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La Normativa
Decreto Legge 12 ottobre 2000, n. 279
Interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, nonché a favore delle zone della regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000.

 

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;

Vista la legge 18 maggio 1989, n. 183;

Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225;

Visto il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e successive modificazioni;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di realizzare misure di salvaguardia nelle aree a rischio idrogeologico molto elevato e in materia di protezione civile, al fine di immediata e maggiore prevenzione;

Ritenuta la straordinaria necessità ed urgenza di adottare interventi a favore delle zone della regione Calabria in dipendenza dei danni derivati dalle calamità idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000;

Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 ottobre 2000;

Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del Ministro dell'ambiente, del Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile e del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, con il Ministro per gli affari regionali, con il Ministro per le politiche comunitarie, con il Ministro delle finanze, con il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero e con il Ministro della difesa;

EMANA

il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Interventi per le aree a rischio idrogeologico e in materia di protezione civile

  1. Le misure di salvaguardia per le aree a rischio molto elevato definite nell'atto di indirizzo e coordinamento emanato per l'individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e successive modificazioni, di seguito denominato: "decreto-legge n. 180 del 1998", si applicano, sino al compimento della perimetrazione prevista dall'articolo 1, comma 1-bis, del medesimo decreto-legge, con riferimento alle tipologie di dissesto idrogeologico presenti in ciascuna area e fatte salve le più restrittive misure di salvaguardia già in vigore:

    1. alle aree ricomprese nel limite di 150 metri dalle ripe o dalle opere di difesa idraulica dei laghi, fiumi ed altri corsi d'acqua, situati nei territori dei comuni per i quali lo stato di emergenza, dichiarato ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, è stato determinato da fenomeni di inondazione, nonché dei comuni o delle località indicate come ad alto rischio idrogeologico nei piani straordinari di cui all'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge n. 180 del 1998, indicati nelle tabelle A e B, allegate al presente decreto;

    2. nelle aree ad alta probabilità di inondazione, come definite nell'atto di indirizzo e coordinamento di cui al comma 1 ed identificate con delibera dei comitati istituzionali delle autorità di bacino nazionali e interregionali, o dalle regioni, per i restanti bacini idrografici.

  2. Le tabelle di cui alla lettera a) del comma 1 sono aggiornate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Comitato dei Ministri di cui all'articolo 4 della legge 18 maggio 1989, n. 183.

  3. Ai fini dell'approvazione o eventuale modificazione dei piani, delle perimetrazioni o delle misure di salvaguardia di cui all'articolo 1, commi 1 e 1-bis, del decreto-legge n. 180 del 1998, il Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro da lui delegato, può convocare, ai sensi dell'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, un'apposita conferenza di servizi della quale è redatto verbale contenente le determinazioni ivi assunte. Del verbale è data pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel Bollettino ufficiale delle regioni o delle province autonome.

  4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, gli organi di protezione civile provvedono a predisporre per le aree di cui al comma 1 piani di emergenza contenenti le misure di salvaguardia dell'incolumità delle popolazioni interessate, compreso il preallertamento, l'allarme e la messa in salvo preventiva.

  5. Per l'attuazione degli interventi e delle misure di salvaguardia di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 180 del 1998, e con le procedure ivi previste, è autorizzata la spesa di lire 110.000 milioni per l'anno 2000, da iscriversi nell'apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero dell'ambiente. Al conseguente onere si provvede mediante corrispondente riduzione degli stanziamenti iscritti, quanto a lire 38.000 milioni, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "fondo speciale" e, quanto a lire 72.000 milioni, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte capitale "fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per l'anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando gli accantonamenti relativi al Ministero dell'ambiente.

  6. Per l'attuazione del programma di potenziamento delle reti di monitoraggio meteo-idro-pluviometrico elaborato ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 180 del 1998, sono adottate le ordinanze di cui all'articolo 5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225. A tale fine è autorizzata la spesa di lire 30.000 milioni per l'anno 2000 da iscriversi nell'unità previsionale di base 22.1.2.1 dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Al conseguente onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente.

