Le onde si
formano ad una certa distanza dalla costa, si accrescono e si rompono in prossimità della
riva. A largo i fronti d'onda formano un certo angolo con la spiaggia; man mano che si
avvicinano alla terra ferma, però, le creste si dispongono parallelamente alla costa e si
trasformano in frangenti. La zona di frangimento, cioè la fascia marina entro la quale le
onde si rompono, è indicatrice della profondità dell'acqua: se il fondale è
fortemente inclinato si hanno onde di piccole dimensioni che frangono sulla riva; nel caso
di fondali debolmente digradanti, con numerose barre sommerse, invece, le onde si rompono
più a largo.
Anche se l'onda, nel suo complesso, si sposta costantemente verso la riva, le particelle
d'acqua che la costituiscono si muovono secondo orbite approssimativamente circolari;
queste, in superficie, hanno raggi ampi, ma con l'aumentare della profondità essi
decrescono fino ad annullarsi. In prossimità della costa, dove il mare è poco profondo,
le orbite delle particelle più superficiali sono ancora circolari, ma quelle descritte
dalle particelle dei livelli d'acqua profondi cominciano ad appiattirsi, diventando
ellittiche, fino a non potersi più muovere in senso verticale. Tale distorsione delle
orbite provoca un rallentamento dell'intera onda; il periodo di tempo che intercorre tra
il passaggio di un'onda e quello della successiva, invece, rimane costante e per tale
motivo le onde diventano più alte e più ripide, fino a rompersi in avanti.
Le maree sono innalzamenti
e abbassamenti (flussi e riflussi) delle acque, dovuti all'attrazione esercitata dalla
Luna e dal Sole sulle masse oceaniche. Agli effetti delle maree l'attrazione lunare è
molto superiore (poco più del doppio) a quella solare, in quanto, pur essendo la massa
del Sole maggiore di quella della Luna, questa si trova molto più vicina alla Terra.
Quando la Terra, la Luna e il Sole sono allineati, ovvero durante le fasi di plenilunio e
di novilunio, le forze di attrazione si sommano e producono maree vive, particolarmente
accentuate. Al contrario, quando la Terra, la Luna e il Sole sono disposti secondo i
vertici di un triangolo rettangolo, ovvero durante le fasi di quadratura, si verificano le
minime oscillazioni mareali, dette maree morte.
Un'altra forza generatrice delle maree è dovuta al movimento di rivoluzione del sistema
Terra-Luna intorno al baricentro comune; essa provoca un rigonfiamento sugli oceani dal
lato opposto a quello rivolto verso la Luna: questo è il motivo per cui l'alta marea si
presenta contemporaneamente in un punto della Terra ed al suo antipodo.
Le ampiezze di marea sono estremamente variabili in relazione alle dimensioni e alla
morfologia dei bacini oceanici: in talune zone, specialmente dove esistono golfi molto
lunghi e stretti, si verificano maree con un'ampiezza superiore ai 10 m (ad esempio in
Canada).
Le forze generatrici di marea agiscono anche sulla litosfera, la quale però, essendo più
rigida, ne viene influenzata solo minimamente (strumenti molto sensibili possono comunque
registrarne le deformazioni). Nell'atmosfera, al contrario, si registrano presumibilmente
maree più imponenti di quelle idrosferiche, tuttavia di esse si sa poco perchè il limite
superiore dell'atmosfera terrestre non è stabilito con precisione.
Le correnti marine sono
grandi masse d'acqua animate da un lento moto continuo e generate da diversi fattori;
primo fra questi è la tendenza delle acque a ristabilire l'equilibrio idrostatico turbato
dalla diversità di riscaldamento solare alle varie latitudini, che ne modifica la
temperatura, la salinità e quindi la densità.
Altro fattore primario per l'azione di trascinamento delle correnti è la rotazione della
Terra, che determina i sensi di circolazione delle masse acquee. La circolazione è
simmetrica nei due emisferi: dall'equatore si muovono due correnti calde, equatoriale nord
e sud, dirette da Est verso Ovest e sospinte dagli alisei, le quali incontrando le coste
dei continenti si flettono verso le latitudini superiori lambendole e cedendo loro man
mano grandi quantità di calore che ne influenzano benevolmente il clima. Le loro acque
progressivamente si mescolano alle masse fredde e per compensazione ritornano verso
l'equatore (correnti di ritorno), lambendo altre coste continentali ed influenzandone il
clima con abbassamento della temperatura media.
Fattori ausiliari al moto delle correnti marine sono le differenze della pressione
atmosferica (che dove è più elevata produce un vero e proprio abbassamento del livello
delle acque) e, negli stretti che mettono in comunicazione oceani o mari aperti con mari
interni, le differenze di densità delle acque e i flussi delle maree. |