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La Normativa
Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n.132
Attuazione della direttiva 80/68/CEE concernente la protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose.
G.U. n. 41 del 19 febbraio 1992 - Supplemento

 

Art. 1. Finalità

Art. 2. Definizioni

Art. 3. Esclusioni

Art. 4 Competenze dello Stato

Art. 5. Competenze della Regione e della Provincia

Art. 6. Scarichi diretti

Art. 7. Eliminazione e deposito delle sostanze dell'Elenco I

Art. 8. Deroghe

Art. 9. Scarico indiretto delle sostanze dell'Elenco II

Art. 10. Indagine preventiva e rilascio dell'autorizzazione

Art. 11. Autorizzazione allo scarico e all'eliminazione di acque usate

Art. 12. Autorizzazione alle operazioni di eliminazione e di deposito di rifiuti

Art. 13. Rilascio e revoca dell'autorizzazione

Art. 14. Scarichi esistenti e regime transitorio

Art. 15. Divieto di divulgazione di dati

Art. 16. Ricarica artificiale acque sotterranee

Art. 17. Divieto di maggior inquinamento

Art. 18. Sanzioni

Art. 19. Danno ambientale

Art. 20. Acque sotterranee transfrontaliere

ALLEGATO

 

Art. 1. Finalità

  1. Il presente decreto ha lo scopo di prevenire l'inquinamento delle acque sotterranee dovuto alle sostanze appartenenti alle famiglie e ai gruppi di sostanze di cui agli elenchi I e/o II dell'allegato, e di ridurre o eliminare per quanto possibile le conseguenze dell'inquinamento già esistenti.

Art. 2. Definizioni

  1. Ai sensi del presente decreto si intendono per:

Art. 3. Esclusioni

  1. Il presente decreto non si applica:

Art. 4 Competenze dello Stato

  1. Il Ministero dell'ambiente:

  1. Il Ministero dell'ambiente, di concerto con i Ministeri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato:

  1. Il Ministero dell'ambiente, indica le misure necessarie per impedire scarichi indiretti delle sostanze dell'elenco I dell'allegato, o per limitare scarichi indiretti delle sostanze dell'elenco II dell'allegato causati da operazioni sul suolo o nel sottosuolo diverse da quelle disciplinate dal presente decreto.

  2. Fatto salvo quanto previsto al comma primo e quarto, con decreto del Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri della sanità e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, dell'agricoltura e delle foreste, ai sensi dell'art. 17, terzo comma della legge 23-8-1988, n. 400 (1), sono adottate le modifiche al presente decreto anche per adeguarlo alle modifiche apportate alla direttiva del Consiglio 80/68/CEE.
    (1) La legge 23-8-1988, n. 400 concerne la disciplina dell'attività di Governo e l'ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Art. 5. Competenze della Regione e della Provincia

La provincia e la regione rilasciano le autorizzazioni, secondo la rispettiva competenza quali stabilite dalla legge 10-5-1976, n. 319 e successive modifiche, dal decreto del Presidente della Repubblica 10-9-1982, n. 915, e dalla legge 8-6-1990, n. 142, tenendo conto delle disposizioni del presente decreto.

Delle autorizzazioni rilasciate è fatto un inventario che deve essere comunicato annualmente al Ministero dell'ambiente.

La provincia e la regione adottano direttamente, ovvero sollecitano presso le altre autorità competenti, tutte le misure necessarie per evitare qualsiasi scarico indiretto di sostanze dell'elenco I dell'allegato, ovvero per limitare qualsiasi scarico indiretto di sostanze dell'elenco II dell'allegato, dovuti ad operazioni effettuate sul suolo o nel sottosuolo diverse dalle operazioni di eliminazione o di deposito ai fini dell'eliminazione prevista dagli articoli successivi, in conformità con quanto disposto dall'art. 4, terzo comma.

Restano ferme le competenze delle province autonome di Trento e di Bolzano ai sensi del testo unico delle leggi sullo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 31-8-1972, n. 670, e delle relative norme di attuazione.

Art. 6. Scarichi diretti

Fermi i divieti stabiliti dalla legge 10-5-1976, n. 319 in materia di scarichi nel sottosuolo, ed in particolare all'art. 4, è vietato qualsiasi scarico diretto nelle acque sotterranee di sostanze indicate nell'elenco I e II dell'allegato, con esclusione, limitatamente alle sostanze indicate nell'elenco II dell'allegato, degli scarichi di acque reflue che recapitano nelle unità geologiche profonde, che devono essere comunque autorizzati ai sensi della predetta legge.