  7. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Dipartimento della protezione civile, avvalendosi del Gruppo nazionale per la difesa dalle catastrofi idrogeologiche del Consiglio nazionale per le ricerche, predispone un programma per assicurare un'adeguata copertura di radar meteorologici del territorio nazionale. Il programma è attuato nel limite di spesa complessivo di lire 25.000 milioni per ciascuno degli anni 2001 e 2002, comprensivo del costo di funzionamento e gestione del sistema per 24 mesi. A1 relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione, per gli anni 2001 e 2002, dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, così come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 1999, n. 488, volta ad assicurare il finanziamento del Fondo per la protezione civile.

Art. 2.
Attività straordinaria di polizia idraulica

  1. Gli uffici preposti ad esercitare le competenze derivanti dal regio decreto 25 luglio 1904, n. 523, provvedono ad effettuare, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, un'attività straordinaria di sorveglianza sui corsi d'acqua demaniali e sulle relative pertinenze a mezzo sistematici sopralluoghi finalizzati a rilevare le situazioni che possono determinare pericolo, sia a carattere incombente che potenziale, per le persone e le cose.

  2. Le rilevazioni sono effettuate ponendo particolare attenzione su:

    1. le opere e gli insediamenti presenti in alveo e nelle relative pertinenze;

    2. i restringimenti nelle sezioni di deflusso prodotti dagli attraversamenti o da altre opere esistenti;

    3. le situazioni d'impedimento al regolare deflusso delle acque;

    4. l'apertura di cave ed il prelievo di materiale litoide;

    5. le situazioni di dissesto, in atto o potenziale, delle sponde e degli argini;

    6. l'efficienza e la funzionalità delle opere idrauliche esistenti, il loro stato di conservazione;

    7. qualsiasi altro elemento che possa dar luogo a situazione di allarme.

  3. Di ciascun sopralluogo è redatto verbale che riporta le rilevazioni effettuate, unitamente a brevi note di commento in ordine alle situazioni di pericolo ed alle necessità di intervento urgente. I verbali sono raccolti dagli uffici di cui al comma 1, che redigono una relazione finale contenente le proposte di intervento mirate ad eliminare le situazioni di pericolo incombente e di pericolo potenziale non affrontabili con intervento non strutturali o di tipo manutentivo. La relazione finale è inviata al Comitato dei Ministri di cui all'articolo 4 della legge 18 maggio 1989, n. 183.

  4. Per l'espletamento delle attività previste dal presente articolo sono chiamati a collaborare gli uffici dei provveditorati alle opere pubbliche, del Corpo forestale dello Stato e degli enti locali, gli uffici tecnici erariali, gli altri uffici regionali aventi competenza nel settore idrogeologico, i consorzi di bonifica.

  5. Nelle situazioni di carenza di personale tecnico, gli uffici di cui al comma 1 possono ricorrere a forme di consulenza libero-professionale, da retribuire a vacazione ai sensi dell'articolo 32 della legge 2 marzo 1949, n. 144, e successive modificazioni. A tale fine è autorizzata la spesa di lire 3.000 milioni per l'anno 2000 da iscriversi nell'unità previsionale di base 4.1.1.0 dello stato di previsione del Ministero dei lavori pubblici. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica per l'anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente.

Art. 3.
Ulteriori forme di controllo sul territorio

  1. Ad integrazione delle attività di cui all'articolo 2, gli uffici regionali, in collaborazione con il Corpo forestale dello Stato, le comunità montane e le associazioni di volontariato interessate, effettuano, nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, una ricognizione sullo stato di conservazione delle opere eseguite per la sistemazione dei versanti, indicando le ulteriori esigenze di intervento, a carattere puntuale e di tipo manutentivo, finalizzate a costruire un diffuso sistema di protezione idrogeologica, con conseguente miglioramento generalizzato delle condizioni di rischio, soprattutto a beneficio dei territori di pianura.

