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CONVEGNO FEDERARCHITETTI RELAZIONE DEL PRESIDENTE DEL SINGEOP |
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Nell’analisi delle relazioni che intercorrono tra
i liberi professionisti e la Pubblica Amministrazione, occorre tener
conto che gli aspetti economici non sono separati da quelli etici e
da quelli politici. Noi Liberi Professionisti non possiamo quindi prescindere da corrette relazioni con l'Ente pubblico ed entrambi dobbiamo tenere conto del contesto delle vigenti normative di legge e regolamentari che spesso sono di difficoltosa lettura, quasi mai chiare e intellegibili nelle loro formulazioni, tanto da lasciare ampi spazi ad interpretazioni soggettive. L'oggetto della analisi riguarda, in questa mia
esposizione, l'ambito di applicazione delle prestazioni c.d. "sotto
soglia comunitaria", ovvero quelle di importo inferiore a 100mila
euro. Questi principi trovano giustificazione nel
concetto di "buon andamento e imparzialità" che era già presente
nell'articolo 97 della nostra Costituzione. E' palese che questi criteri debbono essere
oggettivi e di immediato Dove non possiamo essere d'accordo è nel concetto di concorrenza, laddove questa viene estesa ai liberi professionisti, agli studi professionali associati e alle società che altro non sono, queste, che società commerciali o addirittura finanziarie. Il principio della libera concorrenza vale quando i soggetti sono uguali. Nello specifico non v'è dubbio alcuno che le differenze sono sostanziali. Lo dimostra il fatto che negli affidamenti di incarichi sotto la soglia dei 20mila euro messi in gara dalla pubblica amministrazione (con particolare riferimento ai Comuni più piccoli, dove opera la stragrande maggioranza dei professionisti) non sono competitivi i professionisti più giovani, o meno organizzati, che hanno perciò gravi difficoltà di accesso al mondo del lavoro e della formazione. Nell'insieme delle anomalie del sistema
legislativo che sovrintende all'attività dei liberi professionisti
dell'area tecnica e che improvvidamente sono state introdotte con la
Legge 248/2006 (di conversione del famigerato Decreto Bersani) in
nome di una presunta conformità ai principi comunitari, della libera
circolazione delle persone e dei servizi, al fine di assicurare agli
utenti un'effettiva facoltà di scelta e di comparazione delle
prestazioni offerte, spicca l'abolizione dell'obbligatorietà delle
tariffe e il divieto di pattuire compensi parametrati al
raggiungimento degli obiettivi perseguiti. Questa norma ha generato
una perversa corsa al ribasso che ha raggiunto ormai livelli
inaccettabili per il decoro della professione e che non permette un
dignitoso tenore di vita per i professionisti e i loro familiari con
conseguente scadimento della qualità delle prestazioni. Indicare come evasori fiscali i liberi professionisti dell'area tecnica è una frode ideologica che non possiamo più tollerare. In definitiva, non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo tollerare più che quanto attiene alla sfera economica del mondo professionale sia deciso senza il contributo delle rappresentanze sindacali delle categorie, che hanno dimostrato di essere attiva parte sociale, che rispetta e tutela il lavoro dei collaboratori con il Contratto Collettivo, liberamente concertato con le rappresentanze dei lavoratori.
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SINDACATO NAZIONALE DEI
GEOLOGI PROFESSIONISTI |
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