LOCALITA': COMUNE DI CETRARO (CS)
AUTORE FOTO: Dott. Geol. Roberto Bianco
PERIODO: gennaio 1994
Il 04.01.1994 l'Amministrazione Comunale ci conferiva l'incarico di valutare le condizioni di affidabilità geomorfologica dell'area cimiteriale del Comune di Cetraro. In quella data ricevemmo, da parte del Sindaco, una convocazione con carattere d'urgenza, per segnalarci una situazione di grave pericolo per la pubblica incolumità. Al riguardo fu predisposta una fase di studio finalizzata alla verifica delle condizioni generali di assetto statico di tutta l'area cimiteriale e dei suoi principali fenomeni dinamici, e quindi, una serie di indagini necessari alla corretta valutazione delle caratteristiche del sottosuolo. La presente nota si propone pertanto di illustrare tutti quegli aspetti di carattere geomorfologico, alla luce degli eventi verificatisi, al fine di arrivare, previo studio geotecnico di dettaglio, al consolidamento generale di tutta l'area cimiteriale.

DESCRIZIONE E CAUSE DEL DISSESTO Subito dopo essere stati convocati, nella stessa data, organizzammo un sopralluogo dal quale si evidenziò il grave pericolo in cui versava un tratto del fatiscente muro di cinta, che si presentava, alla vista, notevolmente lesionato e spanciato. Dall'indagine sommaria si ebbe subito il sentore del pesante stato di dissesto che ci induceva a velocizzare le indagini. Infatti il giorno successivo (05.01.1994), si effettuarono all'interno dell'area cimiteriale quattro prove penetrometriche dinamiche, laddove era visibile un notevole spessore di alterazione, per caratterizzare i terreni il più possibile fino alla sottostante strada. Avremmo poi effettuato due sondaggi a carotaggio continuo, sull'attuale piano campagna della strada, per determinare le caratteristiche geomeccaniche dei terreni sia in senso verticale che in senso suborizzontale all'asse stradale medesimo. Da giorni si evidenziava, nell'area tirrenica, uno sciame sismico che faceva sentire maggiormente il suo effetto alle ore.14.24 locali del 05.01.94 con magnitudo 5, ipocentro individuato a 250 Km al di sotto della superficie terrestre ed epicentro localizzato a circa 85 km al largo di Amantea (CS). Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio, il muro di cinta cedeva determinando il crollo, sull'asse stradale, di 2 cappelle gentilizie e 2 strutture ospitanti 8 loculi cadauna edificati, sul sito, già da vecchia data, anche se le prime erano state recentemente ricostruite. Tale crollo è stato determinato, senza dubbio alla lunga, dalle cospicue venute d'acqua fluenti con notevoli capacità erosive, in concomitanza dell'evento di pioggia eccezionale verificatosi negli ultimi giorni e probabilmente scatenato dall'evento sismico. Fattore sicuramente determinante fin dall'inizio dell'innescarsi del processo di regolarizzazione del versante è l'azione delle acque dilavanti che non incanalate determinano lo scalzamento al piede del versante, e, a causa del naturale stato di fratturazione dei materiali affioranti, agiscono mediante erosione differenziale la cui conseguenza è l'isolamento dei blocchi di roccia visibili lungo l'area perimetrale del cimitero. Quale prima urgente iniziativa di soccorso, il Sindaco del Comune di Cetraro, ha disposto l'esecuzione di una barriera provvisoria alla scarpata createsi, al fine di ripristinare, sia pure in forma precaria, la stabilità della stessa. Evidenziata comunque la precarietà geostatica del settore cimiteriale e quindi il perdurare del costante rischio di grave emergenza a seguito dell'evento, il Sindaco ci invitava a relazionare il programma di indagini necessari per un interevento globale e definitivo.

INQUADRAMENTO GEOLOGICO GENERALE La specifica area, oggetto di questa nota, fa parte di quel vasto territorio ricadente ai piedi delle propaggini occidentali della Catena Costiera. Sotto l'aspetto delle condizioni geologico-strutturali la Catena è stata ampiamente delineata in altri lavori svolti. Dalle indagini di superficie e dai rilievi effettuati, si è potuto constatare che il territorio preso in esame possiede condizioni litologiche preminentemente caratterizzate dalla presenza di facies rocciose di aspetto lapideo, variamente fratturate, costituenti il locale substrato, e, in subordine, da depositi di alterazione localmente riconducibili a limi sabbiosi posti a tratti a copertura del predetto basamento. Sulla scorta dei dati attualmente in possesso, è possibile la ricostruzione della seguente serie stratigrafica, ordinata dai terreni più antichi verso quelli più recenti:

1. Basamento carbonatico mesozoico del Complesso Panormide La formazione è costituita da calcari, debolmente cristallini, di colore dal grigio al bruno. Le rocce hanno generalmente grana grossa, ben ricristallizzate, fortemente deformate, a luoghi ricchi di vene spatiche bianche. I minerali carbonatici sono costituiti da calcite e dolomite in varie proporzioni. I minerali non carbonatici sono rappresentati da quarzo e da picooli grani di feldspati e miche. Tale complesso definito come "Complesso Panormide" rappresenta il gruppo di rocce geometricamente più basso affiorante nella Catena Costiera. Gli affioramenti descritti rappresenterebbero la continuazione verso sud delle unità carbonatiche *esterne* del Complesso Panormide. L'età delle serie carbonatiche, che regionalmente è compresa tra il Trias e il Miocene inferiore, nell'area studiata comprende probabilmente solo porzioni mesozoiche.

2. Coltri di detrito Sono costituite essenzialmente da sedimenti terrigeni, messi in posto per distacco ed accumulo da parte degli agenti esogeni. Comprendono terre sciolte o scarsamente addensate, di colore rossastro e di diversa granulometria, distribuiti in livelli sovrapposti a copertura del basamento carbonatico. La frazione grossolana si trova lungo i pendii con caratteri sedimentologici tipici delle falde di detrito; i frammenti lapidei che ne compongono l'ammasso hanno granulometria compresa nel campo della ghiaia, dei blocchi e dei trovanti. La parte più fine, presente in percentuale variabile, denota caratteri di limi e di sabbia fine ed ha funzione di legante. E' opportuno, infine, ricordare che, in questa prima fase di indagini, sono stati inseriti in questo litotipo per analogia di carattere granulometrico, le coltri superficiali di suolo agrario e di terreno vegetale, nonchè gli accumuli di terreno di riporto variamente presenti in prossimità del muro di cinta dell'area cimiteriale.