  2. I risultati delle rilevazioni disposte dal comma 1 sono inviati al Comitato dei Ministri di cui all'articolo 2, comma 3, in modo da rappresentare complessivamente le esigenze di intervento diffuso sul territorio nel settore idrogeologico.

Art. 4.
Interventi urgenti a favore delle zone della regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000.

  1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile individua i comuni della regione Calabria interessati dalle calamità idrogeologiche del settembre e ottobre 2000.

  2. Ai soggetti residenti nella regione Calabria proprietari, alla data delle calamità di cui al comma 1, di unità immobiliari ad uso di abitazione principale, distrutte o non ripristinabili a causa delle stesse calamità, è assegnato un contributo a fondo perduto pari alla spesa per la demolizione, per la ricostruzione, per la nuova costruzione o per l'acquisto nello stesso comune di un alloggio di civile abitazione, di superficie utile abitabile corrispondente a quella dell'unità immobiliare andata distrutta o non ripristinabile, fino ad un limite massimo di 200 metri quadrati e per un valore a metro quadrato non superiore ai limiti massimi di costo per gli interventi di nuova edificazione di edilizia residenziale sovvenzionata, come determinati dalla regione ai sensi della legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive modificazioni. I relitti delle unità immobiliari non ricostruite nel medesimo sito sono demoliti a cura del proprietario e l'area di risulta è acquisita al patrimonio indisponibile del comune.

  3. Ai soggetti proprietari di unità immobiliari gravemente danneggiati dalle calamità di cui al comma 1, ma ripristinabili, è assegnato un contributo a fondo perduto fino al 75 per cento del valore dei danni subiti, con priorità per le abitazioni principali, al fine del recupero delle medesime unità immobiliari.

  4. Alle imprese industriali, agro-industriali, agricole, commerciali, di servizi che hanno subito, in conseguenza delle calamità di cui al comma 1, gravi danni a beni immobili o mobili di loro proprietà, ivi comprese le scorte, è assegnato un contributo a fondo perduto fino al 40 per cento del valore dei danni subiti, nel limite massimo di complessive lire 300 milioni per ciascuna impresa.

  5. Alle imprese di cui al comma 4 sono concessi, altresì, finanziamenti in conto interessi fino ad un ulteriore 35 per cento del valore dei danni subiti, fermo restando, a carico del beneficiario, un onere non inferiore al 2 per cento della rata di ammortamento.

  6. Ai soggetti residenti nei comuni di cui al comma 1, che hanno subito la distruzione o il danneggiamento grave di beni mobili o di beni mobili registrati di loro proprietà in conseguenza degli eventi calamitosi di cui al comma 1, è assegnato un contributo a fondo perduto fino al 60 per cento del valore dei danni subiti, accertato con le modalità di cui al comma 9, nel limite massimo complessivo di lire 50 milioni per ciascun nucleo familiare.

  7. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei casi in cui le unità immobiliari sono state realizzate in difformità o in assenza delle autorizzazioni o concessioni previste dalla legge.

  8. Le provvidenze concesse, per le calamità di cui al comma 1, con ordinanze del Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile costituiscono anticipazione dei benefici di cui al presente articolo.

  9. I prefetti territorialmente competenti, avvalendosi dei comuni interessati, provvedono all'accertamento definitivo dei danni e alla concessione dei contributi di cui al presente articolo. Le province interessate provvedono, sulla base dello stesso accertamento definitivo dei danni, a concedere i benefici di cui al comma 5. Il Dipartimento della protezione civile emana disposizioni per assicurare l'omogeneità degli interventi.

  10. All'onere per gli interventi di cui ai commi 2, 3, 4 e 6 si provvede a carico delle disponibilità assegnate ai prefetti dall'articolo 1 dell'ordinanza del Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile n. 3081 del 12 settembre 2000, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 20 settembre 2000. Detta disponibilità è incrementata di lire 50.000 milioni che vengono trasferiti ai prefetti dalle province interessate a valere sulle risorse di cui all'articolo 3 della medesima ordinanza, secondo una ripartizione stabilita dal Dipartimento della protezione civile in rapporto alle esigenze. Agli oneri di cui al comma 5 provvedono le province a valere sulle disponibilità di cui al medesimo articolo 3 della citata ordinanza.