Art. 7. Eliminazione e deposito delle sostanze dell'Elenco I

Tutte le operazioni di eliminazioni e di deposito ai fini dell'eliminazione di acque reflue e di rifiuti contenenti le sostanze indicate nell'elenco I dell'allegato che possano comportare uno scarico indiretto devono essere autorizzate specificamente, ai sensi dell'art. 5, primo comma. L'autorizzazione è rilasciata solo se risulta che l'adozione di adeguate prescrizioni tecniche impedisce lo scarico anche indiretto delle sostanze dell'elenco I dell'allegato.

E' vietato ogni scarico sul suolo di acque reflue che contengono le sostanze dell'elenco I dell'allegato.

Art. 8. Deroghe

Lo scarico consistente nella reiniezione nella stessa falda delle acque utilizzate per scopi geotermici delle acque di infiltrazione di miniere o cave, o delle acque pompate nel corso di determinati lavori di ingegneria civile, è soggetto a preventiva autorizzazione. La Regione rilascia l'autorizzazione, ai sensi della legge 10-5-1976, n. 319, se a seguito di indagine preventiva sull'assetto geomorfologico, sulla qualità delle acque, sulla modalità di prelievo e di reiniezione, risulta che non vi è pericolo di inquinamento della falda.

Art. 9. Scarico indiretto delle sostanze dell'Elenco II

Sono sottoposte a specifica autorizzazione, ai sensi dell'art. 5, primo comma, da parte dell'autorità competente, tutte le operazioni di eliminazione e/o di deposito ai fini dell'eliminazione di acque reflue e rifiuti contenenti le sostanze indicate nell'elenco II dell'allegato che possono comportare uno scarico indiretto.

Art. 10. Indagine preventiva e rilascio dell'autorizzazione

  1. Il rilascio delle autorizzazioni previste dagli articoli precedenti è subordinato ad un'indagine preventiva. A tale fine il richiedente deve allegare alla domanda di autorizzazione una relazione geologica, redatta da un geologo abilitato, sulle condizioni idrogeologiche dell'area interessata, sull'eventuale capacità depurativa del suolo e del sottosuolo, sui rischi di inquinamento e di alterazione della qualità delle acque sotterranee, nonché sul punto se lo scarico in tali acque costituisca una soluzione adeguata.

  2. La relazione geologica non è richiesta ove, in caso di operazioni di eliminazione o di deposito ai fini dell'eliminazione di rifiuti, il richiedente dimostri che l'impianto è costruito in maniera da evitare qualsiasi scarico indiretto ed è pienamente conforme alle norme tecniche della delibera del 27-7-1984 del comitato interministeriale di cui all'art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 10-9-1982, n. 915.

  3. L'autorità competente può, con specifica motivazione, chiedere ulteriori accertamenti o disporre direttamente controlli e verifiche. Ove accerti che è garantita la tutela delle acque sotterranee dall'inquinamento, rilascia l'autorizzazione dando motivate prescrizioni tecniche, anche al fine di assicurare che sia garantita la sorveglianza delle acque sotterranee, e, in particolare, della loro qualità.

  4. L'autorizzazione è rilasciata per un periodo di quattro anni. Un anno prima della scadenza deve essere chiesto, con documentata domanda, il rinnovo.

Art. 11. Autorizzazione allo scarico e all'eliminazione di acque usate

  1. L'autorizzazione agli scarichi diretti previsti dagli artt. 6, 8 e 16, ovvero quella per le operazioni di eliminazione di acque usate che abbiano come conseguenza inevitabile uno scarico indiretto, ai sensi degli artt. 7 e 9, stabilisce:

  1. il luogo e la tecnica di scarico;

  2. le precauzioni indispensabili che devono essere adottate, tenuto conto in particolare della natura e della concentrazione delle sostanze presenti negli affluenti, delle caratteristiche dell'ambiente ricettore, nonché dei punti di captazione di acque, in particolare di acqua potabile, termale e minerale, situati in prossimità;

  3. la quantità massima ammissibile di una sostanza negli affluenti, durante uno o più periodi determinati, e adeguati requisiti per quanto riguarda la concentrazione di tali sostanze in conformità ai provvedimenti di cui all'art. 4, secondo comma, lettera b);

  4. i dispositivi che garantiscono il controllo degli scarichi nelle acque sotterranee;

  5. le misure per il controllo delle acque sotterranee e della loro qualità.

  1. Lo scarico deve comunque rispettare le norme tecniche generali previste dalla delibera del Comitato dei Ministri del 4-2-1977 e segnatamente quelle indicate nel suo allegato 5.

