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La nostra Associazione ha da tempo richiamato l´attenzione pubblica e quella della Confederazione, in merito al grave problema che deriva dalla frequente pratica di operare ribassi anomali, superiori al 50 e addirittura al 70% della tariffa professionale, nell´occasione delle gare di aggiudicazione d´incarichi per opere pubbliche. Il problema investe con equivalente gravità tutte le professioni dell´area territorio e ambiente. Gli effetti determinati dalla crisi internazionale, si amplificano nel panorama italiano, dove in intere regioni le opere pubbliche sono praticamente l´unico campo di lavoro per le professioni tecniche e in ogni caso determina gravi effetti di perturbazione del mercato. Tale prassi si tramuta infine in un danno per la stessa pubblica amministrazione, che non può realisticamente sperare di produrre opere pubbliche sotto costo, senza gravi rischi. Il fenomeno infatti investe anche le imprese di costruzione e la somma dei fattori non potrà che produrre opere pubbliche inefficienti o almeno di qualità inferiore alle aspettative, oltre che gravate, in previsione, di costi di gestione più alti e di minore durabilità del previsto. Abbiamo entrambi ricevuto in proposito anche la lettera del presidente Maniscalco, che esprime nel merito il problema specifico dei geologi e una proposta di linea d´azione. Nel richiedere, quale coordinatore dell´area territorio, che la Confederazione affianchi le professioni tecniche con opportune iniziative in questo particolare frangente, vorrei anche qualche chiarimento per conoscere se e eventualmente come potrà influire positivamente nella circostanza, il protocollo che Confprofessioni ha sottoscritto in questi giorni con il Governo e le Parti sociali, in materia di contratto di lavoro e del quale non abbiamo ancora il testo.
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SINDACATO NAZIONALE DEI
GEOLOGI PROFESSIONISTI |
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