| Gli abitanti della laguna I pochi resti di flora fossile e soprattutto la
grande abbondanza di fauna ci consentono ulteriori considerazioni sullambiente di
vita.
Già il prof. DErasmo aveva evidenziato che il ritrovamento di
resti di piante era un indizio della presenza o della vicinanze di terre emerse. Nella
laguna sono stati rinvenuti vari esemplari di vegetali classificati come piante
appartenenti allordine delle Gimnosperme generi Cicadine e Gingkoine, inoltre la
presenza di pollini di varie essenze conferma almeno la vicinanza di terre emerse.
Notevole è il numero dei microfossili come radiolari la cui abbondanza
è dovuta molto probabilmente allelevata quantità di silice nellambiente che
ha determinato anche la presenza di liste e noduli di selce. Più raro è il ritrovamento
di foraminiferi attribuibili a forme pelagiche che invadevano la laguna per effetto di
maree o di tempeste. Le stesse cause avrebbero potuto provocare la presenza di spicule dei
poriferi (silicosponge) in quanto le spugne non preferiscono le acque stagnanti. Nel pacco
di strati ad ittioliti sono assenti le alghe calcaree che abbondano sopra e sotto tale
pacco.
Per i macrofossili, nei calcari ad ittioliti, è stato rinvenuto un
esemplare di echinoderma, in particolare di un asterozoo, che costituisce un raro esempio
di fossilizzazione pertanto, il ritrovamento di Pietraroja, certamente è dovuto al
repentino ricoprimento e le stesse considerazioni valgono per gli esemplari di astici che
sono stati rinvenuti in pessimo stato conservativo.
Per quanto riguarda i vertebrati, lunicità del
"giacimento" di Pietraroja è cosa oramai assodata soprattutto per quanto
riguarda i pesci, gli anfibi e i rettili.
Nei calcari ad ittioliti sono presenti oltre 20 specie di pesci di
laguna, di acque dolci, di acque salmastre e di mare aperto appartenenti ai superordini
dei Selaci, Holostei, Halecostomi e Teleostei: val la pena citare gli splendidi esemplari
di Dyplomistus, tipico esemplare di acque dolci che penetrava in laguna quando questa era
in comunicazione con il mare aperto; il temibile Coelodus che con le sue placchette
dentarie era in grado di triturare i gusci dei molluschi; i Belenostomus dai denti aguzzi,
predatore di piccole specie planctofaghe come i Leptolepis; i Lepidotes, gli Hemielopis e
i Notagogus tutti stupendamente conservati con squame e lische ben evidenti.
Fra gli
anfibi, è stato ritrovato uno stupendo esemplare di un antenato delle attuali salamandre
e fra i rettili due esemplari di coccodrilli e il famoso cucciolo di dinosauro (dim.max 30
cm) comunemente noto col nome di "Ciro".
Proprio grazie al ritrovamento dello "Scypionix Samniticus" e
al suo stato di perfetta fossilizzazione, gli studiosi hanno dato nuovo vigore alla
ricerca e allo studio di tutta larea del parco.
Il dinosauro di Pietraroja aveva
affinità con i Velociraptor (ricostruiti nel film Jurassic Park), da adulto doveva
raggiungere le dimensioni di tre - quattro metri. Dalla forma e dalla grandezza del
cranio, dalla dentatura ricca di denti aguzzi e dagli arti si deduce che doveva essere un
carnivoro abbastanza evoluto. Aveva un apparato digerente abbastanza sviluppato e con un
minimo di attenzione è possibile scorgere limpronta del fegato; molto accentuato è
lunghione delle zampe che doveva servire come arma di offesa. I paleontologi Dal
Sasso e Signore, che per primi hanno studiato il fossile di dinosauro, ne hanno
determinato letà in 113 milioni di anni.
Il ritrovamento dellunico esemplare di dinosauro europeo, (nel
trentino e nel carso sono state rinvenute solo impronte) fa pensare che nellera
mesozoica ancora doveva esserci possibilità di scambi fra il continente Europeo e quello
Africano se non altro perché nel continente africano erano presenti i dinosauri e di
conseguenza anche nelle aree lagunari prospicienti il continente Africano cera la
possibilità di insediamenti di tali rettili e forse solo per un caso il
"nostro" dinosauro è rimasto intrappolato nei fanghi lagunari e successivamente
ricoperto e fossilizzato. Le associazioni fossili presenti nella laguna di Pietraroja, per
eterogeneità della fauna, fanno pensare ad episodi di mortalità in massa (tanatocenosi).
Questi episodi dovevano verificarsi allorquando le condizioni
ambientali divenivano fortemente sfavorevoli. Data la presenza di tali fossili,
distribuiti in più strati sovrapposti (lintero affioramento non supera lo spessore
di 25 -30 m), si ritiene che gli episodi di tanatocenosi dovevano verificarsi
periodicamente.
Le cause della tanatocenosi potrebbero essere molteplici e concomitanti
(fenomeni vulcanici, terremoti, maremoti, bruschi cambiamenti di salinità e\o di
temperatura, eccessivo sviluppo di plancton, mancanza di ossigeno e presenza di gas venefici, arenamento, ecc.), ma nel caso di Pietraroja gli studiosi più
accreditati ritengono che le tanatocenosi della laguna sono attribuibili alla periodica
mancanza di ossigeno con sviluppo di gas velenosi il che impediva ai predatori e ai
batteri della decomposizione la distruzione. Pertanto solo in queste condizioni i processi
di fossilizzazione e di diagenizzazione consentono la conservazione di tutto
lanimale.
Nel concludere è opportuno chiedersi:
di quella idea di parco, di palestra di studio e di sviluppo culturale e turistico cosa ne
è rimasto? Forse un vincolo o solo un recinto? - A nessuno si nega il diritto di studio,
di tutela del patrimonio, di conservazione, ma in nome di quale scienza ci si arroga il
diritto di prendere e di non restituire. Pietraroja con la sua storia scritta nei fossili
della Civita e di Pesco Rosito, certamente meriterebbe maggiore considerazione.
La Legge Finanziaria per il 2001 ha istituito, allart.
115, lEnte Geopaleontologico di Pietraroja avente i compiti di provvedere
allattività di ricerca scientifica e di conservazione e valorizzazione del geosito
e di sviluppo socio-economico in termini ecosostenibili dellarea di Pietraroja. |