  2. Lo scarico indiretto di acque usate eventualmente autorizzato deve in ogni caso rispettare i limiti di accettabilità previsti dalla tabella A allegata alla legge 10-5-1976, n. 319.

Art. 12. Autorizzazione alle operazioni di eliminazione e di deposito di rifiuti

  1. Fatte salve eventuali prescrizioni più restrittive, previste dalla normativa statale o regionale vigente in materia di rifiuti, l'autorizzazione alle operazioni di eliminazione e di deposito ai fini dell'eliminazione prevista dall'art. 7 e dall'art. 9 stabilisce almeno:

  1. il luogo in cui avviene l'operazione sottoposta ad autorizzazione;

  2. i metodi di eliminazione o di deposito utilizzati;

  3. le precauzioni indispensabili, tenuto conto soprattutto della natura e della concentrazione delle sostanze presenti nella materia da eliminare o da mettere in deposito, delle caratteristiche dell'ambiente ricettore, ivi compresa la capacità depurativa del suolo, nonché della vicinanza di captazioni di acqua, in particolare di acqua potabile, termale e minerale;

  4. la quantità massima ammissibile in uno o più periodi determinati dei rifiuti contenenti le sostanze dell'elenco I o II dell'allegato e, possibilmente, delle stesse sostanze da eliminare o da mettere in deposito, nonché le condizioni appropriate relative alla concentrazione delle stesse sostanze, in conformità ai provvedimenti di cui all'art. 4, secondo comma, lettera b);

  5. le prescrizioni tecniche necessarie per evitare qualsiasi scarico di sostanze dell'elenco I dell'allegato nelle acque sotterranee, o per evitare nelle stesse acque qualsiasi inquinamento prodotto dalle sostanze dell'elenco II dell'allegato; f) le misure, se necessario, per il controllo delle acque sotterranee e della loro qualità.

Art. 13. Rilascio e revoca dell'autorizzazione

  1. Le autorizzazioni non sono rilasciate se risulta che il richiedente non è in grado di osservare le prescrizioni stabilite. Qualora le condizioni prescritte dall'autorizzazione non siano osservate, l'autorità che ha rilasciato l'autorizzazione adotta i provvedimenti atti a far sì che le condizioni stesse vengano osservate; se necessario, essa revoca l'autorizzazione.

  2. Le autorità e le strutture competenti al controllo dell'inquinamento, vigilano sugli effetti degli scarichi nelle acque sotterranee.

Art. 14. Scarichi esistenti e regime transitorio

  1. Per tutti gli scarichi diretti e per quelli indiretti conseguenti ad operazioni di eliminazione o di deposito ai fini della eliminazione di acque usate e contenenti le sostanze di cui agli elenchi I e II dell'allegato esistenti alla data di entrata in vigore del presente decreto, deve essere presentata domanda di autorizzazione alla Provincia competente entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto. Decorsi novanta giorni dalla data di presentazione della domanda o dalla scadenza del termine per la presentazione del risultato degli ulteriori accertamenti richiesti ai sensi dell'art. 1, terzo comma, senza che sia stato comunicato l'avvenuto rilascio della autorizzazione, questa si ha per rifiutata e deve cessare lo scarico.

  2. Per le operazioni di eliminazione o di deposito ai fini della eliminazione di rifiuti contenenti le sostanze di cui agli elenchi I e II dell'allegato e che comportano scarichi indiretti, autorizzate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 10-9-1982, n. 915, la domanda per ottenere una nuova autorizzazione deve essere presentata un anno prima della scadenza dell'autorizzazione già rilasciata. Per le autorizzazioni che scadono entro il 31 gennaio 1993 la domanda deve essere presentata entro il 30 giugno 1993 e i tempi dell'autorizzazione sono prorogati automaticamente fino a tale data.

Art. 15. Divieto di divulgazione di dati

  1. I dipendenti pubblici sono tenuti a non divulgare le informazioni raccolte a seguito delle istruttorie e dei controlli eseguiti in esecuzione del presente decreto che, per loro natura, sono protette dal segreto d'ufficio.

  2. La provincia e la regione possono dare informazioni di carattere generale o divulgare studi purché non contenenti notizie relative a singole imprese o gruppi di imprese.

Art. 16. Ricarica artificiale acque sotterranee

  1. Qualsiasi ricarica artificiale delle acque sotterranee ai fini della gestione pubblica delle stesse acque è soggetta ad una autorizzazione preventiva rilasciata ai sensi dell'art. 11.

Art. 17. Divieto di maggior inquinamento

  1. In nessun caso le misure di attuazione del presente decreto possono provocare direttamente o indirettamente l'inquinamento delle acque sotterranee.