Art. 5.
Disposizioni relative al servizio di leva nelle zone della regione Calabria interessate dagli eventi calamitosi del settembre e ottobre 2000; sospensione di termini fiscali e previdenziali.

  1. I soggetti residenti alla data delle calamità di cui all'articolo 4, comma 1, nei comuni della regione Calabria individuati ai sensi del medesimo articolo 4, comma 1, interessati al servizio militare per gli anni 2000 e 2001, sono utilizzati a domanda, anche se già incorporati o in servizio, come coadiutori del personale dello Stato, delle regioni o degli enti locali per le esigenze connesse alla realizzazione degli interventi necessari a fronteggiare le conseguenze dell'emergenza; quelli interessati per gli stessi anni al servizio civile, sono assegnati con priorità agli enti convenzionati per l'impiego degli obiettori di coscienza di cui al comma 3 o, se già in servizio, trasferiti a domanda agli stessi enti per far fronte alle medesime esigenze.

  2. I soggetti interessati al servizio militare che intendono beneficiare delle disposizioni di cui al comma 1 devono presentare domanda, se già alle armi, ai rispettivi comandi di corpo e, se ancora da incorporare, ai distretti militari di appartenenza. I comandi militari competenti, sulla base delle esigenze rappresentate dalle amministrazioni dello Stato, dalle regioni o dagli enti locali, assegnano, previa convenzione, i predetti soggetti, tenendo conto delle professionalità e delle attitudini individuali. Per il vitto e l'alloggio di tali soggetti si provvede tenendo conto della ricettività delle caserme e della disponibilità dei comuni, nonché autorizzando il pernottamento ed eventualmente il vitto presso le rispettive abitazioni. L'assegnazione dei militari di leva alle amministrazioni che hanno stipulato una convenzione avverrà entro venti giorni dalla presentazione della domanda da parte dei militari stessi.

  3. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ufficio nazionale per il servizio civile attiva, con procedura d'urgenza, le convenzioni relative al servizio civile per l'utilizzazione degli obiettori di coscienza da parte delle amministrazioni dello Stato, enti o organizzazioni pubbliche e private di cui all'articolo 8, comma 2, della legge 8 luglio 1998, n. 230, operanti nei territori interessati dall'emergenza, che hanno già presentato o presentino domanda, nonché ad effettuare le relative assegnazioni.

  4. I soggetti di cui al comma 1, le cui abitazioni principali sono state oggetto di ordinanza di sgombero a seguito di inagibilità parziale o totale, vengono, a domanda, dispensati dal servizio di leva o dal servizio civile e, se già in servizio, collocati in congedo anticipato. Salvo quanto previsto dall'articolo 9, comma 2, della legge 27 luglio 2000, n. 212, il Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile, con ordinanza di protezione civile, ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, adotta, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, d'intesa con i Ministri competenti, misure ed agevolazioni in materia fiscale e previdenziale a favore dei soggetti danneggiati.

Art. 6.
Modifiche al decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, e successive modificazioni.

  1. All'articolo 2, comma 5, del decreto-legge n. 180 del 1998 le parole: "due anni" sono sostituite dalle seguenti: "non superiore a due anni".

  2. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1, valutato in lire 600 milioni annui a decorrere dall'anno 2000, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, per l'anno 2000, allo scopo parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente.

Art. 7.
Agenzia di protezione civile

  1. I contratti a tempo determinato degli esperti tecnico-amministrativi, in servizio presso il Dipartimento della protezione civile alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono prorogati fino all'avvio del funzionamento dell'Agenzia di protezione civile, istituita dal capo IV del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300. Al relativo onere, valutato in lire 6.000 milioni in ragione d'anno, a decorrere dall'anno 2000, si provvede mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 6, comma 1, del decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, come determinata dalla tabella C della legge 23 dicembre 1999, n. 488, volta ad assicurare il finanziamento del Fondo per la protezione civile.

