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L’amore per la geologia Amo la geologia
perché è una disciplina pia.
Timida e silenziosa, non è eclatante,
ma di sicuro è molto importante. Terremoti, eruzioni e alluvioni
fanno da cornice agli edifici e alle costruzioni.
Inquinamento, rifiuti e ricerca idrica
sono argomenti da affrontare con fatica. Il geologo con pazienza e
ardore
indaga il sottosuolo con amore,
non si scoraggia di fronte alle sorprese
e studia l’ambiente senza grandi pretese. È animato dalla conoscenza,
dalla voglia di approfondire con coscienza.
L’intuito e l’esperienza sono grandi pregi
che cerca di coltivare senza sfregi. Le catastrofi naturali non sono
divine:
è la mano dell’uomo che si aggira tra le rovine.
Madre natura è stata sconvolta
ed è per questo che tutto è in rivolta. Gli equilibri di un tempo si
sono alterati
vittime innocenti di uomini ingrati.
Il futuro del mondo non è compromesso
solo se ognuno rimane indefesso. Bisogna lottare contro il nostro
egoismo
ed evitare con ciò ogni forma di lassismo.
La tentazione è quella di rimandare,
ma il mondo ormai non può più aspettare. Il geologo non è un mago o
uno stregone,
e non riesce a prevedere con il pentolone.
Leggendo le rocce e guardando al passato,
si sente in dovere di indicare ogni dato. Le sue previsioni sono viste
losche e sospette,
incapaci di scalare le grandi vette
dell’ignoranza e falsa conoscenza
di chi si sente in dovere di combattere la scienza. Le grandi
questioni geologiche in corso
sono una sfida senza ricorso
La bellezza della geologia risiede nel cuore
di chi non si arrende e lotta con amore. |