Art. 18. Sanzioni

  1. Agli scarichi diretti e indiretti previsti dal presente decreto sono applicabili le disposizioni generali previste dalla legge 10-5-1976, n. 319 e successive modifiche ed integrazioni.

  2. Chi non osserva il divieto di scarico previsto dall'art. 6 e dall'art. 7, secondo comma, è punito con l'arresto sino a tre anni.

Art. 19. Danno ambientale

  1. Fermo restando quanto disposto dall'art. 18 della legge 8-7-1986, n. 349, chi con il proprio comportamento omissivo o commissivo in violazione delle disposizioni del presente decreto provoca un danno alle acque, al suolo, al sottosuolo e alle altre risorse ambientali è tenuto ad eseguire a proprie spese tutte le opere prescritte dalla competente provincia o regione, e dal Ministro dell'ambiente, in relazione alla rispettiva competenza, con provvedimento motivato per eliminare il danno e prevenirne la futura insorgenza.

  2. Ove il responsabile non provveda ad eseguire quanto prescrittogli entro il termine fissato nel provvedimento di cui al primo comma, le opere saranno eseguite d'ufficio dalla Provincia con addebito delle relative spese all'inadempiente.

  3. E' fatto salvo il diritto ad ottenere il risarcimento del danno non eliminabile con l'esecuzione delle prescrizioni di cui al primo comma.

Art. 20. Acque sotterranee transfrontaliere

  1. Gli scarichi nelle acque sotterranee transfrontaliere sono autorizzati previo espletamento della procedura di informazione e, occorrendo da consultazione degli Stati membri interessati.

  2. Prima del rilascio della autorizzazione la regione informa direttamente l'omologa autorità competente dello Stato membro interessato.

Il presente decreto entra in vigore il 5 marzo 1992.


Allegato

ELENCO I DI FAMIGLIE E GRUPPI DI SOSTANZE

L'elenco I comprende le sostanze singole appartenenti alle famiglie ed ai gruppi di sostanze elencate qui di seguito, escluse le sostanze per le quali è considerato inadeguato l'elenco I dato il rischio ridotto di tossicità, di persistenza e di bioaccumulazione di queste ultime.

Dette sostanze che per quanto riguarda la tossicità, la persistenza e la bioaccumlazione rispondono ai requisiti dell'elenco II devono essere classificate in tale elenco.

  1. Composti organoalogenati e sostanze che possono dare origine a questi composti nell'ambiente idrico.

  2. Composti organofosforici.

  3. Composti organostannici.

  4. Sostanze che hanno potere cancerogeno mutageno o teratogeno in ambiente idrico o col concorso dello stesso (1).
    (1) Le sostanze dell'elenco II, qualora abbiano potere cancerogeno, sono incluse nella presente categoria.

  5. Mercurio e composti del mercurio.

  6. Cadmio e composti del cadmio.

  7. Oli minerali e idrocarburi.

  8. Cianuri.

ELENCO II DI FAMIGLIE E GRUPPI DI SOSTANZE

L'elenco II comprende le sostanze singole e le categorie di sostanze appartenenti alle famiglie e ai gruppi di sostanze elencati qui di seguito che potrebbero avere effetto nocivo sulle acque sotterranee.

  1. I seguenti metalli, metalloidi e loro composti:

    1. Zinco

    2. Rame

    3. Nichel

    4. Cromo

    5. Piombo

    6. Selenio

    7. Arsenico

    8. Antimonio

    9. Molibdeno

    10. Titanio

    11. Stagno

    12. Bario

    13. Berillio

    14. Boro

    15. Uranio

    16. Vanadio

    17. Cobalto

    18. Tallio

    19. Tellurio

    20. Argento

  1. Biocidi e loro derivati non compresi nell'elenco I.

  2. Sostanze che hanno un effetto nocivo sul sapore e/o sull'odore delle acque sotterranee, nonché composti che possono dare origine a tali sostanze nelle acque e rendere queste ultime non idonee al consumo umano.

  3. Composti organosilicati tossici o persistenti e sostanze che possono dare origine a tali composti nelle acque, esclusi quelli che sono biologicamente innocui o che si trasformano rapidamente nell'acqua in sostanze innocue.

  4. Composti inorganici del fosforo e fosforo elementare.

  5. Fluoruri.

  6. Ammoniaca e nitriti.

 

Il curatore del sito, pur avendo posto la massima cura nell'elaborazione dei testi e nella riproduzione dei documenti, non assume responsabilità per eventuali errori o imprecisioni.  Il testo di questo provvedimento non riveste carattere di ufficialità e non è sostitutivo in alcun modo della pubblicazione ufficiale cartacea.

 

       
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