Art. 8.
Entrata in vigore

  1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addì 12 ottobre 2000

CIAMPI

AMATO, Presidente del Consiglio dei Ministri

BORDON, Ministro dell'ambiente

BIANCO, Ministro dell'interno delegato per il coordinamento della protezione civile

NESI, Ministro dei lavori pubblici

VISCO, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica

LOIERO, Ministro per gli affari regionali

MATTIOLI, Ministro per le politiche comunitarie

DEL TURCO, Ministro delle finanze

LETTA, Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e del commercio con l'estero

MATTARELLA, Ministro della difesa

Visto, il Guardasigilli: FASSINO

TABELLA Comuni con possibili situazioni di rischio idrogeologica molto elevato individuati dalle ordinanze di Protezione Civile ai sensi dell'art. 5. comma 2. L 225/92 (**)

N.

Ragione Prov Comune

1

ABRUZZO

CH

FURCI

2

ABRUZZO

CH

MONTAZZOLI

3

BASILICATA

PZ

LAURIA

4

BASILICATA

PZ

MELA (*)

5

BASILICATA

PZ

TOLVE

6

CALABRIA

CS

AMANTEA

7

CALABRIA

CS

AMENOOLARA (*)

8

CALABRIA

CS

BISIGNANO

9

CALABRIA

CS

CERISANO

10

CALABRIA

CS

DIAMANTE

11

CALABRIA

CS

LONGOBUCCO

12

CALABRIA

CS

MONGRASSANO

13

CALABRIA

CS

ROSETO CAPO SPULICO(*)

14

CALABRIA

CS

SERRA PEGACE

15

CALABRIA

CS

VILLAPIANA

16

CALABRIA

CZ

BADOLATO

17

CALABRIA

CZ

BOTRICELLO

18

CALABRIA

CZ

CURINGA

19

CALABRIA

CZ

OAVOU

20

CALABRIA

CZ

FALERNA

21

CALABRIA

CZ

FEROLE, 0 ANTICO

22

CALABRIA

CZ

GIZZERIA

23

CALABRIA

CZ

GUARGAVALLE

24

CALABRIA

CZ

LAMEZIA TERME(*)

25

CALABRIA

CZ

MAGISANO

26

CALABRIA

CZ

MARTIRANO LOMBARDO

27

CALABRIA

CZ

MONTEPAONE

28

CALABRIA

CZ

NOCERA TIRINESE

29

CALABRIA

CZ

PETRIZZI

30

CALABRIA

CZ

SANTA CATERINA DELLO IONIO

31

CALABRIA

CZ

SANT'ANDREA APOSTOLO DELLO IONIO

32

CALABRIA

CZ

SATRIANO

33

CALABRIA

CZ

SELLIA MARINA

34

CALABRIA

CZ

SIMERI CRICSI

35

CALABRIA

CZ

SOVERATD

36

CALABRIA

CZ

ZAGARISE

37

CALABRIA

KR

CIRO'

38

CALABRIA

KR

CROTONE

39

CALABRIA

KR

ISOLA al CAPO RIZZUTO

40

CALABRIA

KR

SCANOALE

41

CALABRIA

KR

STRONGOLI

42

CALABRIA

RC

AFRICO

43

CALABRIA

RC

AGNANA CALABRA(*)

44

CALABRIA

RC

ANOIA

45

CALABRIA

RC

ANTONIMINA(*)

46

CALABRIA

RC

BAGALAGI

47

CALABRIA

RC

BENESTARE

48

CALABRIA

AC

BIANCA

49

CALABRIA

AC

BIVONGI

50

CALABRIA

RC

BOVA MARINA

51

CALABRIA

RC

BOVAUNO

52

CALABRIA

RC

BRANCALEONE

53

CALABRIA

RC

BRUZZANO ZEFFIRIO

54

CALABRIA

RC

CAMINI

55

CALABRIA

RC

CARDETO

56

CALABRIA

RC

CARERI

57

CALABRIA

RC

CASIGNANA

58

CALABRIA

RC

CAULONIA (*)

