Il clamore derivato dal ritrovamento di
"Ciro" e lattenzione dei media verso il mondo dei dinosauri con le loro
vicissitudini, hanno prodotto, in un breve lasso di tempo, una nuova attenzione verso i
"gioielli" di Pietraroja per cui nel giro di pochi mesi, grazie alla
sensibilità di qualcuno, ciò che prima era scienza e patrimonio di pochi è diventato
patrimonio culturale di tutti. Si è potuto così avverare un sogno vecchio di duecento
anni.
La sapiente regia con cui è stata realizzata la mostra consente,
nella sua articolazione, una acquisizione di conoscenze scientifiche tali che anche il
visitatore più sprovveduto, alla fine del percorso, è in grado di saper valutare non
solo i processi orogenetici che hanno portato alla configurazione attuale, in generale,
del bacino del Mediterraneo e in particolare dellItalia e dellAppennino
Meridionale ma anche gli ambienti che oltre 100 milioni di anni fa erano gli ecosistemi di
vita di "Ciro" e degli altri organismi che pullulavano la "laguna" di
Pietraroja.
Proprio larticolazione didattica-interattiva costituisce la
prima sezione della mostra alla quale si accede dopo un excursus temporale
dallAttuale allera Mesozoica, tramite un "ascensore geologico" che
con stupendi effetti video-spaziali-temporali consente al visitatore di conoscere non solo
le differenze fra il mondo dei dinosauri e quello in cui viviamo ma anche quali erano e
dove erano situati i continenti, il clima e quali vegetali ed animali caratterizzavano i
vari ambienti di vita.
Proseguendo nel percorso didattico-interattivo ci si immette in un
contesto sempre più particolareggiato. Infatti, nella prima sala fa bella mostra la
ricostruzione paleoambientale del Cretaceo con le prime forme di vegetali, lassoluta
mancanza di specie erbacee e le specie già evolute di dinosauri.
La seconda sala ospita quella
che doveva essere la piattaforma carbonatica le cui particolari condizioni ambientali
hanno consentito il formarsi e la conservazione del giacimento fossilifero di Pietraroja.
Con estrema semplicità e senza tralasciare in alcun caso
laspetto scientifico della mostra, il visitatore, tramite un percorso interattivo,
è messo in grado di comprendere ed esplorare le particolarità della laguna di Pietraroja
e il susseguirsi delle fasi, prima di fossilizzazione e poi di "diagenesi", che
hanno trasformato gli "abitanti" da organismi in rocce sedimentarie.
Dal contesto particolareggiato della laguna e delle sue
vicissitudini è possibile ricostruire le vicende geologiche che hanno prodotto
lattuale forma dellItalia.
Con lausilio della cartellonistica e soprattutto di un modello a
"falde di ricoprimento", il visitatore può sperimentare e comprendere i
processi di formazione del Matese e in generale, la nascita dellItalia dal mare.
La sezione didattica-interattiva si conclude in una sala dove, il giacimento
fossilifero di Pietraroja, è riprodotto come un campo scavi dove tra calchi di fossili e
modelli comparativi è possibile simulare lattività di ricerca dei geologi e dei
paleontologi.