificato il loro
coinvolgimento nel dissesto;
- lo scarico irrazionale nel terreno delle acque sia superficiali che
di quelle bianche e nere (imhoff).
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