59

CALABRIA

RC

CIMINA'

60

CALABRIA

RC

CINQUEFRONDI

61

CALABRIA

RC

CONDOFURI

62

CALABRIA

RC

COSOLETO

63

CALABRIA

RC

FEROLETO CELLA CHIESA

64

CALABRIA

RC

FERRUZZANO

65

CALABRIA

RC

FIUMARA

66

CALABRIA

RC

GERACE

67

CALABRIA

RC

GIOIA TAURO

68

CALABRIA

RC

GIOIOSA IONICA

69

CALABRIA

RC

LAGANADI

70

CALABRIA

RC

LOCRI

71

CALABRIA

RC

MARINA DI GIOIOSA IONICA

72

CALABRIA

RC

MARTONE.

73

CALABRIA

RC

MEUTO DI PORTO SALVO

74

CALABRIA

RC

MONTEBELLO IONICO

73

CALABRIA

RC

MOTTA SAN GIOVANNI

76

CALABRIA

RC

OPPIDO MAMERTINA

77

CALABRIA

RC

PALMI

78

CALABRIA

RC

PAZZANO (*)

79

CALABRIA

RC

PLACANICA

80

CALABRIA

RC

PLATI'

81

CALABRIA

RC

REGGIO DI CALABRIA

82

CALABRIA

RC

MALE

83

CALABRIA

RC

RIZZICONI

84

CALABRIA

RC

ROCCAFORTE DA GRECO

85

CALABRIA

RC

SAMO

86

CALABRIA

RC

SAN FERDINANDO

87

CALABRIA

RC

SAN GIOVANNI DI GERACE

88

CALABRIA

RC

SAN LORENZO

89

CALABRIA

RC

SAN LUCA (*)

90

CALABRIA

RC

SAN PIETRO DI CARIDA'

91

CALABRIA

RC

SAN PROCOPIO

92

CALABRIA

RC

SANTA CRISTINA D'ASPROMONTE

93

CALABRIA

RC

SANT'AGATA DEL BIANCO

94

CALABRIA

RC

SANT'ALESSIO IN ASPROMONTE

95

CALABRIA

RC

SANT'EUFEMIA D'ASPROMONTE

96

CALABRIA

RC

SANT'ILARIO DELLO IONIO

97

CALABRIA

RC

SCIDO

98

CALABRIA

RC

SCILLA

99

CALABRIA

RC

SEMINARA

100

CALABRIA

RC

SIDERNO

101

CALABRIA

RC

SINOPOLI

102

CALABRIA

RC

STAITI

103

CALABRIA

RC

TERRANOVA SAPPO MINULIO

104

CALABRIA

VV

VARAPODIO

105

CALABRIA

VV

DINAMI

106

CALABRIA

VV

FRANCAVILLA ANGITOLA (*)

107

CALABRIA

VV

MAIERATO

108

CALABRIA

VV

MONTEROSSO CALABRO

109

CALABRIA

VV

NICOTERA (*)

110

CALABRIA

VV

TROPEA

111

CALABRIA

VV

VIBO VALENTIA (*)

112

CAMPANIA

AV

LACEDONIA

113

MOLISE

IS

PIETRABBONDANTE

114

PUGLIA

BA

CANOSA DI PUGLIA (*)

115

PUGLIA

BA

CASSANO DELLE MURGE (*)

116

PUGLIA

BA

NOCI (*)

117

PUGLIA

BA

PALO DEL COLLE (*)

118

PUGLIA

BA

RUTIGLIANO (*)

119

PUGLIA

BA

RUVO DI PUGLIA (*)

120

PUGLIA

BA

SPINAZZOLA (*)

121

PUGLIA

BR

CAROVIGNO (*)

122

PUGLIA

BR

CELLINQ SAN MARCO (*)

123

PUGLIA

BR

GSTERNINO (*)

124

PUGLIA

BR

FASANO (*)

125

PUGLIA

BR

LATIANO (*)

126

PUGLIA

BR

OSTUNI (*)

127

PUGLIA

BR

SAN DONACI (*)

128

PUGLIA

BR

SAN PANCRAZIO SALENTINO (*)

129

PUGLIA

BR

SAN PIETRO VERNOTICO (*)

130

PUGLIA

BR

TORCHIAROLO (*)

131

PUGLIA

BR

VILLA CASTELLI (*)

132

PUGLIA

FG

CANDELA

133

PUGLIA

FG

CARLANTINO (*)

134

PUGLIA

FG

CASALNUOVO MONTEROTARO (*)

135

PUGLIA

FG

CASALVECCHIO DI PUGLIA(

136

PUGLIA

FG

CELENZA VALFORTORE (*)

137

PUGLIA

FG

FOGGIA (*)

138

PUGLIA

FG

ISCHITELLA (*)

139

PUGLIA

FG

MONTE SANTANGELO (*)

140

PUGLIA

FG

ORSARA DI PUGLIA (*)

141

PUGLIA

FG

RODI GARGANICO (*)

142

PUGLIA

FG

SAN MARCO IN LAMISI (*)

143

PUGLIA

FG

SAN MARCO LA CATOLA (*)

144

PUGLIA

FG

SANT'AGATA DI PUGLIA (*)

145

PUGLIA

FG

STORNARELLA (*)

148

PUGLIA

FG

VICO DEL GARGANO (*)

147

PUGLIA

LE

CAUMERA(*)

148

PUGLIA

LE

CAMPI SALENTINA (*)

148

PUGLIA

LE

CARMIANO (*)

150

PUGLIA

LE

CASTRO (LE) (*)

151

PUGLIA

LE

CAVALLINO (*)

152

PUGLIA

LE

COPERTINO (*)

153

PUGLIA

LE

DISO (*)

154

PUGLIA

LE

GALATINA (*)

155

PUGLIA

LE

GUAGNANO (*)

156

PUGLIA

LE

LAVERANO (*)

157

PUGLIA

LE

NARDO' (*)

158

PUGLIA

LE

PORTO CESAREO (*)

159

PUGLIA

LE

PRESICCE (*)

160

PUGLIA

LE

SALICE SALENTINO (*)

161

PUGLIA

LE

SOLETO (*)

162

PUGLIA

LE

SOUINZANO (*)

163

PUGLIA

LE

SURSO (*)

164

PUGLIA

LE

TUGLE (*)

165

PUGLIA

LE

UGENTO (*)

166

PUGLIA

LE

VEGLIE (*)

167

SARDEGNA

CA

DECIMOMANNU

168

SARDEGNA

CA

UTA

169

SARDEGNA

CA

VALLERMOSA

170

SICILIA

CL

BUTERA

171

SICILIA

CT

ADRANO

172

SICILIA

CT

NICOLOSI

173

SICILIA

CT

PEDARA

174

SICILIA

CT

ZAPPERANA ETNEA

175

SICILIA

EN

CERAMI

176

SICILIA

ME

SCALETTA ZANCLEA

177

SICILIA

ME

TORRENOVA (*)

178

TOSCANA

GR

GAVORRANO

179

TOSCANA

LI

CAMPO NELL'ELBA

180

TOSCANA

LI

MARCIANA

181

TOSCANA

LU

FORTE DEI MARMI

182

TOSCANA

SI

CETONA

183

UMBRIA

PG

COSTACCIARO

184

UMBRIA

PG

GUALDO TARINO

185

UMBRIA

PG

NOCERA UMBRA

186

UMBRIA

PG

PIETRALUNGA

187

VENETO

BL

LOZZO DI CADORE

188

VENETO

BL

SELVA DI CADORE

189

VENETO

VE

SAN MICHELE AL TAGLIAMENTO

TOTALE189

(*) comune già individuato nell'ambito dei Piano Straordinario

(**) i dati della Protezione Civile sono in fase di ulteriore integrazione

 

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L'unica fonte ufficiale è la Gazzetta Ufficiale.
Gazzetta Ufficiale - Serie generale n. 239 di Giovedì, 12 ottobre 2000

 

       
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